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    Predefinito Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    "Chi non fa inchieste, non ha diritto di parola" Mao


    Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    il manifesto, 17 luglio

    Manlio Dinucci

    Israele sta preparando l’attacLo spiegamento di sottomarini Dolphin e navi da guerra israeliane nel Mar Rosso «deve essere preso sul serio: Israele si sta preparando alla complessità di un attacco all’Iran». Lo ha dichiarato ieri al Times di Londra un funzionario israeliano della difesa. Ha inoltre confermato l’esistenza di un accordo con l’Egitto per il transito delle unità militari dal canale di Suez (v. il manifesto di mercoledì), aggiungendo che i governi dei due paesi sono uniti da una «comune diffidenza verso l’Iran» e che Israele sta rafforzando i legami con «certi paesi arabi, anch’essi timorosi della minaccia nucleare iraniana».

    Così Israele, l’unico paese della regione che possiede armi nucleari (di cui sono armati anche i Dolphin) e rifiuta il Trattato di non-proliferazione, si mette alla testa di una crociata, cui partecipano anche alcuni governi arabi, contro la «minaccia nucleare» dell’Iran, paese che aderisce al Tnp ed è quindi soggetto ai controlli dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Questa ha confermato di non avere «alcuna prova che l'Iran stia cercando di produrre un'arma nucleare».

    I sottomarini e le navi da guerra di Israele sono nel Mar Rosso non solo per preparare l’attacco all’Iran, scrive ieri Haaretz, ma anche «per impedire il traffico di armi dall’Iran alla striscia di Gaza» via mare e quindi attraverso il Sudan. Si accusa quindi l’Iran di armare e fomentare i palestinesi, cancellando quanto emerge dall’inchiesta dell’associazione israeliana «Breaking the Silence», la quale dimostra che l’operazione «Piombo fuso» è stata decisa in base a un preciso calcolo politico per terrorizzare i palestinesi facendo strage di civili. Ne è credibile che nella striscia di Gaza, dove non riescono ad entrare neppure gli aiuti umanitari, arrivi un flusso di armi dall’Iran.

    A dar man forte al governo israeliano è scesa in campo mercoledì la segretaria di stato Usa Hillary Clinton, che ha lanciato un «ultimatum all’Iran» perché «si unisca alla comunità internazionale quale membro responsabile», cessando di «minacciare i vicini e sostenere il terrorismo». Ha ribadito che «l’Iran non ha diritto di avere una capacità nucleare militare» (che invece gli Usa hanno diritto di avere, possedendo le forze nucleari più potenti del mondo), e che «gli Usa sono decisi a impedire che l’acquisisca». Ha quindi dichiarato che «non esiteremo a difendere i nostri amici, i nostri interessi e soprattutto il nostro popolo con vigore e, se necessario, con la forza militare più potente del mondo». Il messaggio a Teheran è inequivocabile: se Israele attaccherà l’Iran e questo risponderà con i suoi missili (non nucleari), gli Stati uniti sosterranno Israele con «la forza militare più potente del mondo».

    A questo punto spetta agli analisti capire in che cosa differisca la politica estera dell’amministrazione Obama da quella dell’amministrazione Bush.
    Muntzer il Sopravvissuto

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
    "Chi non fa inchieste, non ha diritto di parola" Mao


    Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    il manifesto, 17 luglio

    Manlio Dinucci

    Israele sta preparando l’attacLo spiegamento di sottomarini Dolphin e navi da guerra israeliane nel Mar Rosso «deve essere preso sul serio: Israele si sta preparando alla complessità di un attacco all’Iran». Lo ha dichiarato ieri al Times di Londra un funzionario israeliano della difesa. Ha inoltre confermato l’esistenza di un accordo con l’Egitto per il transito delle unità militari dal canale di Suez (v. il manifesto di mercoledì), aggiungendo che i governi dei due paesi sono uniti da una «comune diffidenza verso l’Iran» e che Israele sta rafforzando i legami con «certi paesi arabi, anch’essi timorosi della minaccia nucleare iraniana».

    Così Israele, l’unico paese della regione che possiede armi nucleari (di cui sono armati anche i Dolphin) e rifiuta il Trattato di non-proliferazione, si mette alla testa di una crociata, cui partecipano anche alcuni governi arabi, contro la «minaccia nucleare» dell’Iran, paese che aderisce al Tnp ed è quindi soggetto ai controlli dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Questa ha confermato di non avere «alcuna prova che l'Iran stia cercando di produrre un'arma nucleare».

    I sottomarini e le navi da guerra di Israele sono nel Mar Rosso non solo per preparare l’attacco all’Iran, scrive ieri Haaretz, ma anche «per impedire il traffico di armi dall’Iran alla striscia di Gaza» via mare e quindi attraverso il Sudan. Si accusa quindi l’Iran di armare e fomentare i palestinesi, cancellando quanto emerge dall’inchiesta dell’associazione israeliana «Breaking the Silence», la quale dimostra che l’operazione «Piombo fuso» è stata decisa in base a un preciso calcolo politico per terrorizzare i palestinesi facendo strage di civili. Ne è credibile che nella striscia di Gaza, dove non riescono ad entrare neppure gli aiuti umanitari, arrivi un flusso di armi dall’Iran.

    A dar man forte al governo israeliano è scesa in campo mercoledì la segretaria di stato Usa Hillary Clinton, che ha lanciato un «ultimatum all’Iran» perché «si unisca alla comunità internazionale quale membro responsabile», cessando di «minacciare i vicini e sostenere il terrorismo». Ha ribadito che «l’Iran non ha diritto di avere una capacità nucleare militare» (che invece gli Usa hanno diritto di avere, possedendo le forze nucleari più potenti del mondo), e che «gli Usa sono decisi a impedire che l’acquisisca». Ha quindi dichiarato che «non esiteremo a difendere i nostri amici, i nostri interessi e soprattutto il nostro popolo con vigore e, se necessario, con la forza militare più potente del mondo». Il messaggio a Teheran è inequivocabile: se Israele attaccherà l’Iran e questo risponderà con i suoi missili (non nucleari), gli Stati uniti sosterranno Israele con «la forza militare più potente del mondo».

    A questo punto spetta agli analisti capire in che cosa differisca la politica estera dell’amministrazione Obama da quella dell’amministrazione Bush.
    Lo schema di un attacco inizialmente solo israeliano (magari di tipo chirurgico, utilizzando il linguaggio imperiale, contro i reattori nucleari civili) è un'ipotesi plausibile. Da tale attacco Usa e Israele nonché determinati paesi europei potrebbe attendere reazioni inevitabili da parte dell'Iran, ed infine intervenire in una nuova guerra "giusta e santa" contro il nemico dell'occidente.
    Molto più plausibile questo scenario rispetto a quello di una guerra direttamente euro-americana o solo statunitense.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    Certo, è più verosimile che l'attacco possa provenire da parte unicamente israeliana, eslcudendo il coinvolgimento degli Stati Uniti, la cui politica porta a non tenere in considerazione una azione militare contro la Repubblica islamica. Non ometterei comunque un coinvolgimento indiretto, ma in ogni modo l'ayattholla farebbe presto a scagliarsi contro tutto l'occidente. Staremo a vedere.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Israele sta preparando l’attacco contro l’Iran

    Per attuare un' operazione del genere (che non è il bombardamento di campi profughi palestinesi), Israele non può muoversi senza aver ricevuto prima il "via libera" della Casa Bianca, questo è poco ma sicuro.
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

 

 

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