20 ottobre 2012

Nota di Rischio Calcolato: quello che segue è un reportage da Palermo fatto dal nostro amico Agricoltore/Blogger (AgriBlogger?) Duro di Sicilia, i fatti raccontati non sorprenderanno affatto i lettori più attenti di Rischio Calcolato. Sono mesi che mettiamo in guarda di quella che sarà una ovvia e banale conseguenza della bancarotta italiana: la rivolta del sud. La scarsità di risorse pubbliche che deriva dalla morte o dalla “emigrazione” dei produttori di ricchezza italiani, ha un impatto devastante sulla vita dei cittadini del profondo Sud Italia.

Parliamo di territori e contesti sociali le cui risorse economiche dipendono per la quasi totalità da trasferimenti statali, milioni di stipendi pubblici che alimentano l’intera economia, anche quella privata.

Ricapitolando, le entrate economiche dei cittadini del Sud Italia dipendono in essenza da:

1) Stipendi Pubblici

2) Micro Economia basata dalle risorse che derivano essenzialmente da stipendi pubblici (servizi, negozi etc..)

3)Rare Industrie private (con stabilimenti anche molto grandi : Ilva, Priolo (ERG), Pomigliano (Fiat)…) molto dipendenti dal mercato interno italiano oggi in profonda crisi.

4) Entrate e rimesse dirette (dal Nord e dal resto del mondo) da criminalità organizzata

L’ovvia e banale conclusione è che anche una piccola diminuzione delle risorse pubbliche comporta la fame per centinaia di migliaia di famiglie del Sud.

Vorremmo aggiungere anche un altro argomento politicamente scorretto e mai trattato sui media sussidiati : Non ci sono patrioti al Sud.

L’Italia non è uno Stato unitario nel cuore e nella mente delle genti del Sud (per quello anche al Nord non si scherza) , al contrario l’odio per l’Italia e le sue istituzioni è molto più radicato nel meridione che in alcune famose regioni del Nord-Est. Le Mafie, come Stato Locale Alternativo, sono una espressione di quel comune sentire.

Per logica se ne deduce che quando le risorse pubbliche pompate da Nord a Sud caleranno al di sotto di un determinato livello di sussistenza, i cittadini meridionali insorgeranno contro lo Stato Italiano, scopriremo che essi non si sentono non si sono MAI sentiti italiani, e che il matrimonio è SEMPRE stato una questione di mera convenienza: Lo ripetiamo, NON CI SONO PATRIOTI AL SUD:

E ora il reportage di Duro di Sicilia:
Caos e rivolte a Palermo!

FUGA DA PALERMO Caos è Rivolte a Palermo (La Rivolta del Sud)
Stamane mi trovavo casualmente a Palermo, fermo in macchina al semaforo dell’incrocio tra via Pitré e la Circonvallazione, attendevo pazientemente di attraversare il ponte che mi avrebbe consentito di raggiungere la strada per la campagna, quando all’improvviso di fronte a me si materializzava un nugolo di scooteristi.

Erano quelli della Gesip, i dipendenti della municipalizzata di Palermo messa in liquidazione, che a bordo dei “motori” si spostavano lungo la circonvallazione bloccando il traffico qui e lì (ed il traffico a Palermo è già caotico di suo). Il tizio Gesip piazzato di fronte alla mia macchina, con lo scooter, aveva una rabbia in corpo (i miei colleghi Forconi erano delle educande al confronto) che raramente avevo mai avvertito, e gridava come un pazzo “Sciopero, sciopero, blocchiamo tutto”, oltre ad altri epiteti poco amichevoli, ai danni degli astanti, sui quali preferisco sorvolare. Uhm… si prospettava una giornata persa ad un incrocio periferico del Capoluogo. Era infatti chiaro che questi, avevano appena iniziato la loro manifestazione, mentre le forze dell’Ordine li seguivano a debita distanza senza intervenire, congestionando ancora di più la situazione.
Come avrei scoperto più tardi, era appena terminato nei paraggi un incontro con il sindaco “Ollando” che evidentemente non aveva sortito gli effetti sperati.
Qui l’articolo di Rep Palermo che racconta l’evento.
In breve e per sommi capi, il Comune di Palermo in preda a difficoltà finanziarie di notevole entità (e quando mai) ha deciso, qualche tempo fa, di chiudere una azienda municipalizzata che forniva servizi vari al comune, la Gesip appunto, lasciando a piedi, 1800 dipendenti, tra i quali alcuni ex detenuti.
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Ovviamente ciò ha innescato proteste e rivendicazioni da molti mesi, se non anni. In questo momento specifico le proteste dei dipendenti Gesip, resisi conto dell’ineluttabilità del licenziamento, hanno l’obiettivo di ottenere, almeno, la cassa integrazione in deroga (e secondo me sarebbe giusto anche concedergliela). Ma il governo nazionale nicchia, in quanto ritiene che questa categoria di lavoratori non rientrerebbe tra quelle aventi diritto. Nel mezzo il sindaco di Palermo, cerca di barcamenarsi tra due fuochi: da un lato i suoi grandi elettori delusi (Gesip lo aveva votato in massa appena qualche mese fa) e dall’altro un governo nazionale politicamente avverso che non vede l’ora d metterlo sulla graticola.
In questi ultimi giorni la tensione sta crescendo. Nelle ultime ore la Gesip ha intensificato lo scontro tentando di bloccare gli autocompattatori della nettenza urbana della città,assaltando la sede del Governo Regionale, e bloccando innumerevoli volte varie parti della città.

E tutto ciò in un contesto di mobilitazioni di altre categorie. Nel frattempo oggi un altro corteo sfilava per Palermo, gli addetti dei call center, ed una altra manifestazione dei forestali davanti l’Assessorato Regionale.

Giornata davvero tesa, per uno strano scherzo del destino 68 anni fa, il 19 Ottobre 1944, esplodeva proprio a Palermo una rivolta conclusasi con 24 morti e 158 feriti nelle file dei manifestanti, che chiedevano pane. E proprio quest’anno per la prima volta, segno dei tempi evidentemente, è stata commemorata ufficialmente dal Comune di Palermo, questa strage dimenticata detta appunto “del Pane”.

Insomma a Palermo, sebbene ancora non tirino le bombe a mano sulla folla come nel 1944, sicuramente l’atmosfera è frizzante. Ed intanto Beppe Grillo vola nei sondaggi primo partito in Sicilia!!!
Momento storico interessante, ne vedremo delle belle, basta sopravvivere, il che non è scontato a questo punto, anche se per un agricoltore è senz’altro più facile.

In quanto a me, nella specifica situazione di stamane, ho approfittato di un momento di distrazione dei manifestanti al blocco, e mi sono infilato in un varco apritosi miracolosamente, raggiungendo la campagna. Credo che la mia prossima visita in città, non sarà a brevissimo termine.


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