Ci sciogliamo prima del traguardo?
di Gian Piero Marroni *
Ven, 07/08/2009 - 076
Dalla nascita di Sinistra Democratica abbiamo sostenuto che il nostro movimento era biodegradabile, nato per costruire un nuovo partito della Sinistra e con estrema generosità stiamo lavorando ogni giorno per creare il nuovo soggetto. Dopo le elezioni del 2008 e l’esperienza negativa della sinistra arcobaleno, abbiamo rilanciato a Chianciano, durante il nostro congresso, la necessità di arrivare al nuovo partito della sinistra. Grazie a questo nostro lavoro siamo arrivati a costruire per le elezioni europee Sinistra e Libertà, che può partire oggi con un apprezzabile 3.1 %.
Tuttavia sembra evidente che da qui alle elezioni regionali Sinistra e Libertà per volontà di alcuni soggetti fondatori, Socialisti e Verdi, rimarrà un cartello elettorale o per meglio dire una federazione di forze politiche.
Tra l’altro le recenti dichiarazioni di Bertinotti a Cortina, “il fallimento delle due sinistre”, più o meno un invito ad entrare nel PD, e la vicenda della legge elettorale della Toscana, in cui i Socialisti si sono alleati con il PD, abbandonando le forze con cui sono alleate in SeL, mostrano la grande confusione che regna nel campo del centrosinistra e che purtroppo avvolge lo stesso progetto di SeL. Non dobbiamo dimenticare che la Toscana è la regione di Nencini segretario nazionale del PS.
Rispetto ad un processo politico come quello di SeL che sappiamo tutti purtroppo essere un patto federativo almeno fino alle elezioni regionali, con partiti come socialisti e verdi che lasceranno intatte le loro strutture, organizzazioni e tesseramenti, non mi convince il fatto che noi di SD stiamo decidendo di scioglierci. Perché a me sembra evidente che se per il secondo anno consecutivo non verrà fatto il tesseramento stiamo procedendo verso lo scioglimento del movimento. Ci decomponiamo quindi compagni prima ancora di aver raggiunto l’obiettivo della nascita del nuovo partito della Sinistra? Mi piace tra l’altro ricordare che la nostra federazione di Rieti ad esempio ha portato avanti il suo tesseramento anche nel 2008. Il nostro movimento in Italia è stato in questi due anni il fulcro per raggiungere il traguardo del nuovo soggetto della sinistra, obiettivo tra l’altro non ancora raggiunto, ritengo che sia un errore il passaggio a vuoto sul tesseramento anche per il 2009. E purtroppo così facendo, scusate la provocazione, corriamo il rischio di ritrovarci senza il nuovo soggetto e senza più Sinistra Democratica, mentre credo che fino alle Regionali sia giusto avere una Sinistra Democratica in salute capace ancora di guidare il processo politico che ci sta tutti a cuore.
Sono quindi fermamente convinto che in questa pausa e nell’attesa che i nostri alleati sciolgano i loro nodi sul cammino del nuovo partito, serve rafforzare e non indebolire il nostro movimento. Se poi qualcuno dentro di noi pensa che la nostra esperienza di movimento è superata, ancora prima del raggiungimento dell’obiettivo su cui da anni ci battiamo, deve avere la necessaria lealtà ed onestà di dirlo, avviando su questo una discussione politica vera.
Sono tra l’altro fortemente preoccupato del silenzio di SeL da dopo le elezioni, la scena politica è tutta del PD e del suo congresso in questo momento. Questa situazione di indeterminatezza e indecisione sotto il profilo dell’organizzazione e della politica, oltre al forzato arresto del nostro movimento, può comportare tra molti nostri compagni disorientamento e smarrimento, perdita di credibilità e quindi un’attrazione verso i partiti del centrosinistra, in particolare penso al PD, che pur non avendo i consensi necessari per l’autosufficienza, sembra racchiudere dentro di se, anche attraverso il gioco delle diverse componenti tutto il centrosinistra.
Ecco perché ritengo fondamentale intanto una nostra riorganizzazione, che deve certamente camminare di pari passo con la costruzione del nuovo soggetto, ma non facciamo l’errore di dissolverci ancora prima di aver raggiunto la meta del nuovo partito.
Non dissolviamo il patrimonio politico e organizzativo grande o piccolo che sia che abbiamo costruito in questi anni.
Avrei voluto dire queste cose al Consiglio Nazionale del 24 luglio, ero iscritto a parlare ma la chiusura del dibattito alle 16.30 non mi ha permesso di intervenire.
*Coordinatore Provinciale di SD di Rieti




6
Rispondi Citando