



I pidiellini perdono il pelo ma non il vizio di volersi fare sempre qualche legge a misura per sfuggire alle grinfie della legge:
Bruno Murgia (Pdl), come componente della commissione Cultura della Camera, si impegna »a studiare insieme ai colleghi di maggioranza ed opposizione una proposta di legge per modificare le norme penali vigenti in materia di diffamazione a mezzo stampa. È arrivato il momento di modificare una normativa datata».
21 settembre 2012:
Sallusti verso il carcere per diffamazione L'Fnsi chiede l'intervento del governo - Il Messaggero
PS: in teoria sarei per la completa libertà di stampa, ma per Sallusti faccio volentieri un'eccezione: lo vedrei molto volentieri farsi qualche mesetto di carcere, perché credo che ne abbia molto bisogno. Ma tanto, tra buona condotta e servizi sociali, ho idea che farebbe si e no qualche giorno.
Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 22-09-12 alle 09:22


Quindi lo vuoi vedere in galera perché è antipatico o perché ha commesso veramente un reato?
Zio Tibia non si può guardare, questo è vero, ma non mi pare che questo preveda il carcere.
Mi ritorna alla mente quanto scritto dal pastore luterano Martin Niemöller.
Quando i nazisti vennero per i comunisti, io restai in silenzio; non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici, rimasi in silenzio; non ero un socialdemocratico.
Quando vennero per i sindacalisti, io non feci sentire la mia voce; non ero un sindacalista.
Quando vennero per gli ebrei, rimasi in silenzio; non ero un ebreo.
Quando vennero per me.
Non era più rimasto nessuno che potesse far sentire la mia voce.
Ultima modifica di Medsim; 22-09-12 alle 09:39
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.


Ma tu sei certo che Sallusti sia realmente un giornalista...? Io avrei qualche dubbio.
Nel novembre del 2010 è stato oggetto di indagini giudiziarie, disposte dalla Procura di Napoli nei suoi confronti, per violenza privata nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. L'inchiesta si basava soprattutto su alcune intercettazioni che coinvolgevano Nicola Porro, un collega di Sallusti. I pubblici ministeri hanno ravvisato in queste telefonate e nei comportamenti di Porro e Sallusti un atteggiamento di minaccia contro Marcegaglia, che aveva espresso opinioni discordanti con la politica del governo.[10] Sallusti respinse le accuse, e negò categoricamente di avere mai parlato al telefono o di persona sia con Arpisella (segretario della Marcegaglia) che con Marcegaglia. Ha poi querelato il capo della procura di Napoli Giandomenico Lepore che aveva affermato che le conversazioni telefoniche di Sallusti con Arpisella giustificavano l'indagine nei suoi confronti.[11]
Il 14 giugno 2011 è stato sospeso per due mesi dalla professione giornalistica in seguito ad un'azione disciplinare avviata dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per avere consentito la collaborazione presso il Giornale, dall'ottobre del 2006 al luglio del 2008, dell'ex giornalista e deputato Renato Farina, anche se quest'ultimo era stato radiato dall'Ordine.[12][13]
Il 17 giugno 2011 è condannato dalla Corte d'appello di Milano a un anno e due mesi di carcere senza condizionale e a 5000 euro di pena pecuniaria, per diffamazione a mezzo stampa, in riferimento a un corsivo pubblicato sotto pseudonimo nel febbraio 2007 su Libero.[14][15]
http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Sallusti
Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 22-09-12 alle 10:03




Esiste la radiazione dell'albo, esistono misure per ogni reato.
Qui si sta parlando di incarcerare qualcuno per un articolo di stampa.
Effettivamente, come mi ha fatto notare un forumista, potrebbe essere un pericoloso precedente. Come mai oggi nessuno starnazza di fascismo?
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.


E' questa la frase incriminata, scritta nel 2007 in un corsivo a firma Dreyfus. Riguarda una storia di aborto autorizzato da un giudice e andato male per la ragazza. La stampa come al solito ci ha ricamato molto sopra, e Il Giornale, come al solito, ha leggermente esagerato:
‘Qui ora esagero. Ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice’.
SALLUSTI RISCHIA LA GALERA PER UN ARTICOLO - il Velino/AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
Né i genitori della ragazzina né i medici si sentono diffamati dall’articolo di Monticone né dal corsivo di “Dreyfus”. A inalberarsi è invece un magistrato torinese, Giuseppe Cocilovo, in servizio presso l’ufficio del giudice tutelare, il cui nome non è stato fatto né da La Stampa , né da Libero né dagli altri giornali. Ma Cocilovo si sente chiamato in causa. Prende penna e carta da bollo e deposita una querela contro il cronista e contro l’autore del commento. Sallusti finisce sotto inchiesta: sia per ‘omesso controllo’, cioè per avere permesso la pubblicazione dell’articolo di Monticone, sia come supposto autore del commento firmato “Dreyfus”. Il 26 gennaio 2009 il tribunale di Milano condanna Monticone e Sallusti rispettivamente a 5mila e 4mila euro di ammenda. Cocilovo e la procura impugnano. E in appello, il 17 giugno 2011, arriva la batosta. A Monticone viene inflitto un anno di carcere: ma almeno al cronista vengono concessi la sospensione condizionale della pena e la non menzione sul certificato penale. Per Sallusti invece i giudici scelgono la linea dura, spiegata in appena dieci righe di motivazione. Quattordici mesi di carcere. La condizionale viene negata ‘ai sensi dell’articolo 133 del codice penale ‘, e cioè- oltre che per gli altri procedimenti penali subìti da Sallusti come giornalista - a causa della sua ‘pericolosità ‘ e dalla previsione che se lasciato a piede libero potrebbe commettere altri reati. Su uno dei punti cruciali, e cioè se sia lui l’autore dell’articolo incriminato, la motivazione è sbrigativa: ‘Direttore responsabile del quotidiano Libero e quindi da intendersi autore dell’articolo redazionale a firma Dreyfus’”.
Personalmente faccio osservare che la frase incriminata non contiene nessuna notizia, ma solo un'apologia della pena di morte. Che un giornalista abbia diritto a pubblicare notizie, non ci piove. Che sia anche autorizzato a fare apologie della pena di morte, forse no: la cosa potrebbe toccare la mente di qualche esaltato che si potrebbe sentire autorizzato ad eseguirla. Visto che siamo in tema di esagerazioni.
Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 22-09-12 alle 10:25


Ecco come si fa disinformazione, peccato che questo avvenga dalle colonne di un giornale storico come il Corriere della Sera.
Il direttore de «Il Giornale» rischia il carcere E Travaglio lo difende: salvate il soldato Sallusti - Corriere.it
È una difesa a tutto campo, dunque quella di Travaglio. E se Sallusti commenta così la condanna: «Ho paura di vivere in un paese dove ci si permette di arrestare le idee, di metterle in carcere»
Quando sul Fatto Quotidiano c'è scritto questo.
Sallusti rischia il carcere: condanna a un anno e due mesi
Il 26 settembre, mercoledì prossimo, il verdetto dei giudici della Cassazione sul direttore de Il Giornale, per una vicenda che risale al 2007. L'Italia è l’unico paese occidentale dove i reati a mezzo stampa si perseguono in via penale
L’Italia è l’unico Paese europeo dove un giornalista rischia il carcere per ciò che scrive. Nelle democrazie occidentali, e negli Stati Uniti, il reato di diffamazione è regolato dal codice civile. Nel Regno Unito, è stata approvata una riforma, tre anni fa, a conclusione di un dibattito acceso; un confronto duro fra opposte fazioni, ma alla fine, la legge è passata. In Italia un giornalista può andare in galera anche per vicende surreali come quella che sta vivendo Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, per una vicenda che risale al 2007.
All’epoca Sallusti era direttore responsabile del quotidiano Libero (Vittorio Feltri, invece, era direttore editoriale); in qualità di responsabile Sallusti fu querelato da un magistrato di Torino, Giuseppe Cocilovo, per un articolo che non era stato firmato dal professionista. In primo grado il direttore fu condannato a una sanzione pecuniaria di 5.000 euro e a un risarcimento di 30.000.
Il 26 settembre, mercoledì prossimo, saranno i giudici della Cassazione a occuparsi della condanna di Sallusti. La Suprema Corte entra nel merito di possibili vizi procedurali, non può certo riformulare la condanna. La sorte del giornalista è dunque legata a possibili storture giuridiche; se non ve ne fossero, la Cassazione non potrà che confermare la sentenza d’appello. Si dirà: cosa volete che siano un anno e due mesi, da scontare ai domiciliari, per un professionista? Non è così facile, perché le conseguenze per il giornalista sarebbero gravi. E il caso è emblematico per riportare sotto i riflettori il fatto che l’Italia è l’unico paese occidentale dove i reati a mezzo stampa si perseguono in via penale.
I giudici fanno il loro mestiere: ci sono le norme e loro le applicano. Il punto sta in una riforma mai fatta, che doveva essere un punto fermo di qualsiasi governo, di destra, di centro o di sinistra. A chi ritiene che depenalizzare significa dare carta bianca ai giornalisti, che così potranno scrivere qualsiasi nefandezza, si può portare ad esempio ciò che è avvenuto proprio in Gran Bretagna con i tabloid di Murdoch. Nelle democrazie moderne la libertà di stampa è requisito fondamentale: l’Onu e il Consiglio d’Europa hanno più volte sottolineato l’anomalia italiana, l’ennesima che fa dello Stivale una nazione di serie B.
da Il Fatto Quotidiano del 21 settembre 2012
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...e-mesi/359079/
Io leggo la difesa della libertà di stampa e non una difesa a Sallusti.
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.


DIFFAMAZIONE E LIBERTA' DI STAMPA SONO 2 COSE DISTINTE.
il signorino dal mio punto di vista dovrebbe essere in galera da anni, come tutti quelli che appoggiano o fanno propaganda per l' orco di arcore.
I DANNI FATTI DA LUI DAI SUOI SERVI SONO INESTIMABILI.
I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.