

C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Sarebbe ora di capire come ci si appropria legalmente di qualcosa e perchè.
Dico sul serio: non sto parlando dei modi giuridici dell'acquisto della proprietà.
Mi piacerebbe capire come mai adesso si va così per le spicce
Intendiamoci, le regole le detta chi esercita il potere. Quelle per se e quelle molto più rigide e dettagliate - per gli altri.
Oltre il formalismo, e prima di questo, sta l'uso, di mondo o di fogna, a seconda dei casi.
Questi signori sembrano dire qualcosa di semplice nella sua crudezza: il potere legittima l'appropriazione sregolata poichè è in condizioni di dettare la norma a posteriori.
Certi comportamenti sembrano richiamare il risarcimento.
Credo che ci attendano tempi difficili poichè le spoliazioni radicalmente illegittime sono state innumerevoli.
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.


Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.


Tranquillo non mi sono mai astenuto ne intendo fare propaganda all'astensionismo (che ritengo inutile): voterò per il Movimento a 5 Stelle : ma cosa c'entra tutto questo con il discorso che stiamo facendo?:gratgrat:
P.S.
non sono lombardo e non voto in Lombardia (mi sa che mi confondi con altri forumisti)
Ultima modifica di C@scista; 24-09-12 alle 22:29


Ultima modifica di TiziusMCMLXVI; 24-09-12 alle 22:20
Amico inimicoque bonum semper praebe consilium, quia amicus accepit, inimicus spernit
All'amico e al nemico dà sempre buoni consigli, perchè l'amico li accetta il nemico li rifiuta


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman






"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)

