Riporto su queste pagine l'intervento su facebook di un caro amico, Andrea De Angelis, che trovo di particolare interesse. Seguirà un mio commento e, spero, un dibattito tra noi.
di Andrea De Angelis
Un saluto a tutti voi. Questo e' un tentativo di aprire un dialogo post-partisan, alla vigilia di un G8 che si attende da mesi.
D'Alema, le sue frequentazioni, la sua rete e le sue idee equivicine, sono lo spunto di questa nota.
Dopo aver ridotto la sinistra all'ombra di se stessa con un lavorio durato 15 anni, ora Massimo D'Alema vorrebbe provare ad affondare anche il paese intero. Ma non ci riuscira'.
1. Trovo sconcertante come una perfetta e impermeabile rete di protezione costruita intorno a baffino abbia permesso ai maggiori quotidiani nazionali, ieri e oggi (Rep,, Corsera e Stampa) di cancellare ogni traccia dell'inchiesta barese in corso sulla malamministrazione della regione Puglia, inchiesta che riguarda l'ex premier e i suoi uomini piu' fidati.
Ma intanto lui, sotto l'occhio e l'orecchio dell'opinione pubblica intelligente, sta sbroccando, perde la flemma e attacca per non essere attaccato: l'altro ieri ha parlato di quasi nazismo in Italia, lui, il frequentatore di Hezbollah, avamposto del nazismo iraniano, del quale il grande manovratore - ma non solo lui - non mostra di curarsi troppo, altro motivo di inquietudine su cui tornero'.
2. Martedi' con Italliani Europei l'ex premier, ha incontrato le banche sollevando l'ironia di Cesare Salvi, di cui si puo' dir tutto, tranne che non sia una persona seria che sa pensare e mettere il la lingua dove il dente duole.
3. La Serracchiani - peraltro peso ancora troppo leggero (e tuttavia capace di battere Berlusconi nel numero di preferenze alle Europee) - e' sotto un tiro senza precedenti per aver osato parlare di apparati nel suo appoggio a Franceschini.
4. Infine, sui giornali stranieri si continua a parlare di governo istituzionale. II fatto che il "core" di questi giornali sia molto vicino agli ambienti della city, gli stessi che sono stati screditati dalla crisi finanziaria in atto, e che ancora si atteggiano a giudici delle scelte politico-elettorali dei paesi, dopo averli inguaiati, dovrebbe farci pensare molto, dietro ogni apparenza.
Murdoch e James Harding (leggete chi e' sull'Occidentale diretto dal serissimo Loquenzi http://www.loccidentale.it/) che copia Repubblica hanno buoni motivi per attaccare Berlsuconi.
Difficile non pensare dunque che la campagna mediatico-giudiziaria proveniente da Bari sull'attuale premier non sia, anche e soprattutto, una cortina fumogena per difendere invece l'ex premier, coinvolto su questioni molto meno pruriginose, ma certo piu' concrete e visibili.
Le radici lottacontinuiste di Scelsi, che lascia trapelare tutto il trapelabile ai giornali amici non puo' non far pensare l'italiano medio che qualcosa ci sia dietro, anche perche' - moralismi a parte - cio' che di penalmente rilevante vi sia per quel che concerne il premier e' cosa ancora tutta da dimostrare.
Di politicamente rilevante vi e' invece che la Puglia ha passato indenne la tornata elettorale, e resta cosi' il puntello di "resistenza al sud della sinistra. Dopo l'emergenza rifiuti in Campania e gli scandali di quella regione, lo scandalo pugliese dimostra che se di "Basso Impero" stiamo affogando, D'Alema e i suoi ci sguazzano dentro come una paperella nella vasca da bagno.
Anche se Repubblica pare appoggiare Franceschini, il Fondatore non sembra pero' voler affondare troppo su D'Alema. Emblematico che sebbene baffino abbia tirato in ballo Scalfari l'altro ieri, Scalfari lo abbia praticamente ignorato oggi, nella sua lenzuolata domenicale. Un gioco delle parti perfetto.
Insomma i poteri forti, quelli che fanno capo in Italia a gruppi e meccanismi di potere che tengono in alta considerazione Massimo D'Alema, sono pronti ad erigere un baluardo per difenderlo come fosse l'ultimo dei Mohicani della vecchia guardia e per sostenere in prima linea il suo uomo nella guerra di successione democratica: Bersani. Perso Prodi, e' proprio su di lui che fanno perno.
Repubblica-Espresso (complimenti per la copertina "7 e mezzo" degna di Grillo, che se serve a capire la radice sprezzantemente e antropologicamentre razzista della intellighenzia di sinistra, fa davvero onore al nostro paese!!) punta invece su Franceschini, ma sembra una variante aggiustabile a seguire.
Non e' un caso infatti che la scelta di "basso profilo" sulle inchieste baresi, trovi un fantastico contrappunto in un editoriale di Sergio Rizzo di tre giorni fa , "Niente Alibi", su Corsera, che parlando di Viareggio sottolinea con grande enfasi - guarda caso - il piano trasporti del 1999, che e' l'ultimo atto di governo che si ricordi allora del Ministro Bersani: come se l'inerzia riformista e infrastrutturale di quella disgraziata legislatura - che ha pronunciato la parola fine sulle speranze della sinistra italiana di ridarsi vigore e di mettere fine al suo harakiri, proprio a causa del maldestro tentativo di D'Alema di "prendere possesso" della cosa pubblica con sfiducia Bertinottiana - possa essere oggi dimenticata.
All'orizzonte dunque, Marino, bocciato oggi da Scalfari (e quindi outsider con ottime possibilita' di successo proprio per questo motivo :-)) resta forse la sola possibilita' vera per impedire la normalizzazione a sinistra, e contribuire al suo rinnovamento, magari con una Serracchiani recuperata. Sara' una sinistra laicista ma almeno coerente.
La sinistra deve infatti andare avanti per non rischiare di tornare indietro. Una normalizzazione del PD avrebbe conseguenze anche sul tentativo di normalizzazione che si sta tentando in alcuni settori del centro-destra.
In questo quadro, se vogliamo, l'egotismo del premier - che forse ne ha "anche" per gente qualunque, incluse escorts, nani e ballerine, ma non ne ha per nessuno se si tratta di trame imbastite per "altri" poteri e occulti interessi - (il suo conflitto di interesse mediatico non e' affatto occulto!) sono paradossalmente l'ultima barriera alle oligarchie che non cedono, e di cui Bersani e' il candidato ideale.
Berlusconi - nonostante abbia abbandonato le iniziali proposizioni liberali - continua ad avere una forte connotazione riformista nel suo governo, ed e' di un asse post-partisan riformista che l'Italia ha bisogno per non farsi imbalsamare definitivamente. Brunetta, Sacconi, Gelmini stanno facendo bene in questa direzione. Il piano casa sta arrivando in porto. Maroni dimostra poi di essere un ottimo ed equilibrato Ministro dell'Interno. I comuni di sinistra stessi stanno facendo ricorso alle ronde, dimostrando che la Lega amministra, e' lungimirante e non spranga. Trovo assolutamente inedito poi l'articolo di Giavazzi a benedire la Gelmini e il suo lavoro, un vero caso.
Infine l'Iran: la differenza nell'impatto mediatico tra piazza Tiananmen e piazza Tajrish a Teheran dipende tutto dal petrolio e dalle annesse commesse oltre che dalla maggiore integrazione che questo Iran ha con il nostro mondo di quanto ne avesse la Cina dell'89: miliardi e miliardi di affari che l'Italia ha con la Persia contano molto.
Se l'Italia aderisse agli schemi della nuova Low Carbon Economy potrebbe tentare di liberarsi anche del ricatto dei paesi petroliferi, e inaugurare una politica estera piu' chiara verso il nazismo d Ahmedinajad.
Sta di fatto che a parte Molinari e Levi sulla Stampa, i media nazionali trattano questa settimana le agitazioni e la morsa del regime in IRan al pari dell'Honduras.
D'Alema, intimo di Tarantini da molto prima che questi diventasse berlusconiano, lo stesso D'Alema che come primo atto da Ministro degli Esteri incontro' il ministro degli esteri iraniano Mottaki, sara' contento.
Anche se per lui si tratta degli ultimi sussulti, inconsueti e rabbiosi.




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