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Re: Siamo Tutti Negri
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sempre da "Spinozismo di destra, spinozismo di sinistra"
"Ben inteso, per Negri la potenza si rivela nella multitudo, sicché la democrazia, sviluppando le potenze individuali, fonda un fare collettivo che libera dalla schiavitù dei rapporti di produzione, e comporta un processo continuo di legittimazione attraverso la multitudo. In tal modo la prassi eroica, che è alla base della rifondazione evoliana del mondo politico e dello Stato, si tramuta in processo di costruzione della futura società comunista."
ora considerando che la "democrazia" negriana non è esattamente una faccenda procedurale e rappresentativa a me sta cosa richiama fin troppo il passo di Imperialismo Pagano sull'evocatore che attraverso il mito come idea-forza (in Sorel era lo sciopero generale, qui sarà qualcos'altro) anima e mobilita il golem di una moltitudine divenuta strumento di potenza
Ci avevo pensato anche io in questi termini.
Tra l'altro é un Golem che rinunzia alla facoltà della parola, come ogni Golem, per optare per la pura forza, per negare ogni dialettica, per esprimere nella nuda castità del silenzio il massimo accumulo di bruta potenza, per essere capace di dispiegare l'inesprimibile.
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Re: Siamo Tutti Negri
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amerigodumini
Ci avevo pensato anche io in questi termini.
Tra l'altro é un Golem che rinunzia alla facoltà della parola, come ogni Golem, per optare per la pura forza, per negare ogni dialettica, per esprimere nella nuda castità del silenzio il massimo accumulo di bruta potenza, per essere capace di dispiegare l'inesprimibile.
"Teoria, infatti, significa essere finalmente riusciti a "vedere il dio". Ecco: siamo finalmente riusciti a vedere il fondamento del Potere! il Potere non ci si può più nascondere! l'abbiamo smascherato. Ma questa Visione, questa teoria, non c'è. Non perché esistano sempre ostacoli o nebbie tra essa e il fondamento del Potere. Ma perché, semplicemente, il fondamento non c'è"
(Massimo Cacciari, 1977, trovato googlando "partito degli spinozisti" che è un'ennesima trovata di Negri tutto intento a superare la crisi di Marx col risalire a Spinoza; tra l'altro a non esserci è il fondamento, non il potere)
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Re: Siamo Tutti Negri
Non so se può interessarti ma la genealogia di Negri vede come ispiratore il senatore Mario Tronti, il marxista che inserì Junger nel filone operaista da lui fondato, trasmettendolo a Cacciari e che ha concluso la sua parabola, in polemica con Negri, con Schmitt, da cui ha tratto spunto per riscoprire l'esigenza di un soggetto decisionista che prendesse il posto della più classica e quindi arrugginita avanguardia del proletariato.
Il primo Tronti é quello che per primo intravede la materia grezza indomabile nell'operaio jungerianamente forma della tecnica descritto come "rude razza pagana senza ideali, senza fede e senza morale".
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Re: Siamo Tutti Negri
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Originariamente Scritto da
Troll
"Teoria, infatti, significa essere finalmente riusciti a "vedere il dio". Ecco: siamo finalmente riusciti a vedere il fondamento del Potere! il Potere non ci si può più nascondere! l'abbiamo smascherato. Ma questa Visione, questa teoria, non c'è. Non perché esistano sempre ostacoli o nebbie tra essa e il fondamento del Potere. Ma perché, semplicemente, il fondamento non c'è"
(Massimo Cacciari, 1977, trovato googlando "partito degli spinozisti" che è un'ennesima trovata di Negri tutto intento a superare la crisi di Marx col risalire a Spinoza; tra l'altro a non esserci è il fondamento, non il potere)
Divertente Sgarbi che definiva Cacciari qualcosa a metà tra lo scienziato e il cabbalista estatico.
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Re: Siamo Tutti Negri
di nuovo da "Spinozismo" ecc. di Di Vona
« Lo spinozismo è per questa interpretazione un andar oltre perché la crisi è condizione perenne, sicché la crisi del marxismo, che ha suscitato il ritorno a Spinoza, non travolge, ma invera mediante questo ritorno la realizzazione del comunismo.
Fatte tutte le debite riserve sulla sua solidità e plausibilità storiografica, con questa visione dello spinozismo Negri, almeno a nostro giudizio, si avvicina a Evola, non importa se in modo consapevole o no, proprio per il modo in cui interpreta ed intende il pensiero di Spinoza. Infatti, per Negri la necessità assoluta di Spinoza si tramuta in contingenza assoluta perché, a suo parere, questo è l'unico modo di "chiamare il mondo in quanto orizzonte etico". In altri termini, è la forte esigenza etica, insita nel pensiero di Spinoza, a trasmutare il suo determinismo metafisico in assoluto contingentismo. Inoltre, sempre a giudizio di Negri, per il filosofo olandese è l'immaginazione produttiva che presiede allo sviluppo della libertà, e svela la dimensione nascosta dell'essere spinoziano, "di questo essere etico che è l'essere della rivoluzione".
Oltre che di una filosofia dell'assoluta contingenza e dell'immaginazione produttiva, in cui si può cogliere l'eco dell'idealismo magico, la filosofia spinoziana è filosofia della potenza:
"Formando il mondo, la potenza degli individui forma anche il mondo sociale e politico" »
che vuol dire tutto ciò, se l'Etica di Spinoza disintegra l'etica, o meglio se la riporta all'etologia fattuale e non a un dato normativo? per quel che posso capire etica è qui sinonimo di prassi, e il mondo della necessità è "assoluta contingenza" nel non porre limiti alla libertà di potere nella misura in cui si organizza e si produce questo potere
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Re: Siamo Tutti Negri
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che vuol dire tutto ciò, se l'Etica di Spinoza disintegra l'etica, o meglio se la riporta all'etologia fattuale e non a un dato normativo?
"L'Etica di Spinoza ha una caratteristica molto peculiare: non è un'etica normativa. Inoltre poiché l'assoluto determina tutto quello che accade, tutto quello che accade è in un certo senso "bene". Dio non ha una volontà che va al di là di ciò che accade. Spinoza nega che si possa applicare il concetto di "volontà" o di "ragione" a Dio e perciò non si può dire che il bene è ciò che Dio vuole: il bene, il giusto, è ciò che si realizza nel mondo. Spinoza rifiuta quindi il volontarismo teologico di Cartesio e ancor più quella che sarà poi la posizione di Leibniz secondo cui qualcosa è giusto indipendentemente da ciò che Dio vuole e Dio stesso vuole il giusto in quanto tale. Dobbiamo ammettere allora anche che ogni ingiustizia che accade nel mondo sia, in linea di principio, buona; sorgono perciò problemi che Spinoza ha enormi difficoltà a risolvere. Egli rifiuta anche una teleologia nella spiegazione della natura: quindi segue in questo Cartesio e si distingue da Leibniz; per Spinoza tutto ciò che accade deve essere spiegato in maniera causale. Però, polemizzando contro quelli che sviluppano una morale deontologica, afferma che non dovrebbero scrivere una morale deontologica e in questo si contraddice: questa è infatti in se stessa una proposizione deontologica."
Vittorio Hösle - Introduzione a Spinoza
"è infatti in se stessa una proposizione deontologica"? il genio non sembra cogliere che Spinoza sta discretamente suggerendo che chi scrive una morale deontologica o è un babbodiminchia o intende ingannare (niente di male fa parte anche questo della trama di rapporti di potere di cui è intessuto il mondo)
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Re: Siamo Tutti Negri
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amerigodumini
Non so se può interessarti ma la genealogia di Negri vede come ispiratore il senatore Mario Tronti, il marxista che inserì Junger nel filone operaista da lui fondato, trasmettendolo a Cacciari e che ha concluso la sua parabola, in polemica con Negri, con Schmitt, da cui ha tratto spunto per riscoprire l'esigenza di un soggetto decisionista che prendesse il posto della più classica e quindi arrugginita avanguardia del proletariato.
Il primo Tronti é quello che per primo intravede la materia grezza indomabile nell'operaio jungerianamente forma della tecnica descritto come "rude razza pagana senza ideali, senza fede e senza morale".
sì lo conosco anche se non l'ho mai letto, è appunto uno degli sdoganatori di Jünger e Schmitt
è singolarmente riapparso negli ultimi tempi come teorico del marxismo ratzingeriano
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Re: Siamo Tutti Negri
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"L'Etica di Spinoza ha una caratteristica molto peculiare: non è un'etica normativa. Inoltre poiché l'assoluto determina tutto quello che accade, tutto quello che accade è in un certo senso "bene". Dio non ha una volontà che va al di là di ciò che accade. Spinoza nega che si possa applicare il concetto di "volontà" o di "ragione" a Dio e perciò non si può dire che il bene è ciò che Dio vuole: il bene, il giusto, è ciò che si realizza nel mondo. Spinoza rifiuta quindi il volontarismo teologico di Cartesio e ancor più quella che sarà poi la posizione di Leibniz secondo cui qualcosa è giusto indipendentemente da ciò che Dio vuole e Dio stesso vuole il giusto in quanto tale. Dobbiamo ammettere allora anche che ogni ingiustizia che accade nel mondo sia, in linea di principio, buona; sorgono perciò problemi che Spinoza ha enormi difficoltà a risolvere. Egli rifiuta anche una teleologia nella spiegazione della natura: quindi segue in questo Cartesio e si distingue da Leibniz; per Spinoza tutto ciò che accade deve essere spiegato in maniera causale. Però, polemizzando contro quelli che sviluppano una morale deontologica, afferma che non dovrebbero scrivere una morale deontologica e in questo si contraddice: questa è infatti in se stessa una proposizione deontologica."
Vittorio Hösle - Introduzione a Spinoza
"è infatti in se stessa una proposizione deontologica"? il genio non sembra cogliere che Spinoza sta discretamente suggerendo che chi scrive una morale deontologica o è un babbodiminchia o intende ingannare (niente di male fa parte anche questo della trama di rapporti di potere di cui è intessuto il mondo)
Precisamente.
Anche in questo senso é utile il rilievo del Di Vona sull'idealismo magico che, nella misura in cui si rivelasse, come credo, sottile e corretto, risponde esaurientemente all'interrogativo circa la nozione di etica e circa le possibili obiezioni riguardo questioni morali e deontologiche.
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Re: Siamo Tutti Negri
c'è il primato della ratio nel tomismo e quello della voluntas nello scotismo (vabbè dato un contesto teistico io tendo a propendere per la seconda)
alla totalità impersonale di Spinoza non si applica più né l'una né l'altra, per questo mi sembra (da qualunque prospettiva lo si valuti) una cosa enorme
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Re: Siamo Tutti Negri
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c'è il primato della ratio nel tomismo e quello della voluntas nello scotismo (vabbè dato un contesto teistico io tendo a propendere per la seconda)
alla totalità impersonale di Spinoza non si applica più né questa né quella cosa, per questo mi sembra (da qualunque prospettiva lo si valuti) un rivolgimento enorme
"Quando ho calato il passamontagna sul viso, ho vissuto l'ebrezza dell'impersonalitá".
T.Negri