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  1. #1
    Giusnaturalista
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    Cool Economa e cittadini. Di Mises.

    Economa e cittadini.


    DI LUDWIG VON MISES*

    L’economia non deve essere relegata nelle aule scolastiche e negli uffici statistici o lasciata ai circoli esoterici: essa è filosofia della vita umana e dell’azione e interessa tutti e tutto; è l’essenza stessa della civiltà e dell’esistenza dell’individuo. Menzionare questo fatto non significa indulgere nella spesso derisa debolezza dello specialista che sopravvaluta l’importanza della propria disciplina: non gli economisti ma tutte le persone assegnano oggi questo posto di rilievo all’economia.

    Tutte le istanze politiche attuali concernono problemi comunemente detti “economici”. Tutti gli argomenti sostenuti nella discussione contemporanea degli affari pubblici e sociali trattano delle fondamentali materie dell’economia e della prasseologia: la mente di tutti si occupa di teorie economiche. Filosofi e teologi sembrano essere più interessati ai problemi economici che ai problemi considerati oggetto della filosofia e della teologia dalle precedenti generazioni; romanzi e commedie trattano oggi le vicende umane — comprese le relazioni sessuali — dal punto di vista economico. Ognuno pensa economicamente, consciamente o meno. Aderendo ad un partito politico e votando per esso, i cittadini prendono implicitamente posizione rispetto a teorie economiche essenziali.

    Nei secoli XVI e XVII la religione fu al centro delle controversie politiche europee; nei secoli XVIII e XIX, in Europa e in America la questione predominante era quella del governo rappresentativo contrapposto all’assolutismo regio; Oggi è economia di mercato contro socialismo. Questo, naturalmente, è problema la cui soluzione dipende completamente dall’analisi economica. Ricorrere a vuote massime o al misticismo del materialismo dialettico non serve.

    Non v’è mezzo col quale sfuggire alla propria personale responsabilità. Chiunque trascuri di esaminare nel miglior modo tutti i problemi relativi, cede volontariamente la sua primogenitura a una élite che si arroga la posizione di superuomo. In queste materie vitali la cieca fiducia negli “esperti” e l’accettazione acritica delle parole d’ordine e dei pregiudizi popolari equivalgono a rinunciare all’autodeterminazione e a cedere al dominio degli altri. Nelle condizioni odierne, nulla può essere più importante dell’economia per ogni uomo intelligente. È in gioco il suo stesso destino e quello della sua progenie.

    Pochissimi sono in grado di contribuire originalmente al corpo del pensiero economico. Ma tutte le persone ragionevoli sono tenute a familiarizzarsi coi principii dell’economia. Oggi questo è un dovere civico primario.

    Volenti o no, l’economia non può rimanere una branca esoterica del sapere, accessibile solo ad un ristretto gruppo di studiosi e di specialisti. Essa tratta dei problemi fondamentali della società; interessa tutti e appartiene a tutti. È il principale e più idoneo studio per ogni cittadino.

    Economia e Libertà

    La parte eminente che le idee economiche hanno nella determinazione dei pubblici affari spiega perché governi, partiti politici e gruppi di pressione mirino a restringere la libertà di pensiero economico. Essi sono ansiosi di propagandare la “buona dottrina” e di far tacere le “dottrine cattive”. Secondo loro, la verità non ha un potere immanente che possa farla in definitiva prevalere per la sua coerenza e aderenza alla realtà; per imporsi, la verità deve essere appoggiata dall’azione violenta della polizia o di altre truppe armate. Con queste premesse, il criterio di una verità dottrinale diventa il fatto che i suoi sostenitori riescano a sconfiggere con la forza delle armi i sostenitori delle vedute dissenzienti. Esse implicano che Dio o qualche altro agente mitico che dirige il corso delle cose umane attribuisca sempre la vittoria a coloro che combattono per la buona causa. Il governo promana da Dio e ha il sacro dovere di sterminare gli eretici.

    È inutile indugiare sulle contraddizioni e inconsistenze di questa dottrina d’intolleranza e persecuzione dei dissenzienti. Mai il mondo ha prima conosciuto un sistema tanto ingegnoso di propaganda e di oppressione come quello istituito dai governi, dai partiti e dai gruppi di pressione contemporanei. Tuttavia, questi edifici crolleranno come castelli di carta non appena una grande ideologia li attaccherà.

    Non soltanto nei paesi governati da despoti barbari o neobarbari ma anche nelle cosiddette democrazie occidentali, lo studio dell’economia è oggi praticamente bandito. La discussione dei problemi economici ignora quasi interamente tutto ciò che è stato detto dagli economisti negli ultimi duecento anni. Prezzi, saggi salariali, saggi di interesse e profitti sono trattati come se la loro determinazione non fosse soggetta ad alcuna legge. I governi tentano di decretare e di imporre prezzi massimi per le merci e minimi per i saggi di interesse. Gli uomini di stato esortano gli uomini d’affari a ridurre i profitti e i prezzi e ad aumentare i saggi salariali, come se ciò dipendesse dalle lodevoli intenzioni degli individui. Nel trattare le relazioni economiche internazionali la gente si rifà ciecamente agli errori più ingenui del mercantilismo. Pochi sono consci delle deficienze di tutte queste dottrine popolari o si rendono conto del perché le politiche basate su di esse portino inevitabilmente al disastro.

    Questi sono fatti penosi. Tuttavia, v’è soltanto un modo per rimediarvi: non stancarsi mai di cercare la verità.

    Articolo di Ludwig von Mises su Mises.org



    *Link all’originale: Economia e cittadini - Ludwig von Mises Italia

    Traduzione di Francesco Simoncelli
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  2. #2
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Nel trattare le relazioni economiche internazionali la gente si rifà ciecamente agli errori più ingenui del mercantilismo. Pochi sono consci delle deficienze di tutte queste dottrine popolari o si rendono conto del perché le politiche basate su di esse portino inevitabilmente al disastro.
    Affermazioni espresse in passato, ma che ben rappresentano la situazione attuale. Il neomercantilismo, con piccole modifice rispetto a 70 anni fa vive e lotta insieme a noi.
    Ultima modifica di Contediculagna; 28-10-12 alle 03:37
    Una sola moneta, un solo popolo, una sola banca centrale. Magica europa!

  3. #3
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Citazione Originariamente Scritto da Contediculagna Visualizza Messaggio
    Affermazioni espresse in passato, ma che ben rappresentano la situazione attuale. Il neomercantilismo, con piccole modifice rispetto a 70 anni fa vive e lotta insieme a noi.
    Purtroppo la gente non sa che il mercantilismo non ha mai funzionato nella storia. :hihi:

    Vedi questo esempio:

    Country A: Until a decade ago, the country was highly protectionist, with an average industrial tariff rate well above
    30 per cent. Despite the recent tariff reduction, important visible and invisible trade restrictions remain. The country
    has heavy restrictions on cross-border flows of capital, a state-owned and highly regulated banking sector, and
    numerous restrictions on foreign ownership of financial assets. Foreign firms producing in the country complain that
    they are discriminated against through differential taxes and regulations by local governments. The country has no
    elections and is riddled with corruption. It has opaque and complicated property rights. In particular, its protection of
    intellectual property rights is weak, making it the pirate capital of the world. The country has a large number of stateowned enterprises, many of which make large losses but are propped up by subsidies and government-granted monopoly rights.

    Country B: The country’s trade policy has literally been the most protectionist in the world for the last few decades, with
    an average industrial tariff rate at 40–55 per cent. The majority of the population cannot vote, and vote-buying and
    electoral fraud are widespread. Corruption is rampant, with political parties selling government jobs to their financial
    backers. The country has never recruited a single civil servant through an open, competitive process. Its public
    finances are precarious, with records of government loan defaults that worry foreign investors. Despite this, it
    discriminates heavily against foreign investors. Especially in the banking sector, foreigners are prohibited from becoming
    directors while foreign shareholders cannot even exercise their voting rights unless they are resident in the country. It
    does not have a competition law, permitting cartels and other forms of monopoly to grow unchecked. Its protection of
    intellectual property rights is patchy, particularly marred by its refusal to protect foreigners’ copyrights.

    Both these countries are up to their necks in things that are supposed to hamper economic development – heavy
    protectionism, discrimination against foreign investors, weak protection of property rights, monopolies, lack of
    democracy, corruption, lack of meritocracy, and so on. You would think that they are both headed for developmental
    disasters. But think again.

    Country A is China today – some readers may have guessed that. However, few readers would have guessed
    that Country B is the USA – that is, around 1880, when it was somewhat poorer than today’s China.
    Despite all the supposedly anti-developmental policies and institutions, China has been one of the world’s most
    dynamic and successful economies over the last three decades, while the USA in the 1880s was one of the fastestgrowing
    – and rapidly becoming one of the richest – countries in the world. So the economic superstars of the
    late nineteenth century (USA) and of today (China) have both followed policy recipes that go almost totally against today’s
    neo-liberal free-market orthodoxy.


    preso da: 23 Things They Don't Tell You About Capitalism: Amazon.co.uk: Ha-Joon Chang: Books
    Ultima modifica di 00_Void; 28-10-12 alle 16:02

  4. #4
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Chang è una celebrità un po' ovunque ormai in letteratura per questo modo di pensare naif, protoscientifico: post hoc ergo proprter hoc. Non si smentisce mai
    .

  5. #5
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    Chang è una celebrità un po' ovunque ormai in letteratura per questo modo di pensare naif, protoscientifico: post hoc ergo proprter hoc. Non si smentisce mai
    ma guarda mi sembra una persona onesta, nel senso che il più delle volte si limita a trasmettere la complessità dell'argomento, e competente, è pur sempre un professore di Cambridge. E tra l'altro l'economia dei paesi in via di sviluppo è proprio il suo campo di studi specifico.

    Quel libro tratta di un sacco di argomenti.. come tutti i saggi è un po' prolisso, però certe idee sul legame tra responsabilità limitata e sviluppo economico io non le avevo mai lette. Poi critica in modo molto convincente anche un paio di "miti" del liberismo di sinistra: microcredito e istruzione.

    Qualche pecca a dire il vero c'è... ma non ha molto senso parlarne visto che sono l'unico ad avere letto il libro (almeno credo). Comunque imho la lettura è molto interessante.

  6. #6
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    Chang è una celebrità un po' ovunque ormai in letteratura per questo modo di pensare naif, protoscientifico: post hoc ergo proprter hoc. Non si smentisce mai
    Infatti. Non è questo il modo di argomentare di un economista accademico serio. Gli espedienti retorici alla Rampini/Napoleoni si sprecano.

    Dopo un paio di minuti di ricerca online esce fuori che a cambridge non è professore ma lettore e che il suo carnet di pubblicazioni è piuttosto scadente.
    Ha-Joon Chang at IDEAS

    Questo lo dico per prevenire delle argomentazioni "ipse dixit", non perché credo che uno spazzino non possa scrivere un buon libro di economia.

  7. #7
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    Predefinito Re: Economa e cittadini. Di Mises.

    Citazione Originariamente Scritto da 00_Void Visualizza Messaggio
    ma guarda mi sembra una persona onesta, nel senso che il più delle volte si limita a trasmettere la complessità dell'argomento, e competente, è pur sempre un professore di Cambridge. E tra l'altro l'economia dei paesi in via di sviluppo è proprio il suo campo di studi specifico.

    Quel libro tratta di un sacco di argomenti.. come tutti i saggi è un po' prolisso, però certe idee sul legame tra responsabilità limitata e sviluppo economico io non le avevo mai lette. Poi critica in modo molto convincente anche un paio di "miti" del liberismo di sinistra: microcredito e istruzione.

    Qualche pecca a dire il vero c'è... ma non ha molto senso parlarne visto che sono l'unico ad avere letto il libro (almeno credo). Comunque imho la lettura è molto interessante.
    Ho letto anch'io un po' di paper del suddetto. Si ostina a ripetere che dato che gli USA e altri hanno fatto una cosa allora sarebbe bene che la facessero altri. Il fatto è che non puo' ascrivere a quella cosa quelloc he è successo dopo e con la stessa logica uno potrebbe dire che quello che è successo è stato nonostante, non grazie, ai dazi e ai controlli all'import

    In realtà gli economisti sono ormai piu' o meno concordi sul fatto che impedire le importazioni serve solo a impedire le esportazioni per ragioni logiche, di identità contabili che non necessitano nemmeno di verifica.
    Se ci pensi quello che Chang propone non è altro che far pagare a chi esporta per pagarsi le importazioni, le inefficienze di chi deve essere protetto dalla concorrenza. Un gioco a somma chiaramente negativa
    .

 

 

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