Fino ad oggi si sono registrati solo 300mila elettori in tutta Italia. «Se andiamo avanti con questo trend siamo rovinati».
Stando alle prospettive più ottimistiche, la prossima settimana ci sarà un’impennata di registrazioni. Si arriverà a un milione di iscrizioni. «Ma la domenica del voto ci aspettiamo quattro milioni di votanti». Tre milioni di questi si presenteranno alle urne senza essersi prima registrati. I conti sono impietosi. In tutta Italia saranno allestiti circa 9mila seggi. «È stato calcolato che ci vogliono circa 5 minuti per completare la procedura. Per smaltire tutti i votanti serviranno più di 24 ore». Peccato che le urne saranno aperte solo per 12 ore.
Ecco il timore: i presidenti di seggio non saranno in grado di gestire l’emergenza. Per evitare di mandare indietro la gente le procedure individuate dal regolamento potrebbero essere aggirate. Con un conseguente rischio brogli. Reggi spiega ai suoi coordinatori sul territorio: «Nei prossimo otto giorni dobbiamo registrare più persone possibile. Attiviamo banchetti ovunque, davanti ai supermercati, dove c’è gente. Non nel chiuso delle sedi di partito».
I coordinatori intervengono. Ognuno racconta la propria realtà. Il quadro che ne emerge è spesso desolante. A Trapani i punti per la registrazione dei cittadini sarebbero stati allestiti dal partito in luoghi inaccessibili. «Ci è stato persino negato di aprirne degli altri». Stesso problema a Modena. «Il partito non ci concede la possibilità di andare a fare le registrazioni fuori dalle sedi Pd». Ad Agrigento gli uffici elettorali non hanno ancora ricevuto il materiale per le iscrizioni. Arriverà entro mercoledì, si augura il coordinatore locale. A Firenze, città del sindaco Renzi, «non ci danno neppure le cifre delle registrazioni».
La confusione regna sovrana. E il giorno del voto potrebbe essere anche peggio. «A Roma l’intasamento ai seggi è una certezza, matematico» interviene il deputato Fausto Recchia. Finora nella Capitale si sono registrati solo 19mila cittadini (13mila di questi online). Ma alle urne si attendono almeno 250mila elettori. «Un casino che hanno creato per danneggiarci - continua il parlamentare - ma si ritorcerà contro tutto il partito». Da Nord a Sud i dubbi proseguono. A Marsala il seggio elettorale dove nelle scorse primarie si è recato il 35 per cento degli elettori è stato chiuso. Si potrà votare solo in periferia, raccontano. E gli elettori stranieri? Mistero. Possono partecipare, ma non si sa ancora dove. Al contrario degli altri, forse saranno costretti a votare in un unico seggio. Città per città. «Una ghettizzazione», si lamenta qualcuno. Peggio, «un modo per capire per chi votano». I problemi sono tanti, alla faccia del regolamento particolarmente dettagliato. I timori dei coordinatori si accumulano. «Come ci dobbiamo comportare con gli studenti fuori sede?». Il problema è particolarmente sentito a Pisa. 90mila abitanti e 45mila studenti universitari. «Secondo i nostri conti verranno a votare in 5mila - racconta il coordinatore provinciale - Ma al momento si sono registrati all’albo in pochi». Interviene Paganelli: «Ricordatevi che hanno tempo solo fino al 23 novembre».
La paura dei renziani: «Ai seggi delle primarie ci sarà il caos» | Linkiesta.it
Che schifo. Tutto e' stato organizzato malamente, in alcuni aspetti con aperta malafede, in altri per semplice incompetenza.
Immagino gia' le polemiche, che saranno giustificate ma che ci faranno fare una figuracia nazionale e, a seconda dell'entità degli eventi, potrebbero spaccare il partito.
Complimenti ai dirigenti.




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,volevate il registro non pubblico e ve lo hanno messo,volevate l'iscrizione on line e ve l'hanno messa,volevate la possibilita di votare e registrarvi nello stesso seggio e ve l'hanno messa,ne trovate sempre una nuova

