
Originariamente Scritto da
Melusine
Teheran, 1980. Gli studenti fedeli all'Ayatollah Khomeini assaltano l'ambasciata americana e prendono in ostaggio lo staff, un centinaio di persone.
Il loro scopo è quello di farsi restituire lo Shah, per poterlo processare per i suoi crimini contro il popolo.
Sei addetti minori di ambasciata, che lavoravano nell'ufficio visti, riescono a fuggire e si mettono in salvo presso la residenza dell'ambasciatore canadese.
Viene allertata la CIA e si cerca un modo di portare fuori dall'Iran i sei americani, che se catturati verrebbero istantaneamente giustiziati sulla pubblica piazza.
l'Estrattore, Tony Mendez (Affleck), inventa un funambolico piano per riuscire nell'impresa: travestito da produttore in cerca di location esotiche per un film di fantascienza, fingerà, con documenti falsi e un'identità nuova per ognuno degli addetti d'ambasciata, di farli uscire con lui in barba alle guardie rivoluzionarie. La storia, straordinariamente inverosimile, è invece tratta da fatti realmente accaduti.
Argo è uno spy thriller vecchia maniera, diretto, interpretato e prodotto (insieme a George Clooney) da Ben Affleck, il quale con formidabile acribia filologica, ricostruisce ambientazioni, atmosfere e personaggi (nei titoli di coda si vedono le numerose fotografie dell'epoca che ha utilizzato per costruire le sue inquadrature).
Non solo, ma anche lo stile del racconto rispecchia i classici del genere degli anni '70, con la sua narrativa rigorosa, credibile e che non perde un colpo, il ritmo serrato e la tensione che non cala mai, fino al finale da cardiopalma.
Chi ama le storie di spie, quelle vere alla Le Carré (quelle con le spie umane troppo umane per intenderci), e non quelle fantastiche alla James Bond o alla Bourne Ultimatum, avrà finalmente, dopo parecchio tempo, pane per i suoi denti. Lo spy thriller non va più di moda, soppiantato da film a budget stratosferici con effetti speciali, e i veri amatori, che l'anno scorso avevano apprezzato l'altrettanto anomalo La talpa, ameranno forse anche questo film dal gusto desueto, ma non per questo meno appassionante.
Il cast, come in tutti i progetti prodotti da Clooney, è di altissima qualità, ma non spiccano, oltre a Alan Arkin, nomi altisonanti (a parte Ben Affleck, reso irriconoscibile da una folta barba nera).
Argo è girato con grande maestria nonostante sia il primo film "vero" per Affleck, e la cosa che salta di più all'occhio è l'impeccabile gusto del regista e il suo stile da grande cinema di una volta. Finalmente la tecnologia non fa la parte del leone nella trama (al contrario: il nostro agente estrattore falsifica ancora i passaporti con penna e calamaio e i nemici ricostruiscono, in un surreale puzzle collettivo, le milioni di strisce di carte uscite dai tritacarte dell'ambasciata, per recuperare foto e intelligence). L'elemento umano, il valore e le capacità individuali non sono qui solo elementi di una sommaria "caratterizzazione" per rimpolpare sagome di carta bidimensionali, ma parti fondamentali della storia, con una capacità di coinvolgere che le trovate tecnologiche (che spesso superano di gran lunga il limite della verosimiglianza) non avranno mai. Solo il coraggio e la forza d'animo possono salvare i personaggi di questo film mentre affrontano la prova che deciderà della loro vita o morte.
E' difficile, vedendo film come questo, reprimere un moto di nostalgia per i tempi nei quali le storie dipendevano ancora dai personaggi, dai dialoghi e dalla capacità di scrittura dello sceneggiatore.
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