
Originariamente Scritto da
Defender
Si tratta di dignità, perfino di "onore" se vogliamo. La vita non si esaurisce al di fuori del codice penale, ma per fortuna ha ampie zone sottratte al legislatore. Il problema è che questa vicenda è stata usata da Berlusconi contro Fini, nella spiacevole moda di trascinare in basso l'avversario, invece che innalzarsi al suo livello. Ma è una questione che non c'entra con FLI, ma con AN e prima ancora con il MSI e con la figura e la condotta di Fini per come esse sono degradate nel tempo.
Ed è per questo che soprattutto gli ex-militanti di AN, che da bravi scemi si sbattevano per un ideale, si sentono traditi e sono infuriati. Sia per rispetto verso di loro, sia per rispetto nei confronti della donna che aveva fatto testamento a favore del partito. E il punto è proprio questo: Fini ha assicurato che il cognato non c'entrava nulla, e che il partito non ne è stato danneggiato. Ma, non essendo il partito una pubblica amministrazione, è irrilevante dal punto di vista penale.
Vedremo, magari è vero che il partito non ne è stato danneggiato, cioè magari è vero che è stato comprato al prezzo di mercato. Il problema è però un altro, ed è il fatto che Fini ha mentito alla base sul coinvolgimento del Tulliani. E non si tratta, neanche qui, di un problema "legale", ma di un problema tutto umano, anzi, "troppo umano", e cioè inerente al rapporto tra seguaci e Capo, che era sì stato messo a dura prova, ma sostanzialmente aveva retto PERFINO nella scissione: il Capo, onestamente, aveva scelto un'altra strada. Ora però Fini ha mentito in modo esplicito e palese su una questione che è stata caricata d'importanza, a torto o a ragione adesso è irrilevante. Non solo ha mentito: di fatto ha giurato, promettendo di dimettersi in caso contrario.
E ci sono molte cose che la Destra (cupa, brutta, retrograda, non europea, non tutta perbenista, non lo discuto) può perdonare, ma ingoiare un giuramento tradito a questo modo, e per questo motivo non solo è difficile, ma è anche ripugnante.