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Discussione: Il caso Sallusti

  1. #2541
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    ci andrebbe giusto in tempo per festeggiare al fresco il 90-esimo della marcia su roma

  2. #2542
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    Caso Sallusti - IlGiornale.it

    per sollazzarsi in attesa della gattabuia

  3. #2543
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da LiberoCittadino Visualizza Messaggio
    Caso Sallusti - IlGiornale.it

    per sollazzarsi in attesa della gattabuia
    Indecenti.

  4. #2544
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    Thumbs up Re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Corsa in Senato per risolvere il caso Sallusti



    Da oggi il disegno di legge in commissione Giustizia. Il ministro Severino all'incontro Fnsi sulla diffamazione


    La data è il 26 ottobre. Solo se la nuova legge sulla diffamazione entrerà in vigore prima di quel giorno eviterà il carcere ad Alessandro Sallusti.




    Fino ad allora, infatti, è sospesa la pena di 14 mesi di reclusione per il direttore de il Giornale, che vuol chiedere l'affidamento ai servizi sociali.

    Significa che i due rami del Parlamento avrebbero al massimo 18 giorni utili per dare il loro sì e la corsa contro il tempo parte oggi alle 14,30, in commissione Giustizia del Senato, dov'è stato assegnato in sede deliberante (senza passaggio in aula) il ddl bipartisan con Maurizio Gasparri(Pdl) e Vannino Chiti (Pd) primi firmatari.

    La volontà politica, almeno dichiarata, c'è.

    Anche il governo vuole le modifiche alla legge, perché l'Italia sia in linea con la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e con la maggior parte delle legislazioni europee in materia.

    In questi giorni l'ha ripetuto spesso il ministro della Giustizia, Paola Severino, che oggi parteciperà all'incontro organizzato sul tema da Fnsi e Ordine dei giornalisti, con Libera informazione ed Articolo 21.

    Ci saranno politici come Gaetano Pecorella (Pdl), Andrea Orlando (Pd), Roberto Rao (Udc) e Antonio Di Pietro (Idv), avvocati come Caterina Malavenda, Domenico D'Amati, Bruno Del Vecchio e i vertici sia del sindacato dei giornalisti, Franco Siddi e Roberto Natale, sia dell'Ordine, Enzo Iacopino e Giancarlo Ghirra.

    Nella stessa giornata, a Palazzo Madama, partirà un calendario a tappe forzate.

    «Ci siamo già impegnati ad abbreviare al massimo i tempi della discussione - dice il presidente della Commissione Giustizia, Filippo Berselli (Pdl) - in modo da girare entro 8-9 giorni alla Camera un testo che possa approvare in due settimane.

    Tutto, compatibilmente con il ddl anticorruzione».

    Berselli, con la capogruppo Pd Silvia Della Monica, farà oggi la relazione sul ddl che accorpa anche quello firmato dall'Idv.

    Anche grazie al lavoro diplomatico del presidente del Senato Renato Schifani, dunque, il ddl dovrebbe essere licenziato da Palazzo Madama all'inizio della prossima settimana.

    Si tratta di 2-3 articoli che modificano la legge del 1948 e il codice penale in materia di diffamazione laddove prevedono ancora la pena detentiva, retaggio del Codice Rocco.

    Il carcere viene cancellato, rimangono le multe di almeno 5mila euro, il risarcimento del danno e, in aggiunta, la «riparazione pecuniaria» di almeno 30mila euro (ora non è previsto nessun minimo).

    Ma Chiti e Gasparri vogliono aggiungere un elemento di bilanciamento a favore del diffamato e rendere più stringente l'obbligo di rettifica della notizia offensiva.

    «Deve apparire sull'organo di informazione entro 8 giorni al massimo - dice Chiti - con lo stesso spazio e lo stesso rilievo».

    E Gasparri: «Sappiamo che l'obbligo è già previsto dalla legge sulla stampa, ma troppo spesso non viene rispettato e vogliamo renderlo più cogente».

    Come potrà influire la nuova legge su una condanna passata in giudicato, come quella di Sallusti?

    Vale il principio, spiegheranno oggi in Senato i relatori, dell'articolo 2 del Codice penale.

    Cioè: nessuno può essere punito per un fatto che, per una legge posteriore, non costituisce reato.

    Se c'è stata condanna, ne cessano esecuzione ed effetti penali e, in caso di pena detentiva, se la legge successiva prevede solo quella pecuniaria, c'è la conversione della prima nella multa corrispondente.

    Oggi Berselli chiederà ai colleghi di limitare gli interventi, per chiudere domani la discussione generale e fissare il termine per gli emendamenti a giovedì.

    Se tutto andasse liscio si potrebbe arrivare al voto martedì o mercoledì.

    Poi la palla passerebbe alla Camera, che dovrebbe approvare senza modifiche.

    E qui qualche segnale di fibrillazione già c'è.

    Perché a Montecitorio sempre oggi si discute in commissione Giustizia il più ampio e precedente ddl sulle norme sulla stampa, firmato Pecorella-Costa(Pdl).

    E la capogruppo Pd Donatella Ferranti annuncia: «Non voteremo alcun bavaglio per il web, sull'onda emotiva del caso Sallusti».

    Ma Costa assicura: «Se dovesse arrivare dal Senato il testo Chiti-Gasparri approvato, ci faremmo volentieri da parte».


    ...


    :mmm:

    "Pronti ad accelerare sul caso Sallusti"



    Gasparri: "Al Senato il ddl sulla diffamazione può passare giovedì, poi alla Camera bastano due settimane"


    Maurizio Gasparri è tra i primi firmatari, con Vannino Chiti, del disegno di legge in discussione in sede deliberante alla commissione Giustizia del Senato per modificare le norme sulla diffamazione.




    Quello che, se sarà varato dal Parlamento entro il 26 ottobre, potrà evitare i 14 mesi di carcere cui è stato condannato il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.

    Si arriverà in tempo, senatore Gasparri?

    «La volontà c'è e stiamo lavorando a Palazzo Madama con grande celerità. Grazie al tempestivo intervento del presidente del Senato, Renato Schifani, il ddl potrà essere approvato direttamente dalla commissione, senza passare per l'aula. Contiamo di farlo giovedì prossimo e poi la Camera avrà il tempo per dare il suo sì definitivo, senza modifiche, in un paio di settimane».

    Ma in commissione, alcuni senatori di Pd e Api hanno sollevato obiezioni sulla decisione di procedere a tappe forzate. C'è ancora il rischio che un gruppo chieda di seguire la procedura normale, allungando i tempi?

    «La questione è ampiamente dibattuta e da tempo sono state individuate sinergie di fondo tra i gruppi politici. Qualcuno, è vero, ha avanzato dubbi sull'attribuzione della sede deliberante alla commissione, ma per evitare improprie resistenze abbiamo concordato con Chiti alcuni emendamenti che dovrebbero rendere più completo ed equilibrato il testo-base, che vuole innanzitutto cancellare il carcere per i giornalisti e rafforzare le sanzioni pecuniarie per il reato di diffamazione a mezzo stampa».

    Che cosa prevederanno i vostri emendamenti?

    «La questione centrale è quella della rettifica, per rafforzare la tutela del cittadino che si sente diffamato. L'obbligo esiste già ma io sono anche giornalista e so bene che in questi anni troppo spesso non è stato rispettato. Bisogna, dunque, prevedere una serie di misure per renderlo più stringente. Ad esempio, pensiamo ai siti internet di tipo editoriale, sui quali una notizia diffamante può rimanere molto a lungo: se ne deve imporre la cancellazione per ripristinare al più presto la verità. Oppure, pensiamo alla stampa non periodica che non può pubblicare in breve tempo la rettifica: stiamo all'obbligo di acquistare uno spazio sui quotidiani appunto per correggere una notizia falsa e diffamatoria. Il punto debole della normativa sulla diffamazione sta proprio in questo carente obbligo di rettifica che, negli anni, ha anche creato un ostacolo alla causa della stampa contro la prigione per i giornalisti».

    E il testo Pecorella-Costa sulla stessa materia, all'attenzione della commissione giustizia della Camera, che è stato accantonato per favorire un rapido iter di quello del Senato?

    «Pensiamo di recepire nel nostro testo alcuni punti chiave di quel ddl. Anche questo è un modo per evitare manovre di rallentamento in commissione e mi auguro che nessuno voglia strumentalmente appesantire il testo, solo per non farlo marciare celermente. Non ce ne sarebbe motivo, perché c'è tutta l'intenzione di renderlo più completo possibile».

    Si parla anche di pene accessorie di tipo disciplinare per il giornalista condannato per diffamazione.

    «Stiamo studiando l'ipotesi di un giurì, che è stata avanzata dalla stessa Federazione della stampa».

    E se alla fine il parlamento non riuscisse a intervenire in tempo per il caso Sallusti?

    «Credo che allora già l'approvazione del ddl da parte di un ramo del Parlamento sarebbe un segnale forte per indurre il governo a procedere per decreto legge».


    ...

    :giagia::giagia:
    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

  5. #2545
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    - 20
    .

    La parola "onore" non esiste nel mio lessico,pertanto non rispondo ai "fasci",amanti di quella parola.
    PS-Non rispondo alle "carogne" craxiane,agli "anarco-cazzari" e agli "adepti della setta del pluriomicida condannato in via definitiva"

  6. #2546
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    "Pronti ad accelerare sul caso Sallusti"



    Gasparri: "Al Senato il ddl sulla diffamazione può passare giovedì, poi alla Camera bastano due settimane"


    Maurizio Gasparri è tra i primi firmatari, con Vannino Chiti, del disegno di legge in discussione in sede deliberante alla commissione Giustizia del Senato per modificare le norme sulla diffamazione.




    Quello che, se sarà varato dal Parlamento entro il 26 ottobre, potrà evitare i 14 mesi di carcere cui è stato condannato il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.

    Si arriverà in tempo, senatore Gasparri?

    «La volontà c'è e stiamo lavorando a Palazzo Madama con grande celerità. Grazie al tempestivo intervento del presidente del Senato, Renato Schifani, il ddl potrà essere approvato direttamente dalla commissione, senza passare per l'aula. Contiamo di farlo giovedì prossimo e poi la Camera avrà il tempo per dare il suo sì definitivo, senza modifiche, in un paio di settimane».

    Ma in commissione, alcuni senatori di Pd e Api hanno sollevato obiezioni sulla decisione di procedere a tappe forzate. C'è ancora il rischio che un gruppo chieda di seguire la procedura normale, allungando i tempi?

    «La questione è ampiamente dibattuta e da tempo sono state individuate sinergie di fondo tra i gruppi politici. Qualcuno, è vero, ha avanzato dubbi sull'attribuzione della sede deliberante alla commissione, ma per evitare improprie resistenze abbiamo concordato con Chiti alcuni emendamenti che dovrebbero rendere più completo ed equilibrato il testo-base, che vuole innanzitutto cancellare il carcere per i giornalisti e rafforzare le sanzioni pecuniarie per il reato di diffamazione a mezzo stampa».

    Che cosa prevederanno i vostri emendamenti?

    «La questione centrale è quella della rettifica, per rafforzare la tutela del cittadino che si sente diffamato. L'obbligo esiste già ma io sono anche giornalista e so bene che in questi anni troppo spesso non è stato rispettato. Bisogna, dunque, prevedere una serie di misure per renderlo più stringente. Ad esempio, pensiamo ai siti internet di tipo editoriale, sui quali una notizia diffamante può rimanere molto a lungo: se ne deve imporre la cancellazione per ripristinare al più presto la verità. Oppure, pensiamo alla stampa non periodica che non può pubblicare in breve tempo la rettifica: stiamo all'obbligo di acquistare uno spazio sui quotidiani appunto per correggere una notizia falsa e diffamatoria. Il punto debole della normativa sulla diffamazione sta proprio in questo carente obbligo di rettifica che, negli anni, ha anche creato un ostacolo alla causa della stampa contro la prigione per i giornalisti».

    E il testo Pecorella-Costa sulla stessa materia, all'attenzione della commissione giustizia della Camera, che è stato accantonato per favorire un rapido iter di quello del Senato?

    «Pensiamo di recepire nel nostro testo alcuni punti chiave di quel ddl. Anche questo è un modo per evitare manovre di rallentamento in commissione e mi auguro che nessuno voglia strumentalmente appesantire il testo, solo per non farlo marciare celermente. Non ce ne sarebbe motivo, perché c'è tutta l'intenzione di renderlo più completo possibile».

    Si parla anche di pene accessorie di tipo disciplinare per il giornalista condannato per diffamazione.

    «Stiamo studiando l'ipotesi di un giurì, che è stata avanzata dalla stessa Federazione della stampa».

    E se alla fine il parlamento non riuscisse a intervenire in tempo per il caso Sallusti?

    «Credo che allora già l'approvazione del ddl da parte di un ramo del Parlamento sarebbe un segnale forte per indurre il governo a procedere per decreto legge».


    ...

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  7. #2547
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    - 19
    .

    La parola "onore" non esiste nel mio lessico,pertanto non rispondo ai "fasci",amanti di quella parola.
    PS-Non rispondo alle "carogne" craxiane,agli "anarco-cazzari" e agli "adepti della setta del pluriomicida condannato in via definitiva"

  8. #2548
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    Quindi oggi -18, ma allora, cosa aspettano a fare la legge che introduce come esimente della diffamazione lo scopo di tutela delle istituzioni ecclesiastiche? insomma si può diffamare chiunque se è fatto per difendere preti, papa, chiesa e suore.

  9. #2549
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    ......Ma insomma quando entra in carcere?

  10. #2550
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    Predefinito Re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da pinin Visualizza Messaggio
    Quindi oggi -18, ma allora, cosa aspettano a fare la legge che introduce come esimente della diffamazione lo scopo di tutela delle istituzioni ecclesiastiche? insomma si può diffamare chiunque se è fatto per difendere preti, papa, chiesa e suore.
    PROVE DI COMPROMESSO PER EVITARE IL CARCERE AL DIRETTORE DEL GIORNALE
    di Sara Nicoli

    Salvare il soldato Sallusti dal carcere è diventato un imperativo dell'intero Parlamento. Al Senato il Pdl ha sposato la linea dell'Idv. Per arrivare a modificare la diffamazione a mezzo stampa prima del 26 ottobre, data in cui si aprirebbero le porte di San Vittore per il direttore del Giornale dopo la condanna della Cassazione (a causa di un articolo scritto dal deputato Renato Farina, Pdl).
    L'accordo riguarda la sanzione pecuniaria che, quindi, non avrà più una soglia minima a 30 mila euro, come avrebbe voluto Maurizio Gasparri, Pdl, firmatario della legge insieme al democratico Vannino Chiti. Ci sarà invece un tetto massimo di 50 mila euro. Resterà, tuttavia, alla discrezione del giudice la quantificazione dell'eventuale risarcimento del danno subito dalla “parte lesa”. In fretta, comunque. Tanto che il ddl sarà esaminato oggi in commissione Giustizia del Senato e verrà votato in sede deliberante (senza bisogno del successivo passaggio in aula) giovedì mattina. “A quel punto – sostiene Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia – la Camera avrà quasi quattordici giorni per poter approvare la legge senza alcuna modifica. E mi auguro che sia così, altrimenti noi dovremo rimettere mano al provvedimento e i tempi si allungheranno inevitabilmente, purtroppo per Sallusti”.
    La nuova legge prevederebbe anche un ampliamento della rettifica che per gli editori avrà lo stesso tipo di ricaduta economica dell'ingente pena pecuniaria prevista nella prima stesura. Il giornale dovrà infatti pubblicare, al massimo entro otto giorni la “rettifica documentata” con lo stesso rilievo della notizia e nello stesso spazio, per far venir meno le ragioni dell'iter processuale. I costi per le imprese editrici, quindi, restano pesanti. C'è, poi, l'ultimo aspetto che desta non poche perplessità. E cioè che le nuove sanzioni si applicheranno anche al web per le testate registrate. Si salvano solo i blog.

    ilF.Q. di oggi, ppgg 5
    Questi son peggio del re Mida; ma al contrario.

 

 
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