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seven77
Slovenia: sorpresa Pahor, a lui primo turno presidenziali
A ballottaggio 2/12 sfida decisiva con presidente uscente Turk
Elezioni in Slovenia: l'ex primo ministro Borut Pahor ieri a sorpresa ha vinto nel primo turno ottenendo il 40% dei voti
(ANSAmed) - LUBIANA - Saranno due esponenti del centro-sinistra a sfidarsi il 2 dicembre prossimo al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Slovenia: l'ex primo ministro Borut Pahor, che ieri a sorpresa ha vinto nel primo turno ottenendo il 40% dei voti, e il presidente uscente Danilo Turk, al quale è andato il 35,84%. E' quanto emerge dai risultati praticamente definitivi diffusi in serata dalla commissione elettorale sulla base del 99,9% delle schede scrutinate. Ribaltando al primo turno tutte le previsioni dei sondaggi della vigilia, che lo davano secondo con il 30% circa, il socialdemocratico Borut Pahor, a capo del governo di Lubiana dal 2008 al 2011, nelle prime dichiarazioni ha già evidenziato un piglio presidenziale, parlando dell'importanza di un compromesso nazionale "per trovare una via d'uscita alla crisi economica". Visibilmente deluso per il secondo posto, il presidente Turk - che tutti i sondaggi davano primo con percentuali intorno al 40% - ha subito controbattuto accusando il suo rivale di "demagogia e frasi vuote".
"Nelle prossime settimane mi riprometto di far emergere le profonde differenze concettuali che ci sono tra me e il mio rivale", ha aggiunto. Turk ha presentato la candidatura da indipendente, ma con un forte appoggio della maggiore formazione di centro-sinistra, la Slovenia Positiva (PS) del sindaco di Lubiana Zoran Jankovic. Saranno dunque decisivi i voti ottenuti dal terzo candidato, l'eurodeputato Milan Zver, esponente del centro-destra, che esce dalla sfida con il 24,16% dei consensi.
L'affluenza alle urne è stata del 47,7%, dieci punti in meno rispetto alle precedenti presidenziali di cinque anni fa. Nelle ultime settimane Turk ha visto assottigliare il vantaggio parallelamente all'aumento del divario tra lui e il governo conservatore di Janez Jansa. D'altro canto, Pahor ha puntato tutto sul tentativo rischioso di guadagnarsi le simpatie del centrodestra, pur essendo il più illustre esponente dei Democratici sociali (Sd), partito di sinistra nato dalla dissoluzione della Lega dei comunisti dopo la secessione della Slovenia dall'allora Jugoslavia, nel 1991. Contrariamente a Turk, Pahor ha dato un appoggio parziale all'operato del governo conservatore, in particolare alle riforme strutturali e ai tagli della spesa pubblica.
Ieri sera, in una prima dichiarazione, Pahor ha chiesto l'appoggio sia a destra che a sinistra. "Il rischio di una scissione sociale interna è molto alto in questo momento difficile per il nostro Paese, e io mi impegnerò, da presidente, ad evitarlo", ha promesso. Rimane ora da vedere se il terzo e ultimo arrivato, l'eurodeputato Zver, darà un appoggio diretto a uno dei due. Ieri sera si è limitato a ripetere che un eventuale sostegno "non sarà incondizionato".(ANSAmed).
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