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Re: A cosa serviamo?
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Monsieur
I toni in effetti a rileggerli sono eccessivamente profetici.:D "Liberazione dalla superstizione" è un'idea illuminista prima che da testimoni di Geova comunque.
Ma il discorso nel complesso è condivisibile, tranne che per la questione religiosa.
Alcuni illustri pensatori atei contemporanei siederebbero più volentieri accanto a certi cattolici illuminati piuttosto che ad altrettanti atei culturalmente inadeguati.
Socrate, e quindi la filosofia, è il vero spartiacque tra credenti e non credenti, e di Socrate il più alto insegnamento che ci rimane è "Io so di non sapere".
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Re: A cosa serviamo?
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Chinasky
Ma il discorso nel complesso è condivisibile, tranne che per la questione religiosa.
Alcuni illustri pensatori atei contemporanei siederebbero più volentieri accanto a certi cattolici illuminati piuttosto che ad altrettanti atei culturalmente inadeguati.
Socrate, e quindi la filosofia, è il vero spartiacque tra credenti e non credenti, e di Socrate il più alto insegnamento che ci rimane è "Io so di non sapere".
Cos'è un ateo culturalmente inadeguato? Cos'è che non sa un ateo culturalmente inadeguato?
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Re: A cosa serviamo?
Non intendevo per superstizione la religione. Intendevo per superstizione il famoso stato di minorità che l'uomo deve imputare a se stesso.
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Re: A cosa serviamo?
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Originariamente Scritto da
Monsieur
Non intendevo per superstizione la religione. Intendevo per superstizione il famoso stato di minorità che l'uomo deve imputare a se stesso.
Ma essere maggiorenni e ragionare può significare mettere in discussione la morale che ci hanno trasmesso da bambini, con conseguenze tragiche per l'acritico sentirsi in dovere di preoccuparsi per i più deboli e per le generazioni future.
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Re: A cosa serviamo?
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Originariamente Scritto da
Monsieur
Serviamo a rendere possibile un miglioramento del genere umano. Serviamo per combattere l'Ingiustizia. Un allargamento delle sue potenzialità. La sua liberazione dalla povertà. La sua liberazione dalla superstizione. La sua emancipazione tramite la cultura. La sua preparazione all'arte e alla bellezza. La sua comprensione del valore della libertà.
A questo serviamo, come centrosinistra, in definitiva.
Giusto per ricordare a tutti noi quale è lo scopo ultimo della politica e della nostra azione, al di là delle questioni contingenti.
Cazzate. Servite al capitale.
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Re: A cosa serviamo?
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Troll
Ma essere maggiorenni e ragionare può significare mettere in discussione la morale che ci hanno trasmesso da bambini, con conseguenze tragiche per l'acritico sentirsi in dovere di preoccuparsi per i più deboli e per le generazioni future.
Ci hanno insegnato ad essere caritatevoli rispettando quell'ordine che nemmeno ci è vantaggioso. Non ragionare come bambini significa volerlo (o quantomeno provarci) spazzare via per sempre.
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Re: A cosa serviamo?
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Raymond la Science
Ci hanno insegnato ad essere caritatevoli rispettando quell'ordine che nemmeno ci è vantaggioso. Non ragionare come bambini significa volerlo (o quantomeno provarci) spazzare via per sempre.
Tu vuoi spazzarlo perché sei caritatevole, ma qualcuno potrebbe non essere caritatevole e procurarsi una vita comoda per sé, senza vedere il punto di soccorrere le classi subalterne o di curarsi del futuro dell'umanità (che preoccupa ad esempio gli ecologisti, i quali non sanno spiegare per quale ragione prendersi cura di un mondo nel quale non rimarremo in eterno, ma nondimeno fanno leva sulla digestione acritica della morale dell'immedesimazione negli altri esseri - che ha fatto e sempre farà a pugni col banale fatto che le mie percezioni non sono le tue)
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Re: A cosa serviamo?
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Troll
Ma essere maggiorenni e ragionare può significare mettere in discussione la morale che ci hanno trasmesso da bambini, con conseguenze tragiche per l'acritico sentirsi in dovere di preoccuparsi per i più deboli e per le generazioni future.
E' giusto mettere in discussione tutto. Credo che una certa consapevolezza di una necessità politica di un miglioramento delle condizioni di vita degli altri e delle generazioni future sia insita nell'animo umano, o almeno tendenzialmente nei migliori.
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Re: A cosa serviamo?
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Originariamente Scritto da
Troll
Tu vuoi spazzarlo perché sei caritatevole, ma qualcuno potrebbe non essere caritatevole e procurarsi una vita comoda per sé, senza vedere il punto di soccorrere le classi subalterne o di curarsi del futuro dell'umanità (che preoccupa ad esempio gli ecologisti, i quali non sanno spiegare per quale ragione prendersi cura di un mondo nel quale non rimarremo in eterno, ma nondimeno fanno leva sulla digestione acritica della morale dell'immedesimazione negli altri esseri - che ha fatto e sempre farà a pugni col banale fatto che le mie percezioni non sono le tue)
Non sono critatevole, se lo fossi sarei cristiano. Io, provando a soccorrere le classi sublaterne provo a soccorrere me stesso.
Se tu fossi veramente egoista non scriveresti quello che scrivi, infatti i veri egoisti sono coloro che promuovono la cairtà e scemenze del genere. Essi anno che in questo modo non si fa altro che garantire l'ordine che a loro è vantaggioso. Tu invece dicendoci di enare a noi stessi metti in pericolo i tuoi privilegi stessi, il che da egoista quale ti proclami sarebbe un autentico suicidio.
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Re: A cosa serviamo?
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Monsieur
E' giusto mettere in discussione tutto. Credo che una certa consapevolezza di una necessità politica di un miglioramento delle condizioni di vita degli altri e delle generazioni future sia insita nell'animo umano, o almeno tendenzialmente nei migliori.
Vedi bene che il disincanto razionale ci impedisce parlare di "migliori" o "peggiori" come se questo fosse qualcosa di diverso da una semplice valutazione della nostra persona (non qualitativamente passibile di arrogarsi una "superiorità" rispetto a valutazioni di diverso genere, se non per il fatto che tale è la nostra volontà che ci interessa propagare o imporre); allo stesso modo ci conduce a concludere che non sussiste una garanzia per cui la storia sarebbe improntata a una logica provvidenziale di avanzamento verso il meglio (anch'esso naturalmente una nostra valutazione); il che non significa che la storia è "decadenza" come dicono i reazionari, ma semplicemente che l'immanenza delle vicende della storia e della biologia non è improntata a un "senso" direzionale del genere che su di essa veniva proiettato in passato.