Credo che siamo alla fase finale della distruzione del sistema occidentale in Italia.
Per capire il perché di questa distruzione, si deve capire che cos'è il sistema.
Sul piano economico, il sistema si dice "neo-liberale" e funziona come una macchina che concentra la ricchezza verso una classe che possiamo chiamare classe proprietaria.
In Germania per esempio, il 10% della popolazione possiede più del 50% dell'intero patrimonio, mentre i 50% più poveri possiedono circa 1%.
Sul piano politico, il sistema si dice "democratico-parlamentare" e consiste nella dimostrazione rassegnata della definitiva impotenza del politico, visto che il potere è nelle mani degli agenti privati dell'economia. Chi non si piega a questa impotenza vienen chiamato "populista" e "fascista".
Sul piano culturale, il sistema è "multi-culturalista e post-modernista", cioè conta solo l'individuo, il suo desiderio, la sua personale libertà da ogni legame non scelto. L'individuo è a-politico, non crede a niente oltre la merce e rifiuta le "ideologie".
Allora perché siamo alla distruzione?
Perché sul piano economico la situazione diventa troppo grave. La nuova povertà impedisce all'individuo di praticare la sua religione consumista. Impedisce all'individuo di guardare alla politica come a una cosa che non lo riguarda. Con la crisi, l'individuo sente che dovrà lottare con altri individui, cioè che da individuo diventerà parte di un gruppo, di una classe, di un soggetto collettivo.
Credeva alla fine dell'ideologie, e invece capisce che nell'ideologia ci siamo più che mai.
Con la crisi del capitalismo nella sua forma neo-liberale, entra in crisi la forma del politico e anche la forma antropologica della modernità.
Con la crisi si apre un nuovo ciclo di lotte.
Fine del capitalismo - Fine della democrazia parlamentare - Fine dell'individuo consumista




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