i. I debiti pubblici nazionali andrebbero sostituiti da titoli di debito pubblico europeo, fino alla soglia del 60% del PIL del paese emittente, garantiti in solido dai paesi dell'unione.
ii. I paesi con un debito pubblico superiore alla soglia dovrebbero essere tenuti a rientrarvi entro 30 anni, riducendo la quota di debito eccedente la soglia di un trentesimo all'anno, inoltre dovrebbero ridurre il loro deficit strutturale ad un massimo del 0,5% del loro PIL. La spesa per investimenti di efficacia riconosciuta dalla commissione potrà essere esclusa dal calcolo.
iii. La commissione europea dovrebbe avere poteri di controllo, intervento e indirizzo per assicurare il rispetto della disciplina fiscale e imporre sanzioni fino al 0,5% del PIL dello stato non ottemperante.
iv. La BCE dovrebbe poter agire con tempestività per assistere direttamente e finanziariamente gli stati in difficoltà che rispettino le regole dell'Unione, assumendo l'impegno attivo a orientare le valutazioni dei mercati.
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ii. L'Unione dovrebbe rafforzare i suoi strumenti di indirizzo per ottenere dai paesi membri l'attuazione delle riforme che permettano di recuperare competitività e ridurre gli squilibri, realizzando progressi strutturali che favoriscano la domanda.