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  1. #1
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    Predefinito Siamo tutti un popolo di migranti

    Andrea Sarubbi, classe 1971, giornalista, deputato Pd ha messo sul suo sito un testo che lo fa rabbrividire...

    "Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
    Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
    Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
    Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
    Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
    Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
    Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
    Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
    I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
    La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
    che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
    La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

    Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

    http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=117881

    Quando i migranti eravamo noi Italiani
    Ora invece siamo passati dall'altra parte della barricata dimenticandoci il nostro passato fatto anche di ''barconi''
    Ho coltivato l\'ideale di una società libera e democratica nella quale tutti possano vivere uniti in armonia, con uguali possibilità . Nelson Mandela

  2. #2
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    Penso che "siamo un popolo di merda" renda meglio l'idea

  3. #3
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    Kowalsky ha scritto:
    Penso che "siamo un popolo di merda" renda meglio l'idea
    Mi piacerebbe commissionare un sondaggio con una semplice domanda da rivolgere a tutte le famiglie Italiane
    ''Avete parenti che vivono all'estero?''
    Secondo me se non si raggiunge la quasi totalità di SI poco ci manca

    Abbiamo perso la memoria e l'empatia
    Vogliamo negare ad altri quello che siamo andati a cercare per noi...la possibilità di avere una vita migliore
    Ho coltivato l\'ideale di una società libera e democratica nella quale tutti possano vivere uniti in armonia, con uguali possibilità . Nelson Mandela

  4. #4
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    Appunto per evitare ancora condizioni fatiscenti come quelle che ora non possiamo ripetere l'errore di allora.
    Against all odds

  5. #5
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    iannis ha scritto:
    Appunto per evitare ancora condizioni fatiscenti come quelle che ora non possiamo ripetere l'errore di allora.
    Se permetti quella relazione è stata redatta quasi 100 anni fa. mi rifiuto di credere che mentalmente l italia sia indietro di un secolo...

  6. #6
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    Quello che dico è che qualunque situazione di migrazione per povertà creerà al momento dell'arrivo situazioni di disagio e degrado indipendenetemente dalla mentalità e dall'ideologia del Paese di approdo. L'emigrazione è una tragedia per questo motivo.
    Anche se poi molti degli italiani ce l'hanno fatta, la grande parte, su cui ovviamente non sono mai stati fatti libri o articoli (non Fiorello La guardia, ad esempio), sarebbe stata meglio al paesello in Calabria, Sicilia, Veneto, coltivando la terra, mangiando fave e cicoria, comunque negli affetti. Loro non potevano saperlo, speravano di essere tra i pochi a farcela. Noi sappiamo invece razionalmente che è così, per i tantissimi che emigrano da noi cosa c'è? baraccopoli, disoccupazione, acnhe eprchè l'Italia, si deimentica sempre, non è un grande Paese spopolato in boom economico, come gli USA, l'Argentina, l'Australia al tempo dell'emigrazione degli italiani.
    Against all odds

  7. #7
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    iannis ha scritto:
    Quello che dico è che qualunque situazione di migrazione per povertà creerà al momento dell'arrivo situazioni di disagio e degrado indipendenetemente dalla mentalità e dall'ideologia del Paese di approdo. L'emigrazione è una tragedia per questo motivo.
    Anche se poi molti degli italiani ce l'hanno fatta, la grande parte, su cui ovviamente non sono mai stati fatti libri o articoli (non Fiorello La guardia, ad esempio), sarebbe stata meglio al paesello in Calabria, Sicilia, Veneto, coltivando la terra, mangiando fave e cicoria, comunque negli affetti. Loro non potevano saperlo, speravano di essere tra i pochi a farcela. Noi sappiamo invece razionalmente che è così, per i tantissimi che emigrano da noi cosa c'è? baraccopoli, disoccupazione, acnhe eprchè l'Italia, si deimentica sempre, non è un grande Paese spopolato in boom economico, come gli USA, l'Argentina, l'Australia al tempo dell'emigrazione degli italiani.
    ma non diciamo fesserie! se i miei nonni/bisnonni fossero rimasti a mangiare le fave e il pecorino oggi non avrei la mia casa

  8. #8
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    E grazie tante. TU stai meglio, non sappiamo se loro stessero meglio. Dove sono andati? in America? In Germania?
    Io credo che l'emigrazione forzata, e intendo forzata per chi la riceve, e non ha possibilità di accoglienza, sia una tragedia per il migrante.
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  9. #9
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    "La società multietnica è fallita", dicono in televisione molti politici di governo, specie quelli col fazzolettino verde nel taschino. Lo dicono poco dopo l' approdo alla Casa Bianca di un nero. Lo dicono mentre a Parigi, a Londra, a Berlino e quasi ovunque in Europa è quasi impossibile incrociare su un marciapiede due individui dello stesso colore. Lo dicono mentre ognuno dei nostri e dei loro figli sta andando a scuola o mangiando una pizza o flirtando con un ragazzo/a che viene da un altro paese e da un' altra cultura. Lo dicono perché non sanno, o peggio non vogliono sapere, e si aggrappano, faziosi e causidici, agli inevitabili contraccolpi di ogni migrazione, di ogni ibridazione, di ogni mutamento, agitando lo spettro delle banlieue e dimenticando tutto l' enorme resto (dimenticando Parigi, la Francia, l' Europa, il mondo). È negazionismo anche questo, negare l' evidenza, ribaltare la realtà. La società multietnica non è fallita e nemmeno è riuscita. La società multietnica, semplicemente, è in atto. È ciò che ci circonda ed è ciò che ci aspetta. Cercare di darle regole, di governarla, di limarne gli spigoli è giusto e necessario. Negarla è per metà patetico per metà folle. - MICHELE SERRA

  10. #10
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    Predefinito Re:Siamo tutti un popolo di migranti

    Lucanta ha scritto:
    "La società multietnica è fallita", dicono in televisione molti politici di governo, specie quelli col fazzolettino verde nel taschino. Lo dicono poco dopo l' approdo alla Casa Bianca di un nero. Lo dicono mentre a Parigi, a Londra, a Berlino e quasi ovunque in Europa è quasi impossibile incrociare su un marciapiede due individui dello stesso colore. Lo dicono mentre ognuno dei nostri e dei loro figli sta andando a scuola o mangiando una pizza o flirtando con un ragazzo/a che viene da un altro paese e da un' altra cultura. Lo dicono perché non sanno, o peggio non vogliono sapere, e si aggrappano, faziosi e causidici, agli inevitabili contraccolpi di ogni migrazione, di ogni ibridazione, di ogni mutamento, agitando lo spettro delle banlieue e dimenticando tutto l' enorme resto (dimenticando Parigi, la Francia, l' Europa, il mondo). È negazionismo anche questo, negare l' evidenza, ribaltare la realtà. La società multietnica non è fallita e nemmeno è riuscita. La società multietnica, semplicemente, è in atto. È ciò che ci circonda ed è ciò che ci aspetta. Cercare di darle regole, di governarla, di limarne gli spigoli è giusto e necessario. Negarla è per metà patetico per metà folle. - MICHELE SERRA
    Paura, una dannatissima paura del diverso. E solitamente chi ha paura è anche il più debole. Altrimenti, che cosa si dovrebbe temere se si è tanto forti e risoluti?

    Niente, solo se stessi.

 

 
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