









Primo Ministro di TPol...[MENTION]
Proudly member of the Bilderberg Group-Chtulhu Section..


"La ricerca del sapere é dovere di ogni musulmano"
hadith hasan o sahih
"Chi segue un sentiero/strada alla ricerca della conoscenza, Allah gli renderà facile la strada verso il Paradiso."
hadith al-Bukhaari, Kitaab al-'Ilm
"Ricercate il sapere anche se doveste andare in Cina"
hadith Imam Deylemi, Imam Tabarani, Beyhaki, Ibn-i Adiy,Ibni Abdilberr e Gazali
"L'inchiostro del Sapiente é piú sacro del sangue del martire"
hadith al-Manganiqi e Hasan al-Basri
"Non seguire ciò di cui non hai conoscenza alcuna"
Corano 17, 36
"Allah testimonia e con Lui gli Angeli e i sapienti "
Corano, 3, 18
"Signor mio, accresci la mia scienza."
Corano, 20, 114
"Di': “Sono forse uguali e coloro che sanno e coloro che non sanno?”. Solo gli uomini dotati di intelletto riflettono"
Corano, 39,9
Dai, potrei continuare fino a domani ...
Disgraziatamente l'immagine che viene diffusa é quella del talibano ignorante che taglia le mani alle donne con le unghie laccate.
Non si tratta dell'Islam della Umma né dell'Islam dominante, fa peró bene agli agitatori e ai predicatori di odio occidentali.
Ultima modifica di Abdullah; 27-12-12 alle 13:04
Rerum cognoscere causas


Certo, da una lettura rapida di quese celebri affermazioni porta a vedervi un elogio della ricerca scientifica nel senso in cui la intende l'Occidente.
In realtà il termine arabo presente in questi estratti non corrisponde alla nostra parola "scienza" e al concetto che noi gli associamo. Il termine in questione,`ilm, ha invece un significato ben preciso. In origine il termine arabo`ilm significava soltanto conoscenza, cognizione, ma nell'Islam rappresenta la `Ilm al-Tawhid, la scienza coranica: la salmodia del Corano, la grammatica della lingua coranica, le circostanze delle rivelzioni dei versetti, la vita di Maometto eccetera.
Parola senza plurale perché unica scienza. Il participio `alim è il "sapiente", il "dotto", per eccellenza, in materia di religione, col noto plurale `ulama', il nostro ulema (il femminile `alimah): persone alle quali fare questo genere di domande, e non certo alle quali si possa andare a chiedere qualche ripetizione di biologia.
Sotto, alcuni versetti dove si capisce bene come viene inteso il
termine "scienza":
O credenti, quando vi si dice: «Fate spazio [agli altri] nelle assemblee» allora fatelo: Allah vi farà spazio [in Paradiso]. E quando vi si dice: «Alzatevi», fatelo. Allah innalzerà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza. Allah è ben informato di quel che fate. (58:11)
Anche se tu recassi a coloro che hanno ricevuto la Scrittura, ogni specie di segno, essi non seguiranno il tuo orientamento, né tu seguirai il loro, né seguiranno gli uni l'orientamento degli altri. E se dopo che ti è giunta la scienza, seguissi i loro desideri, saresti certamente uno degli ingiusti (2:145)
Come vediamo la parola scienza significa conoscenza della religione, di fede, e non di scienze naturali matematiche fisiche.


Non é propriamente esatto, il Corano esorta i credenti a studiare la natura, a riflettere, a fare l’uso migliore della ragione nella ricerca del Supremo e a fare dell’acquisizione della conoscenza parte integrante della vita comunitaria...
Appena cento anni dopo la morte del Profeta i musulmani avevano acquisito nelle scienze una assoluta supremazia che durò per i successivi trecentocinquant’anni. Per trecentocinquant’anni l’Islam fu il “numero uno” per tutto ciò che riguardava le scienze. Questa tesi è sostenuta niente di meno che da George Santayana, nei cinque volumi del suo The Life of Reason. Egli ha dedicato ogni volume a un’epoca diversa e ha cercato di associare ogni epoca a un uomo: l’epoca di Platone, l’epoca di Archimede, l’epoca di Galileo e così via. Ma tra gli anni 750 e 1100 si possono trovare solo musulmani, Jâbir ibn Hayyân, ’Awfî, ’Alî ibn Harûn Zanjânî, Abd al-Rahman e così via, da cui quell’epoca prende il nome. Poi, per duecentocinquant’anni gli onori furono condivisi con l’Occidente. In seguito, i musulmani cominciarono a sparire.
Abdus Salam: La scienza e l'Islam
Fu l’Islam a far da centro di raccolta e dare continuità alle scienze e alla filosofia che provenendo dall’India e da Babilonia erano passate alla Grecia e a Bisanzio e dalla sua parte orientale erano passate alla Spagna musulmana e da qui in Occidente.
Quando infatti i musulmani s’insediarono in Spagna, si buttarono a capofitto sui testi che vi erano conservati, come avevano fatto in Oriente, traducendoli e studiandoli. Quando furono cacciati, lasciarono una ricchezza di traduzioni di cui fecero tesoro i monaci cluniacensi mandati a Toledo appena liberata (1141), da Pietro il Venerabile, al quale interessava personalmente una traduzione del Corano.
Era stato a Toledo che i monaci avevano trovato le traduzioni di Aristotele, che a loro volta tradussero, facendolo conoscere in Occidente e studiare nelle Università.
Per il contributo islamico alle scienze, alla medicina, alla storia, alla geografia, alla poesia, alla filosofia un breve saggio qui:
La scienza araba
Se poi uno vuole, puó interpretare e enfatizzare parti del Corano per giustificare ogni sorta di divieto o rifarsi alla tradizione storica dell'Islam illuminato.
Rerum cognoscere causas



