So che questa discussione andrebbe aperta in altra sezione, ma ho preferito aprirla qui per la "delicatezza" dell'argomento e perché vorrei evitare post idioti o volgari e confido sulla vostra assoluta "serietà e competenza" rinomata...
Ho pensato di riprendere alcune antiche rappresentazioni degli organi genitali maschili e questo c'entra sicuramente con la saggezza antica; trovo splendido come in passato gli uomini e le donne sapessero adorare e onorare la presenza degli Dei, ed in particolare l'essenza maschile più pura, in una forma apparentemente così "materiale".
"Fallo" viene dal latino phallos, dal greco phales che può connettersi al sanscrito "germoglia, fruttifica" da una radice che sta per "gonfiare, rigonfiare" e che ha dato origine anche a papula ovvero capezzolo, in greco "soffio, bolla", in lituano "bottone di fiore" (trovo che questi collegamenti siano bellissimi ).
Al giorno d'oggi questo tipo di "culto" soprattutto in occidente provocherebbe sonore sghignazzate, commenti volgari o magari addirittura indignazione per mancanza di pudore ecc.
Tuttavia, ad esempio in India, i falli sono ancora rappresentati ed adorati come simbolo di Shiva. Il loro nome è lingam e sono la più comune (e a mio parere perfetta) rappresentazione di questo Dio dal carattere simile a quello di Dioniso come fa capire Leda Bearnè in Dioniso e le donne. Spesso il lingam è posto su un basamento che rappresenta la yoni, aidoion sacro, la vulva della Dea, Shakti, compagna indivisibile di Shiva.
Cito da Il Guerriero nell'India Arcaica:
"In un celebre mito, Siva si manifesta come un gigantesco linga di luce: allora Brahma si trasforma in un'oca bianca e vola per trovarne il culmine, Visnu si muta in cinghiale e scende a cercarne il fondo, ma nessuno dei due riesce nello scopo. Entrambi devono infine ammettere la supremazia di Siva."
Nel seguito dice che coloro che praticano la Via femminile connessa al culto del lingam e al rapporto privo di qualsiasi subordinamento al maschio sono le yogini.
D'altra parte però anche in luoghi più vicini a noi il fallo fu rappresentato e considerato simbolo di vari Dei. In Grecia agli incroci delle strade, sui ponti, all'entrata delle case ecc. si potevano trovare le erme, dei ceppi di pietra. A seconda della loro antichità potevano avere un volto in cima od anche due (simili a quelli di Giano) ma immancabilmente avevano un fallo eretto ben in evidenza ed a volte veniva anche scolpito un caduceo.
Erano le rappresentazioni del Dio Hermes, protettore dei viandanti e detentore della verga intorno alla quale i due serpenti si allacciano in un abbraccio perfetto che genera gioia e pace.
Sarà una suggestione mia, ma vedere le erme con i falli accentuati e i volti con quel sorrisetto sfuggente (molto stile "sorriso arcaico" delle più conosciute korai e dei kuroi) fa venire da sorridere anche a me, e da pensare che siamo proprio dei gran stupidoni nel lasciare che stupidi preconcetti e condizionamenti dovuti alla società in cui viviamo ci privino della gioia di tributare un giusto omaggio alle splendide energie rappresentate da queste sculture.
Sempre in Grecia e più tardi a Roma, nei giardini e ai confini di orti e poderi veniva posta un cippo fallico rappresentante Priapo, il Dio figlio di Afrodite e Dioniso (o anche di Ermes, Ares o Zeus) che proteggeva quei luoghi e soprattutto ne garantiva la fertilità e la vitalità.
Era un Dio strettamente collegato a Dioniso e le feste che lo vedevano protagonista insieme a Dioniso erano le Falloforie, appunto feste del fallo. Durante queste feste come durante le Dionisie si portavano in processione grandi falli di legno e si cantavano canti come quello riportato da Semos di Delo:
"Ritiratevi, fate posto
al dio! perché egli vuole
enorme, retto, turgido,
procedere nel mezzo."
Ricordo che c'era qualcosa di bellissimo a proposito di una simile processione in un libro di Leda Bearnè...
A Pompei su un forno di una panetteria è stata ritrovata una lastra di terracotta con un fallo e la scritta Hic habitas felicitas "Qui abita la felicità". Sempre nei pressi sono stati trovati un gran numero di falli in terracotta portati ad un santuario, ed ancora lucerne con rappresentazioni falliche e statuette di Priapo.
Secondo alcuni anche i grandi menhir nord europei avrebbero significato fallico, così come gli omphalos greci.
Che dire, sono qui che saltello sulla sedia perchè trovo quest'argomento splendido...spero lo sia anche per voi...
Alcune immagini, spero che non offendano nessuno:
Una yogini con due linga e due yoni fra le mani e il sole e la luna sulla fronte. Il serpente kundalini si arrotola sul linga e i due serpenti più su sono il Maschile ed il Femminile
Erma greca del 520 a.C. circa, notate il sorriso arcaico
Priapo
La lastra da Pompei con la scritta "Hic habitat felicitas"
L'omphalos di Delfi
Ed un'altra cosa splendida che ho trovato, sempre fra i reperti di Pompei è una lampada ad olio:
...
hefico:










hefico:
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