I diritti umani sono pilastri della civiltà universali e da difendere dovunque ed in ogni luogo, o valgono solo ed esclusivamente quando fa comodo ad una parte del mondo salvaguardarli a discapito di un’altra? O sono piuttosto la scusa per una indebita ingerenza negli affari interni di alcuni Stati, rispetto ad altri.
Oggi sento continuamente evocare le presunte sofferenze del popolo libico e del popolo siriano da parte dei loro rispettivi e presunti tiranni. Tengo a precisare che ritengo tali sofferenze ingenerate palesemente da gruppi di ribelli armati ed addestrati da potenze estere che non hanno altro scopo se non quello di sovvertire questi governi per propri interessi, ben poco attirati dalle sofferenze di questi popoli. Quindi nella migliore delle ipotesi sono strumentalizzati se in buona fede, altrimenti sono manifestamente dei mercenari al soldo di potenze straniere, quindi il diritto internazionale non li tutela e rimanda la loro sorte al giudizio degli stati sovrani. Comunque, stando al gioco dei più forti, e accettando dogmaticamente che Gheddafi ed Assad siano sanguinari dittatori, bisogna chiedersi se realmente il diritto internazionale percorra una strada giusta nei loro confronti e nei confronti del resto del mondo.
Tali diritti vengono considerati universali, innegoziabili e sono talmente rilevanti da rendere doverose anche guerre nei confronti di chi non li rispetta. Bene. Allora bisognava liberare, riempire di armi i ribelli, farli addestrare da personale militare occidentale, finanziarli, supportarli con sabotaggi ed attentati da parte delle forze speciali nazionali (atto di guerra palese) ed infine invadere lo spazio aereo e bombardare apertamente un Paese sovrano. Ora mi chiedo se l’aviazione libica fosse stata in grado di colpire obiettivi strettamente militari in territorio francese e lo avesse fatto, come avrebbe reagito il mondo? Hillary Clinton avrebbe probabilmente urlato il suo sdegno, ed invocato la cancellazione di un regime considerato criminale, in Italia avremmo avuto qualcuno dei nostri politici alla “cicciobello” ad urlare che questi sono atti indegni dell’umanità, e sgomento internazionale corse alla difesa da parte del resto del mondo.
Il lato tragicamente comico sta nel fatto che tutto questo sdegno arriverebbe alla reazione di difesa di un Paese attaccato, che si limita a colpire un obiettivo militare per fermare le incursioni aeree sulle proprie città. Comunque restiamo nel campo dello ius in bello. Tali diritti sarebbero universali, allora dovrebbero adottarsi le stesse reazioni per il governo cinese verso i tibetani o le minoranze islamiche, si dovrebbe imporre una no fly zone anche ad Israele quando colpisce i palestinesi.
Si dice ad esempio che l’Iran è una teocrazia oppressiva. Allora l’Arabia Saudita cosa sarebbe? E perché su di essa è proibito parlare? Quindi Assad dovrebbe tollerare i rifornimenti d’armi occidentali ai ribelli, non rispondere al fuoco, lasciarsi catturare. E democraticamente si aprirebbero tre strade. La prima è quella capitata a Gheddafi, ma prima di lui a Sankara, a Mussolini e probabilmente anche ad Allende, morte immediata da parte di ribelli che evitano i processi con dichiarazioni imbarazzanti (per ordine delle potenze straniere). Nessuno dei paladini dei diritti universali dell’uomo ha avuto difficoltà a stringere la mano di governanti che non ritenevano di dover giudicare questi personaggi, senza neppure un processo di facciata.
La seconda opzione processo di facciata alla Hussein, Ceausescu, sentenza già scritta, tempi più o meno lunghi, risultato morte. Ma almeno si salvano talvolta le apparenze, anche se nel caso Ceausescu addirittura i difensori chiesero la pena di morte.
Oppure processo internazionale, e magari scampa la forca. Anche se quello stesso tribunale internazionale dell’umanità non potrà neanche mai realisticamente pensare di citare G.W. Bush Junior, neppure per un reato minore. Guai. Scoppierebbe la guerra. Metterebbero la camicia di forza ai giudici.
Ma poi quale potenza si mette a giudice morale dei diritti umani.
Gli USA! A che titolo. Loro processano gli altri per genocidio, ma gli indiani se li sono proprio scordati nelle riserve. Loro facevano la morale al Sud Africa della Apartheid, e la segregazione da loro non esisteva? La tortura in un carcere siriano è vista come ignominiosa, ed il waterboarding è più accettabile. Le prigioni iraniane sono atroci, Abu Ghraib o Guantanamo invece sono dei villaggi vacanze a quattro stelle. Siano più sinceri, per invadere gli Stati a loro ostili usino la legge del più forte apertamente, almeno non potremmo dargli degli ipocriti.
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