



Cerchiamo di ragionare , da "tecnici " (categoria che si sta sputtanando rapidamente...:sofico
Per fare valutazioni , ci vogliono indici.
Prendiamo l'italia.
Essa ha una superficie di circa 300.000 KM2 , quindi 30 milioni di ettari.
Di questi , quelli investiti ad agricoltura , quindi coltivazioni e allevamenti , sono 15 milioni.
Il paese è abitato da 60 milioni di persone.
Il grado di "autoapprovvigionamento" , cioè il cibo prodotto nel paese , è circa del 60%.
Quindi un rapido calcolo : 15.000.000 /0,60 = 25.000.000 di ettari (superficie necessaria all'autosufficienza).
Dividiamo gli ettari per la popolazione : 25.000.000 / 60.000.000 = 0,42 ettari : è la superficie che darebbe l'autosufficienza alimentare , metro più , metro meno.
Allora , rapportiamo la popolzione europea , circa 500 milioni di abitanti , per tale superficie , : 500.000.000 x 0,42 = 210 milioni di ettari.....
Cioè , prendendo come benchmark l'italia , l'Europa avrebbe bisogno di 210 milioni di ettari di superficie agricola per la sua autosufficienza.
Teniamo conto che l'italia ha poco territorio , che ci sono paesi in Europa che esportano cereali e carne (Francia ecc...) , il dato fornito all'inizio di 600 milioni di ettari mi sembra eccessivo.
Dopo , ripeto , visto chi ci governa , il termine "tecnico " si sta rapidamente logorando , e chissà quanti decenni ci vorranno per ridargli una verginità....


Si chiama "impronta ecologica" ed è un metodo di misurazione che indica quanto
territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia,
una città, una regione, un Paese o l’intera umanità per produrre le risorse
che consuma e per assorbire i rifiuti che genera.
L’Italia ha un’impronta ecologica (dati 2003) di 4,2 ettari globali
pro capite con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, dimostrando
quindi un deficit ecologico di 3,1 ettari pro capite.
Nella classifica mondiale è al 29° posto, ma in coda al resto dei paesi europei.
Mettendola in altro modo, significa che l'Italia può vivere di suo fino ad aprile,
e da allora fino a dicembre, ha bisogno di montagne di cereali, frutta, verdure,
etc. che necessariamente devono arrivare da paesi con una impronta ecologica
positiva.
L'autosufficienza è impossibile per questa disgraziata penisola;
l'immigrazione in questo drammatico contesto, una pura follia.


Quindi a parità di consumi l'Italia dovrebbe avere una popolazione di 14 milioni di abitanti, ovvero tornare ai livelli precedenti la produzione industriale. Oppure consumare proporzionalmente di meno. L'alternativa è tra la recessione demografica a livelli che non potrebbero essere conseguiti se non eugeneticamente, la recessione economica o la rapina degli altri paesi.
Beh, non è intellettualmente agevole puntare il dito contro l'immigrazione se poi scopriamo che i paesi da cui la gente emigra sono quelli a cui sottraiamo energia sotto ogni forma per sostenerci da aprile a dicembre. Li rapiniamo delle loro risorse e ci scandalizziamo se bussano alla porta per chiedere indietro una piccola quota del loro prodotto?
Per essere coerentemente contrari all'immigrazione bisognerebbe condurre una vita sobria, spartana all'inverosimile, limitandosi a soddisfare pochi bisogni incomprimibili. Ma anche allora, bisognerebbe prendersela con coloro che difatto legittimano l'immigrazione ostinandosi a vivere al di sopra delle possibilità offerte dal proprio paese.


Facendo un rapido conto, se la spesa media attuale di una famiglia di 2 persone cuba circa 1900 euro al mese, per rispettare l'impronta ecologica dovrebbe assestarsi sui 452 euro. Uno stipendio medio, a tal fine, dovrebbe assestarsi sui 350 euro. Uno basso sui 200.




i dati li conosciamo e ci dicono che questa penisola
per l'autosufficienza alimentare,
può arrivare sui 15-20 milioni di abitanti.
la diminuzione degli abitanti stava già accadendo
a ritmi abbastanza regolari, ma le sirene d'allarme
sono scattate facendo in modo che una massa scomposta
di disperati raggiungesse la zattera della speranza.
naturalmente non si parla di limiti, ma di "opportunità"
facendo intendere che il raddoppio o la quadruplicazione,
degli attuali abitanti, sono elementi del tutto ininfluenti
sullo stato degli ecosistemi, alla scomparsa di ogni traccia
di verde, a un aumento vertiginoso delle attuali
discariche, all'avvelenamento costante dei suoli,
dell'acqua e dell'aria, nonchè ai consumi energetici,
all'importazione di quote mostruose di ogni genere di
risorsa.
capisco il tuo discorso in termini etici e morali
nei confronti di chi è depredato delle sue risorse,
ma ritieni davvero che l'unica soluzione sia quella di
accettare l'universo mondo in una zolla avvelenata
di territorio?
altre soluzioni non esistono proprio?
io qualche idea ce l'ho.


Seguendo i numeri, mi pare che l'unica alternativa sia redistribuire più equamente la ricchezza sul pianeta, consentendo ai popoli del terzo mondo di usufruire delle loro risorse e accontentandoci di quel poco che madre natura ha offerto a questo Paese. Del resto ho letto, un pò di tempo fa, che per salvaguardare l'equilibrio del Pianeta dovremmo tutti adottare consumi paragonabili a quelli di Cuba.


E che questo dimostra come i comunisti sono arrivati a questa conclusione circa un 100/150 anni fa, quando l'impronta ecologica ed i cambiamenti climatici manco si sapeva cos'erano. A dimostrazione che siamo avanti a tutti anni luce, ma anche che siamo talmente avanti che ci perdiamo tutti gli elettori ed i voti DIETRO. :sofico: Qualcuno potrebbe dirmi quanti ettari sono 1Kmq che non ho capito?![]()
Ultima modifica di seven77; 30-10-12 alle 22:37