Dal PD alla Lega nord,dall'IDV al SEL,Vasto fu scelto come crocevia,chi sarà il prossimo?Ma soprattutto,perché non si sono buttati in mare?
Corsa alla credibilità
A Vasto, ridente cittadina dell’Abruzzo meridionale, deve esserci evidentemente qualche condizione speciale capace di influire sulla politica. A Vasto, come si ricorderà, era stata formulata appena un anno fa la prospettiva di un’alleanza elettorale fra Di Pietro, Bersani e Vendola. Sempre Vasto è stata scelta dal leghista Flavio Tosi per lanciare una sorta di ultimatum agli alleati del Pdl, dichiarando apertamente che non sarebbe dispiaciuto se in Lombardia si andasse al voto anticipato. Immediata, quanto prevedibile, la risposta degli esponenti lombardi del partito di Berlusconi: se i seguaci di Maroni si azzardano ad aprire la crisi al Pirellone, la stessa sorte subiranno anche le giunte regionali guidate da Cota e Zaia. Nel giro dei prossimi mesi, si potrebbe dunque assistere ad un turno di elezioni amministrative straordinarie, con le quali verrebbero rinnovati i Consigli di Piemonte, Lombardia e Veneto, e inoltre (come appare inevitabile) Lazio, e forse anche Campania e Calabria, alle quali si aggiungerebbe anche la Sicilia, il cui Governatore si è dimesso ancora alcune settimane fa.
Un vero terremoto. Un fenomeno senza precedenti: nello stesso periodo - e probabilmente addirittura nello stesso giorno - si voterebbe per il Parlamento nazionale e per quasi la metà dei Parlamenti regionali. Con l’aggiunta della pressoché contestuale scadenza del settennato di Napolitano e il conseguente «ingorgo» istituzionale. Il tutto nella fase di maggior crisi di credibilità del sistema politico nel suo complesso. In questa prospettiva, la mossa del sindaco di Verona potrebbe apparire sconsiderata se non si trattasse invece di una iniziativa obbligata, per non dire tardiva. Con grande fatica, e risultati finora non troppo incoraggianti, la Lega sta cercando di risalire nel gradimento del suo elettorato, dopo le autentiche batoste ricevute in seguito alle rivelazioni riguardanti l’uso del denaro pubblico da parte di esponenti di spicco del movimento, Bossi in testa.
In questa fase in cui cerca di riconquistare una credibilità seriamente compromessa, il Carroccio rischia una situazione paradossale, vale a dire di essere trascinato ulteriormente a fondo dalle malefatte del suo alleato pidiellino. Non importa se la Lega non è presente nel Consiglio regionale del Lazio. Ciò che conta è che nel Veneto, in Piemonte e in Lombardia il Carroccio governa in alleanza con lo stesso partito a cui appartiene Er Batman. E allora, con l’acume che gli si deve riconoscere, Tosi ha fatto due conti e ha deciso che è preferibile rovesciare ora il tavolo, magari brandendo la bandiera della trasparenza e della correttezza amministrativa, piuttosto che indugiare ed essere infine travolti sotto le macerie delle inchieste giudiziarie riguardanti il Pdl. Insomma, il sindaco di Verona gioca di anticipo, sperando se non altro di limitare i danni. Che poi per conseguire obbiettivi utili per il Carroccio si mandino in frantumi i governi delle tre regioni più importanti del Nord - tutto questo non conta. Prepariamoci, dunque. Il diluvio si avvicina.




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