http://www.repubblica.it/2009/03/sez...te-pd-idv.html
Dario Franceschini (PD): "Se la delusione nei confronti del pd si tradurrà in astensionismo o in voto di protesta, perché il voto a Di Pietro è protesta, è chiaro che non è un progetto politico"
Massimo Donadi (IDV): "Le parole di Franceschini sono desolanti e rendono palese la disperazione di un partito nato con vocazione maggioritaria e che un anno dopo è ridotto ad attaccare gli alleati per rubare quattro voti, per rendere meno imbarazzante un tracollo elettorale cui il gruppo dirigente si è già rassegnato. Il voto che gli italiani faranno proprio bene a non dare è al Pd"
Ricordiamo, comunque la pensiate, che questi due partiti, meno di un anno fa', corsero insieme alle Elezioni Politiche Nazionali in vista della creazione di un gruppo unico parlamentare. Gruppo che mai si costituì: il PD attaccò l'IDV di non aver rispettato il programma elettorale. Di contro, l'IDV accusò di non aver il PD rispettato il programma elettorale.
Chi, perciò, avrà mai rispettato il programma elettorale?
Ad un anno di distanza, i due partiti sono in rotta di collisione dalle parti del centro sinistra. Nel centro destra, sebbene qualche tiepida scaramuccia esista tra Lega e PDL sulla legge elettorale (tramite il referendum), tutto sembra filare liscio verso una coalizione attorno al 50% dei consensi. Pd e Idv insieme al massimo sotto il 35%.
Il PD vorrebbe raccogliere il voto dei delusi o astensionisti, l'IDV altrettanto.
In fisica esista una legge, quella della conservazione dell'energia in un sistema chiuso: in pratica, se il sistema non accede a fonti esterne di approvigionamento, l'energia interna rimarrà costante.
Mi chiedo se nel PD e IDV conoscano questa vitale legge universale, finora mai disattesa o violata nell'Universo conosciuto (e l'Universo conosciuto è un pochino più grande del bacino elettorale del PD+IDV).




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