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Discussione: Il Governo delle Tasse

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    Predefinito Il Governo delle Tasse

    Premesso ke e' molto meglio del "governo" dei bunga-bunga o dei 'batman' del Tevere...ma e' possibile che non si riesca ad attaccare la spesa folle?

    EFFETTI INDESIDERATI DELLA TASSAZIONE
    L'indigestione delle imposte
    EFFETTI INDESIDERATI DELLA TASSAZIONE

    L'indigestione delle imposte


    Le manovre varate negli ultimi 12 mesi, prima dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti, si possono così riassumere (prendiamo questi numeri dall'Audizione parlamentare del vicedirettore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi): nell'arco di due anni, 2012 e 2013, le entrate delle amministrazioni pubbliche dovrebbero crescere di 82 miliardi, le spese scendere di 43. Di questi tagli, tuttavia, circa 23 miliardi sono minori trasferimenti a Comuni, Province e Regioni. Se questi enti, come sta accadendo, compenseranno la riduzione dei fondi che ricevono dallo Stato aumentando le tasse locali, il risultato complessivo di queste manovre sarà 105 miliardi di maggiori tasse e 20 di minori spese.
    L'esperienza delle correzioni dei conti pubblici attuate negli ultimi 30 anni nei Paesi industriali ci insegna che questa composizione è recessiva. L'aumento della pressione fiscale sposterà ancor più in là la ripresa dell'economia e limiterà il miglioramento dei conti pubblici. Invece le manovre che hanno avuto minori effetti recessivi, e che quindi hanno ridotto più rapidamente il debito, sono state quelle con una composizione opposta rispetto alla nostra: tagli di spesa e minori aggravi fiscali.

    Se ci limitiamo al caso italiano, l'esperienza degli ultimi 30 anni insegna che le manovre per lo più costruite su tagli di spesa (le poche che sono state fatte) hanno inciso sull'economia in misura trascurabile. Invece quelle attuate per lo più aumentando le imposte hanno avuto un «moltiplicatore» pari a circa 1,5: cioè per ogni punto di Pil (Prodotto interno lordo) di correzione dei conti l'economia si è contratta, nel giro di un paio d'anni, di un punto e mezzo.
    Ci rendiamo conto che sotto la pressione dello spread il governo Monti doveva agire in fretta e che (purtroppo) è sempre più facile e rapido alzare le tasse. Ed è anche vero che le nuove imposte introdotte lo scorso inverno (l'Imu sulle case, la tassazione delle rendite finanziarie, gli aggravi fiscali che hanno colpito società finanziarie ed energetiche) sono fra le meno dannose per l'economia. E che circa 7 di quei 105 miliardi verranno da un'azione più risoluta contro gli evasori, che per la prima volta sembra funzionare. Ma alla fase uno doveva seguire una fase due: tagli di spesa in misura sufficiente a consentire una riduzione delle aliquote. E invece, a un anno di distanza, non si è neppure riusciti ad evitare un aumento dell'Iva che annullerà, soprattutto per le famiglie con reddito più basso, i benefici del timido taglio delle aliquote Irpef (vedi i calcoli riportati in Back-Of-The-Envelope Economics ).

    Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.

    Non si tratta di reperire qualche milione di euro qua e là (sebbene un taglio alle spese delle Regioni, dalle ostriche ai palazzi faraonici, aiuterebbe e non poco), ma di ripensare senza pregiudizi a come lo Stato spende il denaro dei contribuenti. Si è detto tante volte che il nostro Stato sociale, invece di proteggere i più deboli, disperde risorse sulle classi medie e medio-alte. Un modello diverso offrirebbe a queste classi aliquote più basse, ma eliminerebbe anche i sussidi di cui esse ora godono - dai trasporti, all'università, alla sanità - lasciando al mercato la produzione di alcuni servizi. Perché, ad esempio, la raccolta dei rifiuti o la distribuzione del gas devono essere gestiti da aziende di proprietà del sindaco? Insomma, userebbe la progressività del sistema fiscale per ridistribuire i redditi, detassando i meno abbienti anche con tasse negative (cioè sussidi) ma lasciando al mercato la produzione di beni e servizi a prezzi che coprano i costi. In questo modo si favorirebbe la concorrenza e quindi la qualità.
    Lo Stato eroga ogni anno circa 30 miliardi di sussidi diretti alle imprese e altri 30 nella forma di detrazioni fiscali. Le Ferrovie ad esempio ricevono (senza contare i fondi spesi per l'alta velocità) oltre 4 miliardi l'anno. Una parte di questo denaro è un sussidio alle classi a reddito medio-alto: ad esempio gli sconti agli anziani (per le Ferrovie si diventa anziani a 60 anni, 5 prima dell'età di pensionamento) concessi a tutti, anche a chi guadagna un milione di euro l'anno. Non sarebbe meglio far pagare il costo del servizio e, di nuovo, compensare i poveri con imposte negative sul reddito? Lo stesso vale per i 350 milioni concessi ogni anno a scuole e università private, per lo più frequentate dai figli di famiglie relativamente abbienti. Alle imprese in senso stretto (sia pubbliche che private, ma senza contare servizi come le Ferrovie) vanno circa 10 miliardi l'anno, metà pagati dalle Regioni, metà dallo Stato. Da mesi Confindustria si dice favorevole all'eliminazione di questi sussidi in cambio di un taglio del cuneo fiscale, cioè delle imposte che gravano sul lavoro. Da quattro mesi (dal 23 giugno) il governo ha sul tavolo un progetto per eliminare quei 10 miliardi, di cui una metà potrebbero essere tagliati già dal prossimo anno. Davvero ci vuole tanto tempo per varare un provvedimento che la stessa Confindustria sollecita?

    Si dice che non c'è più tempo. Intanto si poteva cominciare prima, e comunque quattro-cinque mesi non sono pochi, soprattutto perché non si parte da zero. Non solo: impostare alcuni interventi potrebbe servire a condizionare almeno in parte il governo futuro, qualunque esso sia. Questo vale per la spesa pubblica così come per provvedimenti volti a eliminare le rendite e aprire i mercati alla concorrenza.

    Il governo Monti può passare alla storia in due modi. Uno, importante certo, ma più modesto, come un esecutivo che ha continuato sulla via del rigore tradizionale evitandoci il baratro finanziario. Ma potrebbe passare alla storia come il governo che ha avviato una rivoluzione liberale, iniziando a riformare il nostro Stato sociale per renderlo al tempo stesso meno costoso e più efficiente nel sostenere i redditi dei meno abbienti. Chissà se Mario Monti sceglierà la strada relativamente più facile (la prima) o quella più difficile, ma rivoluzionaria?


    Alberto Alesina e Francesco Giavazzi

  2. #2
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    La campagna promozionale di questo governo è "dobbiamo fare sacrifici" facendo finta di tagliarsi qualche beneficio, secondo loro, i politici stanno facendo sacrifici.

    Poi tocca a noi e loro, i poveri sacrificati in nome di uno stato migliore, ci hanno tolto ogni futuro, lavorativo, sociale e culturale, hanno tagliato tutto, dalla ricerca alla sanità tassando veramente ogni cosa.

    Il risultato è un'economia definitivamente in recessione, nessun programma di crescita e rilancio per almeno i prossimi 5 anni, e se qualcosa avverrà non sarà di certo grazie ala casta dei politici, ma grazie alla buona volontà di chi avrà il coraggio di fare impresa in un paese come questo.

    E' impensabile che un governo sano di mente possa risanare un paese aumentando le tasse e le imposte alle imprese e sui beni e servizi, perché a cascata tutto aumenterà e quindi si arriva ad una dead line dove, nonostante l'aumento delle imposte le entrate fiscali diminuiranno perché il popolo non ha più soldi da spendere e molte imprese chiuderanno.

    Con questa linea di governo hanno condannato inevitabilmente l'Italia al fallimento, ma gioiamo, lo spread è sceso!
    Ultima modifica di Medsim; 16-10-12 alle 07:38

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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    La campagna promozionale di questo governo è "dobbiamo fare sacrifici" facendo finta di tagliarsi qualche beneficio, secondo loro, i politici stanno facendo sacrifici.

    Poi tocca a noi e loro, i poveri sacrificati in nome di uno stato migliore, ci hanno tolto ogni futuro, lavorativo, sociale e culturale, hanno tagliato tutto, dalla ricerca alla sanità tassando veramente ogni cosa.

    Il risultato è un'economia definitivamente in recessione, nessun programma di crescita e rilancio per almeno i prossimi 5 anni, e se qualcosa avverrà non sarà di certo grazie ala casta dei politici, ma grazie alla buona volontà di chi avrà il coraggio di fare impresa in un paese come questo.

    E' impensabile che un governo sano di mente possa risanare un paese aumentando le tasse e le imposte alle imprese e sui beni e servizi, perché a cascata tutto aumenterà e quindi si arriva ad una dead line dove, nonostante l'aumento delle imposte le entrate fiscali diminuiranno perché il popolo non ha più soldi da spendere e molte imprese chiuderanno.

    Con questa linea di governo hanno condannato inevitabilmente l'Italia al fallimento, ma gioiamo, lo spread è sceso!

    Medsmi, davvero sanita' e ricerca sono state tagliate?
    A leggere l'articolo, ("Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.") ....sembra che vi sia MOLTA carne da tagliare....410 miliardi, sebbene dati di 2 anni fa.
    E se venissero tagliati...magari non sarebbe poi troppo male...se ovviamente si riducessero le imposte ai privati (campa cavallo...)

  4. #4
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da MisterHyde Visualizza Messaggio
    Medsmi, davvero sanita' e ricerca sono state tagliate?
    A leggere l'articolo, ("Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.") ....sembra che vi sia MOLTA carne da tagliare....410 miliardi, sebbene dati di 2 anni fa.
    E se venissero tagliati...magari non sarebbe poi troppo male...se ovviamente si riducessero le imposte ai privati (campa cavallo...)
    Sì, di tagli necessari ce ne sono parecchi ed un'alta percentuale riguardano i costi della macchina stato che sono spropositati ed insensati. Proprio nelle ultime settimane le procure, dal Piemonte alla Sicilia, indagano.

    Mentre il governo finge di fare una legge contro la corruzione ed arranca per approvare una legge elettorale che garantisca i privilegi, noi stiamo a guardare.

  5. #5
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da MisterHyde Visualizza Messaggio
    Medsmi, davvero sanita' e ricerca sono state tagliate?
    A leggere l'articolo, ("Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.") ....sembra che vi sia MOLTA carne da tagliare....410 miliardi, sebbene dati di 2 anni fa.
    E se venissero tagliati...magari non sarebbe poi troppo male...se ovviamente si riducessero le imposte ai privati (campa cavallo...)
    Qui non è questione se tagliare si o no ... la questione è cosa tagliare ... se una siringa in una ASL la pago 1/2 euro e da un'altra parte 10 non occorre tagliare le siringhe ma i fondi a chi ne spende 10 altrimenti (come per le tasse) si riducono solo i servizi senza tagliare quel che non va.... sono anni che si parla di costi standard ma nulla si vede e sinceramente mi sarei aspettato da un governo "tecnico" che questa fosse la prima cosa che avrebbe fatto (purtroppo questo NON E' un governo tecnico ma un esecutivo messo li da BCE e poteri finanziari per fare spezzatino di un paese e poterselo comprare a prezzi da saldo .... per cui scordiamoci qualsiasi soluzione efficiente e soprattutto efficace da Monti e soci!!!)

  6. #6
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da heint Visualizza Messaggio
    Qui non è questione se tagliare si o no ... la questione è cosa tagliare ... se una siringa in una ASL la pago 1/2 euro e da un'altra parte 10 non occorre tagliare le siringhe ma i fondi a chi ne spende 10 altrimenti (come per le tasse) si riducono solo i servizi senza tagliare quel che non va.... sono anni che si parla di costi standard ma nulla si vede e sinceramente mi sarei aspettato da un governo "tecnico" che questa fosse la prima cosa che avrebbe fatto (purtroppo questo NON E' un governo tecnico ma un esecutivo messo li da BCE e poteri finanziari per fare spezzatino di un paese e poterselo comprare a prezzi da saldo .... per cui scordiamoci qualsiasi soluzione efficiente e soprattutto efficace da Monti e soci!!!)
    1. interessante il primo punto sulle divergenze di costi. qualcuno sta facendo nulla a rigaurdo? e' finita sta spending review?
    2. Non concordo affatto so monti fantoccio della BCE. Se si voleva fare avere l'Italia a sconto, si poteva lasciare Zio Silvio al governo e lasciare i mercati continuare l'attacco. Invece grazie ai 2 mario i titoli di stato italiano hanno recuperato molto terreno.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da MisterHyde Visualizza Messaggio
    2. Non concordo affatto so monti fantoccio della BCE. Se si voleva fare avere l'Italia a sconto, si poteva lasciare Zio Silvio al governo e lasciare i mercati continuare l'attacco. Invece grazie ai 2 mario i titoli di stato italiano hanno recuperato molto terreno.
    Se si fossero fatti i tagli giusti ai posti giusti saremmo ai livelli precrisi (150 - 200 rispetto ai bond tedeschi) e molte simpatiche iniziative tipo la manovra ottobrina sarebbero state risparmiate.
    Di questo passo alla fine i conti saranno perfetti ma come si suol dire a fronte di una operazione perfettamente riuscita ... il paziente è morto !!

  8. #8
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da MisterHyde Visualizza Messaggio
    Premesso ke e' molto meglio del "governo" dei bunga-bunga o dei 'batman' del Tevere...ma e' possibile che non si riesca ad attaccare la spesa folle?

    EFFETTI INDESIDERATI DELLA TASSAZIONE
    L'indigestione delle imposte
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    L'indigestione delle imposte


    Le manovre varate negli ultimi 12 mesi, prima dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti, si possono così riassumere (prendiamo questi numeri dall'Audizione parlamentare del vicedirettore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi): nell'arco di due anni, 2012 e 2013, le entrate delle amministrazioni pubbliche dovrebbero crescere di 82 miliardi, le spese scendere di 43. Di questi tagli, tuttavia, circa 23 miliardi sono minori trasferimenti a Comuni, Province e Regioni. Se questi enti, come sta accadendo, compenseranno la riduzione dei fondi che ricevono dallo Stato aumentando le tasse locali, il risultato complessivo di queste manovre sarà 105 miliardi di maggiori tasse e 20 di minori spese.
    L'esperienza delle correzioni dei conti pubblici attuate negli ultimi 30 anni nei Paesi industriali ci insegna che questa composizione è recessiva. L'aumento della pressione fiscale sposterà ancor più in là la ripresa dell'economia e limiterà il miglioramento dei conti pubblici. Invece le manovre che hanno avuto minori effetti recessivi, e che quindi hanno ridotto più rapidamente il debito, sono state quelle con una composizione opposta rispetto alla nostra: tagli di spesa e minori aggravi fiscali.

    Se ci limitiamo al caso italiano, l'esperienza degli ultimi 30 anni insegna che le manovre per lo più costruite su tagli di spesa (le poche che sono state fatte) hanno inciso sull'economia in misura trascurabile. Invece quelle attuate per lo più aumentando le imposte hanno avuto un «moltiplicatore» pari a circa 1,5: cioè per ogni punto di Pil (Prodotto interno lordo) di correzione dei conti l'economia si è contratta, nel giro di un paio d'anni, di un punto e mezzo.
    Ci rendiamo conto che sotto la pressione dello spread il governo Monti doveva agire in fretta e che (purtroppo) è sempre più facile e rapido alzare le tasse. Ed è anche vero che le nuove imposte introdotte lo scorso inverno (l'Imu sulle case, la tassazione delle rendite finanziarie, gli aggravi fiscali che hanno colpito società finanziarie ed energetiche) sono fra le meno dannose per l'economia. E che circa 7 di quei 105 miliardi verranno da un'azione più risoluta contro gli evasori, che per la prima volta sembra funzionare. Ma alla fase uno doveva seguire una fase due: tagli di spesa in misura sufficiente a consentire una riduzione delle aliquote. E invece, a un anno di distanza, non si è neppure riusciti ad evitare un aumento dell'Iva che annullerà, soprattutto per le famiglie con reddito più basso, i benefici del timido taglio delle aliquote Irpef (vedi i calcoli riportati in Back-Of-The-Envelope Economics ).

    Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.

    Non si tratta di reperire qualche milione di euro qua e là (sebbene un taglio alle spese delle Regioni, dalle ostriche ai palazzi faraonici, aiuterebbe e non poco), ma di ripensare senza pregiudizi a come lo Stato spende il denaro dei contribuenti. Si è detto tante volte che il nostro Stato sociale, invece di proteggere i più deboli, disperde risorse sulle classi medie e medio-alte. Un modello diverso offrirebbe a queste classi aliquote più basse, ma eliminerebbe anche i sussidi di cui esse ora godono - dai trasporti, all'università, alla sanità - lasciando al mercato la produzione di alcuni servizi. Perché, ad esempio, la raccolta dei rifiuti o la distribuzione del gas devono essere gestiti da aziende di proprietà del sindaco? Insomma, userebbe la progressività del sistema fiscale per ridistribuire i redditi, detassando i meno abbienti anche con tasse negative (cioè sussidi) ma lasciando al mercato la produzione di beni e servizi a prezzi che coprano i costi. In questo modo si favorirebbe la concorrenza e quindi la qualità.
    Lo Stato eroga ogni anno circa 30 miliardi di sussidi diretti alle imprese e altri 30 nella forma di detrazioni fiscali. Le Ferrovie ad esempio ricevono (senza contare i fondi spesi per l'alta velocità) oltre 4 miliardi l'anno. Una parte di questo denaro è un sussidio alle classi a reddito medio-alto: ad esempio gli sconti agli anziani (per le Ferrovie si diventa anziani a 60 anni, 5 prima dell'età di pensionamento) concessi a tutti, anche a chi guadagna un milione di euro l'anno. Non sarebbe meglio far pagare il costo del servizio e, di nuovo, compensare i poveri con imposte negative sul reddito? Lo stesso vale per i 350 milioni concessi ogni anno a scuole e università private, per lo più frequentate dai figli di famiglie relativamente abbienti. Alle imprese in senso stretto (sia pubbliche che private, ma senza contare servizi come le Ferrovie) vanno circa 10 miliardi l'anno, metà pagati dalle Regioni, metà dallo Stato. Da mesi Confindustria si dice favorevole all'eliminazione di questi sussidi in cambio di un taglio del cuneo fiscale, cioè delle imposte che gravano sul lavoro. Da quattro mesi (dal 23 giugno) il governo ha sul tavolo un progetto per eliminare quei 10 miliardi, di cui una metà potrebbero essere tagliati già dal prossimo anno. Davvero ci vuole tanto tempo per varare un provvedimento che la stessa Confindustria sollecita?

    Si dice che non c'è più tempo. Intanto si poteva cominciare prima, e comunque quattro-cinque mesi non sono pochi, soprattutto perché non si parte da zero. Non solo: impostare alcuni interventi potrebbe servire a condizionare almeno in parte il governo futuro, qualunque esso sia. Questo vale per la spesa pubblica così come per provvedimenti volti a eliminare le rendite e aprire i mercati alla concorrenza.

    Il governo Monti può passare alla storia in due modi. Uno, importante certo, ma più modesto, come un esecutivo che ha continuato sulla via del rigore tradizionale evitandoci il baratro finanziario. Ma potrebbe passare alla storia come il governo che ha avviato una rivoluzione liberale, iniziando a riformare il nostro Stato sociale per renderlo al tempo stesso meno costoso e più efficiente nel sostenere i redditi dei meno abbienti. Chissà se Mario Monti sceglierà la strada relativamente più facile (la prima) o quella più difficile, ma rivoluzionaria?


    Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
    ....l'unica cosa per cui passerà alla soria questo Sgoverno è l'aver ben salvaguardato le mangerie dei politicanti senza neppure PENSARE ad intaccarle ............

  9. #9
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Citazione Originariamente Scritto da MisterHyde Visualizza Messaggio
    Medsmi, davvero sanita' e ricerca sono state tagliate?
    A leggere l'articolo, ("Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti.") ....sembra che vi sia MOLTA carne da tagliare....410 miliardi, sebbene dati di 2 anni fa.
    E se venissero tagliati...magari non sarebbe poi troppo male...se ovviamente si riducessero le imposte ai privati (campa cavallo...)

    Il debito pubblico, su cui si paga una valanga di interessi, è stato accumulato principalmente negli ultimi 40 anni a furia di appalti gonfiati e spese clientelari.

    Quindi, ora, nessun sacrificio: occorre requisire l'intero patrimonio di chiunque, negli ultimi 40 anni, sia stato titolare di una poltrona politica, dei "prenditori" collusi e di tutti i loro clienti (baby pensionati, camminatori, forestali calabri, ecc...).

    Invece Monti è stato messo lì con l'idea di dare un bel colpo di spugna: da 40 anni tutti si ingrassano a spese di Pantalone, ma pazienza. Mettiamoci una pietra sopra, scordiamoci il passato, e facciamo sacrifici per recuperare il maltolto.

    Da notare che i vari Grillo&C., se eletti, sarebbero costretti a fare la stessa cosa.

    I soldi vanno fatti pisciare fuori da coloro che in 40 anni li hanno imboscati.
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  10. #10
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    Predefinito Re: Il Governo delle Tasse

    Ma giavazzi ed alesina non hanno ancora capito che sto paese è destinato a fallire?

 

 
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