Voto disgiunto, Miccichè rischia il fuoco amico
spuntano i lombardiani che votano Crocetta
Il Pdl tira fuori lo slogan "Croc-chè" per indicare il "candidato unico" di Lombardo: Crocetta e Miccichè. Musumeci accusa il governatore. Ma sono almeno una dozzina i big delle liste autonomiste che non votano per l'ex ministro berlusconiano
di EMANUELE LAURIA
PALERMO - IL GRANDE inciucio, nel Pdl, è diventato oggetto di scherno e di dichiarazioni ufficiali. Un'immagine pubblicata sull'home page del coordinamento palermitano del Pdl raffigura una crocchetta di patate e una nota di commento gioca sulla parola: "Croc-chè" ovvero Crocetta-Micciché, "il candidato unico di Lombardo". È buona da mangiare, recita lo slogan, "ma le affidereste mai il governo della Sicilia? ". Un'iniziativa per il voto utile, quella che porta in calce il simbolo del Pdl. E che alza il velo, nuovamente, su un presunto accordo fra il candidato di Pd-Udc e quello del polo autonomista. Nello Musumeci rincara la dose con la dichiarazione dell'altra sera: "Il governatore uscente fa votare Crocetta ". Parole che scuotono la campagna elettorale, fra affannose smentite e voci sempre più insistenti - e circostanziate - di candidati nelle liste di Micciché che orientano il voto per il presidente in direzione dell'aspirante governatore di Gela.
La premessa sta nelle parole di un sostenitore di peso del governo Lombardo: "Raffaele non ha ancora dato indicazioni di voto a favore di Crocetta. Per ora è molto concentrato sulla campagna elettorale del figlio Toti ed è irritato per le denunce dell'ex assessore Venturi, vicino al candidato del Pd. Ma non è escluso che Lombardo si muova alla vigilia delle elezioni, spostando una buona quantità di consensi su Crocetta". Intanto ci sono, in questo momento, almeno
una dozzina di candidati delle liste lombardiane che non fanno campagna per Micciché. Musumeci, additando l'inciucio, faceva riferimento ad alcuni casi specifici. A incontri tenuti da Giovanni Pistorio con esponenti del mondo della sanità conclusi con l'invito a votare per Crocetta e ad analoghe iniziative di Nicola D'Agostino, delfino di Pistorio e candidato del Pds-Mpa nella lista catanese. Lui, D'Agostino, mette le mani avanti: "Nella nostra provincia abbiamo difficoltà a far passare il voto per Micciché. Ma io non mi spingo a dare indicazioni diverse per il candidato governatore. Al limite, dico di votare solo per me".
Ed è lo stesso atteggiamento, quello della libertà di preferenza per la presidenza della Regione, dietro il quale si ripara l'ex pd Dino Fiorenza. In una telefonata di fine settembre intercettata e finita sul web, la segretaria di Fiorenza chiede a un elettore il voto per il candidato (neo) autonomista all'Ars e aggiunge: "Lei è del Pd? Come presidente può scegliere chi vuole: Crocetta, Fava..." Anche in questo caso, precisazioni e rettifiche da parte dell'interessato. Ma il fuoco amico, per Micciché, si sente anche a Militello, il paese dell'ex commissario dell'Mpa Enzo Oliva ma anche di Musumeci. E il candidato del centrodestra, ai suoi, ha raccontato di "notizie certe" sulle indicazioni date da Oliva (anche lui candidato) a favore di Crocetta. Indizi, certo: nessuno può confermare. Ma a Gela, ad esempio, è qualcosa più di un sospetto il fatto
che Giuseppe Federico, ex presidente della Provincia di Caltanissetta, inviti a un voto disgiunto che premi l'amico (e locale alleato) Crocetta.
"Io non so niente - dice il deputato di lungo corso Calogero Speziale - ma certo qui da due anni c'è un sindaco sostenuto insieme da Pd e Mpa..." A Messina un altro ex democratico come Giuseppe Picciolo ha fatto sapere proprio ieri a un deputato che lui "tira la volata solo per se stesso" confermando il disimpegno nei confronti del candidato governatore Micciché. Ma ancora più definito è il comportamento dei candidati di Fli nella Sicilia sud-orientale. Dopo il coming out di Fabio Granata, che ha detto di essere orientato a votare Crocetta, i candidati che fanno riferimento al vicecoordinatore dei finiani a Siracusa si atteggiano di conseguenza: Gaetano Bottaro, Mariella Miceli, Corrado Loreto, Giuseppina Ignaccolo vedono di buon occhio l'opzione Crocetta.
Così come Mario Bonomo, il capolista di Fli-Nuovo polo, un ex democratico passato nell'Mps che è stato uno degli azionisti della giunta Lombardo. E a Ragusa il capolista Nello Dieli non si nasconde: "Cercavo segnali di novità e mi è stato proposto Micciché. Confesso di essere a disagio. Finora non ho dato indicazioni di voto per il presidente. Ma prima di domenica deciderò..." A Grande Sud non resta che minimizzare. Rilanciando la metafora gastronomica: "Croc-chè? Ai siciliani risulterà indigesto solo il pa-Nello, un candidato dal gusto padano, espressione del patto Alfano- Maroni". Basterà a smorzare la polemica?
(24 ottobre 2012)
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