

Ultima modifica di amerigodumini; 20-12-12 alle 19:07


1.2
Se abbiamo inteso le linee essenziali del dispiegamento di forza della produzione di cui é capace il sistema capitalistico, siamo in grado di capire che l'energia che esso crea é la medesima energia propulsiva di cui abbisogna ogni forza che intendesse superare dicotomie politologiche le cui varianti alternative possono solo interessare i residuati biologici che resistono in una meno che vita.
Le forme politiche, culturali, spirituali che abbiamo combattuto in un passato umano sono intrinsecamente connesse all'esistenza dell'uomo.
Le grandi fratture antropologiche ed evolutive immaginate dal Nazismo e dal Fascismo ormai non sono sufficienti, solo miseri corredi estetici in grado solo di alludere ad una vera potenza continuamente potenziantesi.
Come nel versetto coranico del Trono noi intendiamo dispiegare tutta la potenza generatrice del post umano.
Produzione continua, desiderio, soddisfazione del desiderio.
La macchina desiderante, l'insieme delle energie viventi dalla forza esponenziale, il nuovo megantropos cosmico della gnosi della potenza, questa volta realizzantesi, desidera ininterrottamente e ininterrottamente crea.Incessantemente.Come Allah non conosce sonno e regge le estrinsecazioni stesse della sua onnipotenza. É il Genesi.
E l'oltreuomo che crea l'oltreuomo é esattamente il Dio del Genesi e del Trono coranico.
Ora sappiamo che l'infinita potenza della produzione della vita, in tutte le sue forme, biologica, meccanica, animale, elettronica, cibernetica é quanto serve affinché un sistema integrato possa spazzare via il vecchio mondo non nei suoi aspetti formali, ma sostanziali.
Se l'Ordine Nero e il Bolscevismo titanista guardavano agli spazi siderali da colonizzare, il non luogo attuale della potenza totale produttiva é l'estensione infinita ma tangibile dell'oltrespazio in cui la biopolitica biocentrica dispiegherà in ogni punto possibile la sua forza d'impatto.
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Ultima modifica di amerigodumini; 21-12-12 alle 00:37


stralci da "Spinozismo di destra, spinozismo di sinistra" di De Vona (apparso in allegato alla Disintegrazione del sistema) che avevo trascritto da qualche parte
"Seguendo una terminologia ormai invalsa tra i filosofi, la quale è speculativa, anche se proviene dal mondo politico, potremmo qualificare lo spinozismo di Freda come uno spinozismo di destra perché riprende i temi mistici accentrati intorno alle idee dell'eternità e della libertà della mente. Perciò on deve meravigliare che nell'Italia odierna abbia fatto la sua comparsa anche lo spinozismo di sinistra. Ciò è accaduto col libro di Antonio Negri 'L'anomalia selvaggia', caratterizzato dalla ripresa dei temi materialistici, e dai temi della potenza e del potere"
"Questa costruzione speculativa [di Negri], non sempre rispettosa della filologia spinoziana, è di natura eminentemente politica e, per quanto riguarda l'aspetto più specificamente filosofico, si basa soprattutto sulle letture di Spinoza dovute a storici francesi, quali il Gueroult, il Matheron e Deleuze. Negri ne riprende la tesi dell'univocità dell'essere nel pensiero di Spinoza e dell'immanenza di Dio nella natura."
"L'univocità dell'essere in Spinoza è stata sostenuta in questo secolo per due scopi. Il primo, legato a prospettive religiose, per affermare che la filosofia di Spinoza è panteista, commettendo l'errore di credere che l'unicità comporti per sua natura la negazione della trascendenza di Dio, quando invece ci sono nel Seicento illustri metafisici che hanno sostenuto l'univocità dell'essere senza dover rinunciare alla trascendenza di Dio. Il secondo scopo, di cui abbiamo parlato, legato a prospettive politiche, è per sostenere che per Spinoza tutti gli uomini sono eguali, e così corroborare le sue dottrine democratiche, quando, al contrario, il diritto naturale per Spinoza implica la prevalenza del più forte, e rimane integro nello Stato civile."
Ultima modifica di Troll; 21-12-12 alle 17:47


Potrei aggiungere che ogni distinzione tra natura e trascendenza, in ogni caso, a certe condizioni, condizioni di forza, potrebbe legittimamente perdere di portata.
Tutta la potenza dell'intelletto, tutta la potenza dell'intelletto dispiegabile, precede necessariamente la partecipazione attiva a stati possibili dell'essere e ne implica la possibilità di superamento.
Potremmo anche riferirci, pagando il doveroso omaggio al venerabile linguaggio iniziatico, all'ascesi attiva e regale.




"[...] in conformità con l'eterna Volontà che domina l'Universo, la vittoria del migliore e del più forte, la subordinazione del peggiore e del più debole. E così rende omaggio all'idea fondamentale della Natura, che è aristocratica, e crede che questa legge abbia valore fino al più umile individuo. Essa riconosce non solo il diverso valore delle razze ma anche quello degli individui" (La mia battaglia)
è lo spinazismo
Ultima modifica di Troll; 21-12-12 alle 18:15




Jünger si è reso conto non solo del potere ineguagliabile degli strumenti tecnici applicati alla guerra, ma anche della necessità di trasformare la mentalità della nazione nella direzione della mobilitazione totale. Tale mobilitazione implica la fusione della vita col lavoro. Egli cioè pensa che solo se tutto diventa lavoro, tutto viene mobilitato alla potenza e dunque alla vittoria della Germania. Perché ciò accada è necessario che ogni cosa venga piegata allo strumento tecnico. La società diventa “lavoro” se prima è diventata macchina, tecnica. La Kultur tradizionalmente intesa non basta a questo che è chiaramente inteso come uno scopo epocale. C’è bisogno di una Zivilisation che non contraddica la Kultur ma che ne garantisca la vittoria reale.
http://www.centrostudilaruna.it/la-m...st-junger.html
Ultima modifica di amerigodumini; 21-12-12 alle 18:36


quando mi imbatto in questo passo di Huxley penso sempre a Jünger:
"In politics the equivalent of a fully developed scientific theory or philosophical system is a totalitarian dictatorship. In economics, the equivalent of a beautifully composed work of art is the smoothly running factory in which the workers are perfectly adjusted to the machines. The Will to Order can make tyrants out of those who merely aspire to clear up a mess. The beauty of tidiness is used as a justification for despotism." (Brave New World Revisited)
Ultima modifica di Troll; 21-12-12 alle 18:40


sempre da "Spinozismo di destra, spinozismo di sinistra"
"Ben inteso, per Negri la potenza si rivela nella multitudo, sicché la democrazia, sviluppando le potenze individuali, fonda un fare collettivo che libera dalla schiavitù dei rapporti di produzione, e comporta un processo continuo di legittimazione attraverso la multitudo. In tal modo la prassi eroica, che è alla base della rifondazione evoliana del mondo politico e dello Stato, si tramuta in processo di costruzione della futura società comunista."
ora considerando che la "democrazia" negriana non è esattamente una faccenda procedurale e rappresentativa a me sta cosa richiama fin troppo il passo di Imperialismo Pagano sull'evocatore che attraverso il mito come idea-forza (in Sorel era lo sciopero generale, qui sarà qualcos'altro) anima e mobilita il golem di una moltitudine divenuta strumento di potenza
Ultima modifica di Troll; 21-12-12 alle 18:56