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  1. #1
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    Predefinito Quelle atomiche tutte da rifare

    19/09/2012 - Rifare l'arsenale nucleare Usa costerà qualche centinaio di miliardi di dollari. Una testata non è per sempre, l'esplosivo può degradare chimicamente, i suoi componenti elettronici possono soffrire il trascorrere del tempo

    Gli Stati Uniti sono arrivati al punto nel quale devono scegliere se mettere a nuovo l’arsenale nucleare o lasciare che si deteriori. E hanno scelto ovviamente la prima.

    MIGLIAIA DI ATOMICHE - Sono oltre 5.000 le testate che gli Stati Uniti conservano nei loro magazzini, più qualche altro migliaio smontate seguendo più o meno i tempi degli accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty) siglati con la Russia. Di queste nessuna ha meno di 20 anni, visto che le ultime sono state prodotte nel 1992 e il resto del dispositivo nucleare americano è ancora più anziano.

    TUTTO INVECCHIA - Una testata non è per sempre, l’esplosivo può degradare chimicamente, i suoi componenti elettronici possono soffrire il trascorrere del tempo, i nuclei di uranio o plutonio sono potenzialmente inaffidabili e anche gli isotopi impiegati nelle armi nucleari sono chimicamente instabili. Insieme alle testate invecchiano poi i loro vettori, i silos per il lancio, i sottomarini, le navi e gli aerei destinati a comporre la triade strategica che per la dottrina della massima deterrenza vuole che le testate siano schierate contemporaneamente in terra, in mare e in cielo per assicurare la distruzione reciproca all’eventuale aggressore. Che per molti anni resterà ancora potenzialmente e sola la Russia di Putin, almeno fino a che il programma nucleare indiano non la sorpasserà, come pare destinato a fare nel giro di qualche decennio.

    LA MANUTENZIONE TRASCURATA - Dopo che Bush, Clinton e ancora Bush hanno lasciato trascorrere cinque mandati limitandosi a pensionare buona parte dello stock, Obama si è trovato costretto a dover affrontare il rinnovamento da cima a fondo di un sistema datato e, si scopre, trascurato e arretrato in una maniera sconvolgente. Si parla di cifre che superano di slancio i 500 miliardi di dollari in dieci anni ed è prevedibile che se non cambierà qualcosa a Washington alla fine il conto supererà i 1000, la lista è lunga.

    CATAPECCHIE PER L’URANIO - Lo stato della macchina nucleare statunitense è penoso soprattutto per quello che riguarda gli stabilimenti nucleari. I famosi laboratori di Los Alamos sono ospitati in edifici cadenti, con le tubature che trasportano liquidi radioattivi rattoppate alla meno peggio. La decisione di rinnovare i laboratori risale indietro a 20 anni fa, ma poi la costruzione è stata abbandonata. Si è scoperto che i laboratori sono costruiti su una linea di faglia, così i costi sono impennati per l’esigenza di garantire comunque la massima sicurezza, perché nessuno ha voluto costruirli altrove. L’impennata dei costi oltre i tre miliardi di dollari ha costretto le autorità a una scelta dolorosa e così a Los Alamos dopo 700 milioni di dollari spesi per la progettazione sono rimasti i buchi che le ruspe avevano cominciato a scavare e il vecchio impianto. Non succede solo in Italia.

    UN BRUTTO MOMENTO - “Ho fatto questo lavoro per 20 anni e non ho mai visto un momento come questo”, ha dichiarato ai giornalisti del Washington Post Thomas P. D’Agostino, capo della National Nuclear Security Administration (NNSA), l’agenzia federale incaricata della sicurezza dell’arsenale nucleare. I soldi per Los Alamos sono stati dirottati sul Building 9212, uno stabilimento dove si processa l’uranio all’interno del National Security Complex di Oak Ridge, nel Tennessee. Stabilimento che è la fonte principale di uranio arricchito per le testate e anche per il carburante delle centrali nucleari. Questo che dovrebbe essere un tempio della sicurezza ha invece tetto e muri che quando piove lasciano passare l’acqua, pavimenti sconnessi e un’altra discreta serie d’acciacchi. Struttura e impianti sono troppo vecchi e solo il fatto che l’attività sia fermata completamente al minimo problema, comprese le infiltrazioni d’acqua, ha evitato incidenti secondo quelli che ci lavorano.

    QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO - La sfida è quella di sostituire cadenti edifici industriali in mattoni con moderni edifici corazzati e attrezzati secondo lo stato dell’arte, che vuole ad esempio che tutte le fasi di manipolazione dei prodotti radioattivi siano svolte da robot e non più dagli operatori umani. Si parla inoltre di muri con 10 metri di spessore e una struttura pesantemente fortificata, un salto di parecchie generazioni per quello che può essere considerato uno degli elementi più critici del sistema nucleare statunitense. Il conto per l’ammodernamento di edifici e magazzini supererà i 100 miliardi. L’ultima amministrazione Bush aveva cominciato a stanziare fondi allo scopo, ma scegliendo d’affidarsi ad aziende private proprio nel 2008, allo scadere della presidenza, non sembra che abbia scelto bene, risparmi non se ne sono visti.

    I BOTTI NUCLEARI Poi ci sono le bombe, con sette tipi d’ordigni nucleari in inventario. Solo la sostituzione della B61, la più semplice delle bombe a caduta (nelle immagini), presenta un conto da dieci miliardi di dollari in cinque anni, perché pare di capire che la voglia di fantascienza che impenna le spese militari americane abbia colpito anche nel settore del nucleare, dove già in particolar modo non si è mai guardato a spese e si è proceduto secondo il motto “non importa quanto costa”.

    I SOTTOMARINI - Come non si guarda a spese quando ci sono da sostituire i sottomarini della classe Ohio che attualmente sono le basi di lancio marine dei Minuteman e compiono 30 anni di onorato servizio, se ne andranno un altro centinaio di miliardi anche per questo capitolo di spesa. Di sicuro però rimandare questo genere di spese non farà che aumentarle ed esporre il paese a grossi rischi, basti pensare che negli ultimi anni le ispezioni di routine hanno registrato un progressivo degradarsi della sicurezza di testate e impianti, con casi limite come la scoperta che alcune testate (anche quelle schierate in Italia) avrebbero potuto detonare se colpite da un fulmine sfortunato.

    PIU’ SOLDI NONOSTANTE LA CRISI - Obama ha aumentato del 17% il capitolo di spesa nel 2011 e probabilmente continuerà su questa strada, che appare l’unica praticabile se Washington vuole conservare l’arsenale. Secondo alcuni repubblicani ovviamente non sta spendendo abbastanza, pur in un tempo di crisi che ha falciato anche il bilancio della difesa e gli investimenti in nuove armi. Anche per questo i militari mugugnano, perché dopo le incredibili quantità di denaro sprecate all’inseguimento di progetti troppo costosi e velleitari ora tocca al nucleare drenare bilanci sempre più stringati.

    DATECI ARMI DA USARE - Una questione di priorità, i militari americani sono impegnati senza tregua da decenni e ovunque, ma non hanno potuto trarre nessun vantaggio dal possesso di un tale arsenale nucleare, che di fatto esiste per non essere impiegato, delle oltre diecimila testate prodotte, solo due tra le prime e più rudimentali sono state usate in guerra. Una considerazione che ha avvicinato militari e civili all’idea di lasciare che si degradi e di vedere cosa sarà tra una decina d’anni o anche di più. Se infatti alcuni sostengono che l’arsenale sia da mantenere a tali livelli d’invincibilità da scoraggiare altri a competere, altri considerano che il disarmo nucleare delle maggiori potenze potrebbe invece disincentivare i molti paesi che per un motivo o per l’altro vorrebbero pure loro il deterrente atomico. Questo senza considerare che quasi a tutti sembra che l’arsenale anericano, che probabilmente si assesterà a “sole” 1.500 testate in ottemperanza allo START, rimanga ancora enorme e ampiamente sovradimensionato per qualsiasi conflitto immaginabile anche in un futuro remoto.

    Quelle atomiche tutte da rifare

  2. #2
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    Predefinito Re: Quelle atomiche tutte da rifare

    sono le basi di lancio marine dei Minuteman

    No. Gli Ohio sono le basi di lancio mobile dei Trident D2 che sono i piu affidabili missili balistici del mondo.

    Il Minuteman sono in servizio nei silos dell'USAF.

    Poi ci sono gli MX sul cui status volteggia un alone di mistero. Disattivati o in servizio operativo su rotarie mobili? Non e' dato sapere.

    In realta ormai l'era nucleare volge al tramonto, e non c'e da dedicare chissa quanti miliardi di dollari per sviluppare missili e testate, visto che anche un vecchio POLARIS
    puo fare lo stesso lavoro.

    L'unico progetto degno di nota che verra portato avanti sara la sostituzione degli Ohio e relativo missile che comincera attorno al 2025. Con tutta probabilita il nuovo vettore
    destinato a sostituire il TRIDENT verra sviluppato in collaborazione con gli Inglesi e con tutta probabilita con l'USAF per sostituire il Minuteman.

    Il futuro sono le armi convenzionali ad alta precisione, ipersoniche o nuove forme di energia come il laser.

  3. #3
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    Predefinito Re: Quelle atomiche tutte da rifare

    Secondo me le armi nucleari sono tanto potenti che non andranno mai via ma anzi gradualmente sono destinate a proliferare in un numero di paesi sempre maggiore perche' rappresentano un assicurazione sulla vita per il paese che le possiede.


    P.S. E' ridicola l'affermazione che l'arsenale indiano e' destinato a superare le capacita' di quello russo: semmai potrebbe essere vero per quello cinese.
    Ultima modifica di Italiano; 22-09-12 alle 08:20
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  4. #4
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    Predefinito Re: Quelle atomiche tutte da rifare

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio
    Secondo me le armi nucleari sono tanto potenti che non andranno mai via ma anzi gradualmente sono destinate a proliferare in un numero di paesi sempre maggiore perche' rappresentano un assicurazione sulla vita per il paese che le possiede.


    P.S. E' ridicola l'affermazione che l'arsenale indiano e' destinato a superare le capacita' di quello russo: semmai potrebbe essere vero per quello cinese.


    Ci sarebbe molto da dire, sull'effettiva capacita strategica delle armi nucleari sopratutto qualora diventassero molto diffuse.

    Ora, come sappiamo l'arma nucleare in realta e' un arma difensiva. La cosa e' paradossale per un ordigno nato come meramente offensivo.

    Ma nella strategia del terrore della MAD il nucleare di fatto si e' trasformato in uno strumento difensivo.


    Immaginiamo che un paese del 3 mondo, come l'Iran o che so la Siria si doti di armi nucleari.

    Non significa che non potra essere attaccato.

    E la ragione e' semplice da capire. Se dovesse rispondere con l'arma nucleare gli USA (ipotizzando che questo paese sia l'attaccante) risponderebbero polverizzando tale paese.

    Quindi in presenza di operazioni militari con obiettivi limitati NESSUN PAESE AVREBBE L'INTERESSE AD IMPIEGARE TALE ARMA.

  5. #5
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    Predefinito Re: Quelle atomiche tutte da rifare

    Sono proprio sulla strada dell'unione sovietica.

 

 

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