



Quando la finiremo tutti di ragionare per partito preso forse riusciremo a giudicare le cose in modo più obiettivo. Se è vero che c'è chi si esercita al tiro al piccione contro soru, anche il tiro al piccione su cappellacci, sport piuttosto praticato, non è certo edificante..
Provo a dare la mia interpretazione.
L'abbandono delle campagne non è certo causato da soru, ma dal cambiamento del modo di condurre agricoltura e pastorizia. Un tempo la gente brulicava in campagna, oggi ci vanno alcune ore con i mezzi motorizzati, fanno quello che devono fare e rientrano. In campagna non si vede quasi più anima viva. Un tempo c'erano anche le compagnie barracellari che presidiavano il territorio, oggi neanche quello.
A mio modo di vedere Soru ha giustamente cercato di correggere un malcostume esercitato da molti, e che va combattuto, cioè quello di farsi la casettina in campagna non giustificata da necessità di controllo o conduzione di un'azienda. Le abitazioni si costruiscono nelle aree edificabili, non nelle zone agricole!
Se andiamo a vedere la campagne intorno a Sassari (fatevi un giro su google earth) ci rendiamo conto dello scempio, di come sia stato inopportunamente consumato e violentato il territorio. Un'area fertile di uliveti e vigneti è ormai divenuta "campagna residenziale", con un abitato disperso che sottrae quell'area alla sua vocazione originaria.
Se oggi si volesse intervenire con una legge di riordino fondiario ( che purtroppo neppure Soru ha fatto) che, incentivando l'accorpamento degli appezzamenti, favorisse lo sviluppo di un'agricoltura moderna e redditizia, un'area del genere è ormai totalmente inutilizzabile!
Soru, forse peccando di una visione un po' troppo estetizzante e integralista, ha dunque detto: in Sardegna non si è mai costruito nelle campagne. La gente andava in campagna a lavorare, ma poi rientrava in paese perchè l'abitato si concetrava nelle biddas. Cioè, se escludiamo la gallura con gli stazzi, la nurra e il sulcis con i medaus e furriadroxius, non è propria della Sardegna la tipologia insediativa delle "fattorie" di campagna. Ergo, dice sempre soru, dobbiamo cercare di presevare questo tipo di organizzazione del territorio.
Se ai romanticoni basterebbe questo principio, il problema è che questo tipo di assetto mal si concilia con una agricoltura avanzata, adeguata ai tempi, competitiva, condotta con criteri moderni. Noi dobbiamo modernizzare l'agricoltura e le moderne aziende agricole necessitano spesso di una presenza sul territorio. Soru, che questo lo sa benissimo, l'ha risolta fissando dei parametri basati sull'estensione dell'azienda. Se tu hai un TOT di ettari che ora non ricordo, e quindi un'azienda agricola di dimensione tale da giustificare una presenza abitativa, puoi costruire, altrimenti no.
La volontà di porre regole è sacrosanta, e di questo va dato merito a soru, ma da quel che ne ho capito, ci vorrebbe maggior elasticità nella valutazione caso per caso, non vincolandola solo all'estensione della azienda. Anche perchè sappiamo che in sardegna c'è il problema della eccessiva frammentazione dell'agro. Quindi bisognerebbe sforzarsi di trovare criteri migliori per discriminare realmente tra chi necessita realmente di costruire in campagna per condurre la propria azienda, da chi vuole farsi la villettina rurale...
Questo almeno è quello che ho capito io, ditemi se mi sbaglio.




JUSTU
e non solo, non ho intenzione nemmeno di far parte del popolo della chimica
dissento da Shardana rujU , non est veru che gli scempi ci sono solo nella costa, ci sono nelle biddas interne, e sono rari i casi di paesi in grazias de deus si contano e credo nella punta delle dita
ma alcuni, pensano che visto che abbiamo spazi si può costruire all'infinito, e mirade non sono solu sos de foras, est da intro custa mania = MACHINE
mi dispiace ammeterlo, ma chi ci vive non ha cognizione di dove vive
è abituato a vedere il bello, ma non se ne rende conto
...per Fluminis , sos barrazellos ya bi sono
sa lupa de sa brabagia![]()


ohhh proprio a questo volevo arrivare...la corsa alle campagne in sardegna non c'è mai stata e non c'è nemmeno ora, quindi, il blindare tutto, era assolutamente fuori luogo e immotivato!hefico:
ma datemi un solo motivo per il quale io, che voglio vivere in campagna, non posso farlo...hefico: perchè devo essere obbligato a vivere in città o paese?






la prima propost di soru era "10 ettari contigui", che ovviamente in sardegna pochissimi hanno, perchè come hai giustamente ricordato tu, la nostra campagna è molto frammentata, per colpa dell'idiozia di dividere tutti i terreni in parti uguali fra fratelli e non...tu ti prendi questi 5 ettari li, io invece la...no, ogni terreno andava diviso! io mi ritrovo con un terreno largo 4 metri e lungo 80...ditemi voi cosa ci posso fare li!
i suoi compagni di partito si sono ribellati, proprio perchè sapevano che 10 ettari erano troppi e sono arrivati allora alla regola dei 5 contigui...che è sempre troppo però! in famiglia abbiamo sui 6 ettari totali, divisi ovviamente, una piccola azienda è il mio sogno (con un ammontare così di terra riesco a produrre vino e olio...), ma non posso...
e ripeto, io che faccio un servizio alla mia nazione, salvando dall'estinzione i cani che ci hanno accompagnato per millenni, vedo il mio lavoro bloccato, non posso farmi il canile che mi consentirebbe di avere molti più cani e far nascere molti più cuccioli! provate ad avere cucciolate in città e poi ne riparliamo! vicini che ti chiamano minacciandoti di denuncia, il doppio del lavoro in pulizie etc etc...insomma, io mi faccio il culo, faccio sacrifici che nessuno vuole fare e in più nemmeno vengo un minimo aiutato concedendomi il permesso di andare a vivere in campagna...mhaaaaaaa



