Lapidario verdetto della Commissione parlamentare sui disavanzi
PAOLO ACCOSSATO
Sulla gestione della Sanità, il Piemonte è una Regione a rischio commissariamento. è quanto emerge dopo l'audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, nei giudizi conclusivi e lapidari del suo presidente, Antonio Palagiano. Ciò che più preoccupa a Roma non sono le difficoltà di bilancio - che ci sono e sono gravi ma il fatto che all'audizione «il Piemonte si è presentato con dati del 2010 incompleti e quelli del 2011 inesistenti», osserva Palagiano. La nostra Regione - rileva la commissione - non sarebbe in grado di dettagliare l'origine del disavanzo, «perché - osserva sempre il presidente - ci è stato detto che non tutti i direttori generali delle Asl li hanno forniti». Domanda della Commissione: «Dov'erano i revisori dei conti negli ultimi anni?», chiede Palagiano al presidente della Regione Cota e all'assessore alla Sanità Monferino. «Il Piemonte non ha saputo fornire i dati sulle spese legali, come neppure quelli sulle forniture, sugli appalti, sui mutui e sul valore degli straordinari». La Commissione disavanzi ha così deciso di informare della situazione piemontese il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e convocare a breve l'assessore Paolo Monferino.
«Il Piemonte - spiega Palagiano - sembra essere la regione del Nord Italia con maggiori debiti nel comparto sanitario. Gli ultimi dati disponibili registrano che tutte le aziende e gli enti, nessuno escluso, nel 2009 hanno avuto un risultato di bilancio negativo. Perfino la legge regionale che imporrebbe alle Asl di rappresentare la previsione annuale dei costi è stata completamente disattesa».
L'incontro di ieri a Roma è parte delle audizioni che l'Ufficio di presidenza della Commissione sui disavanzi sanitari sta svolgendo con i rappresentanti della Corte dei Conti nelle regioni sottoposte a piano di rientro dai rispettivi disavanzi sanitari.
L'assessore Monferino, preferisce non commentare, «in attesa di leggere l'intera relazione». Tra gli elementi di criticità, viene anche sottolineato il saldo negativo di mobilità dal Piemonte verso altre regioni. In altre parole: ci sono più malati piemontesi che vanno a farsi curare in altre regioni, di quanti residenti in altre regioni si affidino ai nostri ospedali.
Dato - sottolinea la stessa relazione - che sicuramente risente del fatto che nel Novarese e Verbano ci si spinge più verso la Lombardia anche per una questione di chilometri. Ma la puntualizzazione non rassicura, perché in questo contesto, e per tornare ai bilanci delle Asl, «le perdite di esercizio sottolinea la Commissione non sono state precedute da una vera e propria autorizzazione preventiva da parte della Regione». Molte aziende continuano cioè «a considerare la copertura anticipata dei disavanzi finanziari come un'implicita autorizzazione della perdita». Un buco nella voragine.
LASTAMPA.it: Allarme da Roma: "La Sanità in Piemonte del tutto fuori controllo"




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