Hai ragione Ughetto, come ti ho detto non mi sta andando di rimestare nella spazzatura dello scibile umano quindi non discuterò di leghismo e porcherie del genere. Ultima volta: Fanti diceva un'altra cosa.
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Ma 'sta roba è nata prima o dopo del robo di Giannino? Nel secondo caso sarebbe il "Quinto Polo", non il quarto.
Cambiare si può. In tre giorni cento assemblee per dar vita al quarto polo.
Si sono aperte ieri, 14 dicembre, le assemblee territoriali di "Cambiare si può", la campagna lanciata con l’obiettivo di presentare alle elezioni politiche del 2013 un polo alternativo agli attuali schieramenti, caratterizzato da un vero programma di sinistra (diritti del lavoro, riconversione ambientale dell'economia, welfare pubblico e universalistico, no fiscal compact, etc.).
Sono cento momenti in cui non si discute di leader ma di contenuti, di ciò che serve al Paese per uscire dalla palude della crisi e delle politiche neoliberiste che continuano a peggiorarla. Sono decine di migliaia di persone, appartenenti a forze sociali e politiche diverse, che si ritrovano perché credono che una via d'uscita da sinistra sia possibile, necessaria soprattutto.
In questi tre giorni la cittadinanza riprende la parola attraverso una partecipazione attiva che non si vedeva da tempo, si ritorna a parlare di politica e non di antipolitica, si ritorna a parlare di diritti, quelli calpestati in questi anni. In questi tre giorni “si intende così verificare la possibilità di dare vita, dal basso, in modo democratico, a un ‘quarto polo’ di ‘non allineati’ in alternativa alle politiche neo-liberiste”.
Le diverse assemblee sui territori – “plurali e aperte” – dovranno pronunciarsi su alcuni punti programmatici ed elaborare criteri per la definizione delle candidature di cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza a schieramenti politici.
Inoltre le assemblee dovranno discutere la struttura della campagna “Cambiare si può” e le regole per definire le liste dei candidati in caso di partecipazione alle elezioni, a partire da alcuni punti fermi fissati nel documento costitutivo: il carattere di originalità dell’iniziativa, il segno di novità nelle candidature in netta discontinuità rispetto al passato, la designazione dei candidati “in modo pubblico e trasparente”.
Gli esiti delle assemblee territoriali saranno riportati i ad una seconda assemblea nazionale di “Cambiare si può”, che si svolgerà a Roma sabato 22 dicembre. In quella occasione si dovrebbe presentare pubblicamente anche la lista e il simbolo. Perché cambiare si può, ma bisogna farlo subito.
Cambiare si può. In tre giorni cento assemblee per dar vita al quarto polo. - ControLaCrisi.org
Ferrero: "Si parte! La costruzione unitaria del Quarto polo oggi è diventata il fatto nuovo del panorama delle prossime elezioni politiche"
"Oggi possiamo dire che si parte! La costruzione unitaria del Quarto polo, rosso e arancione, a cui Rifondazione Comunista ha lavorato con passione e perseveranza damesi, è diventata un fatto, il fatto nuovo del panorama delle prossime elezioni politiche - a dichiararlo è Paolo Ferrero, Segretario nazionale di Rifondazione Comunista-FdS. - Una lista - ha aggiunto - caratterizzata dalla centralità della questione morale e democratica e dal rifiuto delle politiche di austerità e del rigore. Oggi e domani migliaia di persone stanno partecipando alle assemblee di Cambiare si può che si tengono in tutta Italia. Oggi sia De Magistris che Di Pietro hanno sciolto le riserve sulla costruzione della lista. Oggi finalmente l'obiettivo di unire tutte le forze sociali, culturali e politiche che si oppongono al governo Monti diventa realtà. Bene! Oggi è una buona giornata per la sinistra, per i lavoratori, per il paese".
http://www.controlacrisi.org/notizia...l-quarto-polo/
il pm e il movimento arancione
Ingroia: «Grazie de Magistris,
ma non vesto casacche»
NAPOLI — Con un'intervista a MicroMega on line Luigi de Magistris ieri pomeriggio era andato oltre l'affollato debutto romano del movimento arancione al teatro Eliseo. Il sindaco di Napoli aveva delineato il profilo del «Quarto polo». Spingendosi fino a indicarne il candidato premier: «Ingroia candidato premier — aveva spiegato de Magistris — sarebbe un segnale di discontinuità, un elemento di rottura e di costruzione nello stesso tempo». Poche ore dopo però è arrivata la doccia fredda sul sindaco partenopeo. Gliel'ha procurata proprio Antonio Ingroia: «Ringrazio Luigi De Magistris per il suo apprezzamento e sostegno, ma correre troppo non è mai consigliabile. Io non vesto toghe o casacche colorate, né rosse né arancioni. L'ho detto e lo ribadisco. Sono solo un cittadino e un magistrato impegnato da anni per difendere la Costituzione. Farlo dall'Italia o dal Guatemala (dove il magistrato si è trasferito temporaneamente per contrastare il traffico internazionale di droga, ndr) poco importa».
Ingroia: «Grazie de Magistris, ma non vesto casacche» - Corriere del Mezzogiorno
Elezioni, Ingroia chiede aspettativa a Csm per motivi elettorali
Secondo l'Adnkronos il magistrato avrebbe inoltrato la richiesta al Consiglio superiore della Magistratura. Solo tre giorni fa al sindaco di Napoli de Magistris che gli proponeva una candidatura a premier la toga aveva risposto che valutava la candidatura. Di Pietro: "Sarò al suo fianco"
Come già fece Luigi de Magistris, pm a Potenza del caso “Why not”, anche Antonio Ingroia, trai i titolari del fascicolo sulla trattativa Stato-Mafia fino a poche settimane fa, avrebbe chiesto l’aspettativa al Consiglio Superiore della Magistratura per motivi elettorali. Secondo l’Adnkronos il magistrato, che da alcune settimane è in Guatemala su incarico Onu, era stato invitato nei giorni scorsi proprio dal sindaco di Napoli a candidarsi premier. Solo tre giorni fa Ingroia a de Magistris che gli proponeva una candidatura a premier aveva risposto che valutava la candidatura. Il vice presidente del Cms, Michele Vietti, ha confermato la richiesta: “Valuteremo, l’unico sentimento che non provo è lo stupore. Non c’è niente di eccezionale”. Della richiesta si occuperà la quarta commissione e l’ultima parola spetterà al Plenum.
Il procuratore aggiunto di Palermo, che quattro giorni fa aveva fatto sapere che era della partita, ha firmato il manifesto “Io ci sto” e sarà il giorno 21 dicembre a Roma, al teatro Capranica, per l’assemblea degli aderenti all’iniziativa. L’appuntamento è alle 17.30 e aprirà i lavori lo stesso Ingroia, di ritorno dal paese centroamericano. “I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste: economiche, sociali e culturali del governo Monti” si legge in una nota. ”L‘alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione”.
Dieci i punti del manifesto che è un vero e proprio programma di governo. Si parla di legalità e solidarietà, di laicità dello Stato, di scuola pubblica, di antimafia, di sviluppo economico rispettoso dell’ambiente, di sburocratizzazione per le imprese, di democrazia nei luoghi di lavoro e ripristino dell’articolo 18, di una Rai non più lottizzata, di selezione dei candidati alle prossime elezioni sulla base di competenza, merito e cambiamento, di incandidabilità dei condannati e infine di una legge contro il conflitto di interessi “Queste 10 ragioni sono la guida per un serio governo riformista e democratico – si spiega – per realizzare i dieci obiettivi del Manifesto si decide di aprire il confronto con i movimenti e le forze democratiche del Paese”.
Intanto Antonio Di Pietro, presidente dell’Idv, fa sapere che sarà al fianco di Ingroia all’assemblea di ‘Io ci sto’. “L’Italia dei Valori considera importante che il centrosinistra non abbia una deriva definitiva verso l’agenda Monti. Quindi è necessario che tutte le forze che si sono opposte prima a Berlusconi e poi alle scelte liberiste del Governo Monti creino in Italia un’alternativa vincente per un governo che sia in discontinuità sui temi fondamentali della giustizia sociale, della legalità e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica”. “L’Italia dei Valori, che si è sempre battuta in questi anni con una forte capacità di proposta, ritiene i dieci punti del Manifesto un’importante piattaforma. Un modo serio per mettere insieme le persone perbene dei partiti politici e della società civile che hanno al centro l’interesse dell’Italia. Il 21 dicembre io ci sarò, orgoglioso di rappresentare l’unico partito di opposizione in Parlamento e presente in tutte le istituzioni territoriali. Mi auguro che tutti coloro che fino ad ora hanno agito e si sono organizzati per portare avanti le istanze del paese reale, che lavora, che studia, che fa impresa e ricerca si uniscano, mettendo a disposizione la propria esperienza, al fine di rendere forte e credibile il progetto di alternativa al centrodestra”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...torali/448749/
La Palermi (Pdci) su facebook
MAH. Vedo tanta confusione. Ma tanta.Citazione:
Sono andata con Orazio Licandro a prendere un caffè ed abbiamo incontrato due compagni della Cgil. Ci hanno detto chiesto di spiegare bene la nostra posizione che fino al ritorno di Ingroia è, per forza di cose, per delicatezza, un po' sotto tono. Facevano confusione con "cambiare si può". Abbiamo spiegato come stanne le cose: noi stiamo costruendo una lista a sinistra che vuole avere un rapporto con le forze democratiche e progressiste. E' scritto a chiare lettere nel manifesto dei dieci punti. E chi sono? L'Udc, Monti, il Pdl, Grillo??? Ovviamente sono quelle del centrosinistra, Pd e Sel. Vogliamo farlo per rafforzare la sinistra
del centrosinistra.