Mr. Monti e gran parte della sua corte ministeriale, com’è noto, preferiscono impegnarsi in una “prima” alla Scala e in conferenze tra oligarchi, piuttosto che mettersi al servizio di quel popolo che governano dopo il golpe “tecnico” del 2011.
Il “premier delle banche”, è capace anche - come ha già fatto in un vicino passato - di minimizzare l’ondata di suicidi che sta travolgendo l’Italia con calcoli e rapporti aritmetici che dimostrerebbero, in questa tragedia, un “trend positivo”.
Colpevole di tradire il popolo che governa di certo, dunque, Mr. Monti lo è.
Ma corresponsabile del malgoverno è anche il regime dei partiti che lo sostiene.
Tutti i partiti, tutti i leader. Ben più interessati, in queste ore, ad affrettare la competizione elettorale (per limitare la vittoria del Movimento 5 Stelle di Grillo rendendogli ardua la raccolta di firme su tutto il territorio nazionale) e a aggregare sulla carta percentuali di voti per le loro forze, di coalizione o meno.
Enumeriamoli, uno per uno. Bersani, convinto di poter arraffare un 35-38% di consensi; Berlusconi, intenzionato a partire da una coalizione in grado di sommare un 23-25% per poi compiere il solito “miracolo” del sorpasso; Casini che, con Montezemolo (e al termine dei giochi anche con Fini e Giannino), punta al 20%. E, a distanza, Di Pietro e Prc-Pdci, alla disperata ricerca di un minimo potere contrattuale.
Tutti contro Grillo, da “sterilizzare” in qualsiasi modo. (Le astensioni sono già autosterilizzate, e quindi non se ne preoccupano).
Governo e partiti italici: il più clamoroso esempio della corruzione etica della cosiddetta “democrazia”.
Già, la “democrazia”. Nata morta già ai tempi di Cromwell: lo ricorda oggi, su Rinascita, Rutilio Sermonti...

Governo immorale | Editoriali | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale