
Originariamente Scritto da
John Orr
Fassina (Pd) a Draghi: ricreiamo l’Unione Sovietica in Europa
di FRANCO POSSENTI
La rotta è tracciata. Per chi non lo avesse ancora compreso, il fallimento degli Stati potrà essere dimenticato – o momentaneamente superato – dalla creazione del Super-Stato europeo. Lo abbiamo sentito dire da Monti, ma anche dai suoi ministri, poi da Casini e da diversi esponenti del Pdl. Altri si accoderanno nei prossimi mesi di crisi.
L’ultimo in termini di tempo è il “responsabile economico del Pd”, braccio destro di Bersani: “Bene Draghi a rilanciare il dibattito sulla proposta tedesca per il super commissario per le politiche di bilancio e a ricordare la perdita di sovranità degli Stati nazionali”. E’ quanto ha dichiarato in una nota Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. “
Il potere di intervento da parte della Commissione europea sui bilanci nazionali di tutti i paesi euro – ha sottolineato – è caratteristica fondamentale della fiscal union, tappa decisiva e urgente dell’integrazione politica della zona euro”. Decisiva e urgente, certo, per evitare il sicuro default italiano, considerato che nonostante le cure da cavallo del premier, questo paese continua a spendere troppo e ad accumulare debito, ormai giunto al 126,1% del Pil..
“Va chiarito – ha detto ancora Stefano Fassina - che il potere di intervento deve fondarsi su una legittimazione democratica diretta attraverso la scelta del presidente della Commissione nelle elezioni europee quale leader di una coalizione politica e attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni”. Come dire, almeno diamo agli italiani l’illusione del voto. Secondo l’esponente democratico “va anche chiarito che il potere di intervento deve consentire di ripristinare nell’area euro lo spazio per politiche di bilancio anticicliche da affidare sia ai bilanci nazionali sia a strumenti specifici dell’area euro, come gli euro-project bonds per investimenti finalizzati a ridurre gli squilibri macro-economici tra le diverse aree della moneta unica. Infine, va chiarito che
il potere di intervento, oltre che sui bilanci pubblici, deve estendersi al coordinamento delle altre politiche macro-economiche”. Ma c’è di più: nelle parole di Fassina si delineano i controni del futuro inferno fiscale continentale:
“Serve coordinamento anche sulle politiche di tassazione e di contrasto dei paradisi fiscali, oltre
alle politiche retributive affinché in ciascun Paese la dinamica delle retribuzioni sia agganciata all’andamento della produttività così da evitare svalutazioni interne”.
Fassina è un comunista, scuola Visco per intenderci, e non gli par vero poter ricreare dalle ceneri l’Unione Sovietica, che stavolta potremmo chiamere Unione delle Repubbliche Socialiste Europee.
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