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Discussione: La Bicamerale

  1. #1
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    Predefinito La Bicamerale

    Apro questa discussione a tema allo scopo di spiegare a chi legge cosa fu la Bicamerale.

    Si invitano tutti i forumisti a non deviare dall'argomento e a concentrarsi sui fatti storici e politici.

    La Bicamerale, meglio nota come "Commissione parlamentare per le riforme costituzionali." fu istituita tramite legge costituzionale il 24 gennaio 1997.

    35 deputati e 35 senatori ne fecero parte, nominati dall'allora Presidente della Camera, Luciano Violante, e Presidente del Senato, Nicola Mancino. La Commissione fu approvata dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, sotto la visione del Ministro della Giustizia, Giovanni Maria Flick.

    La Commissione fu composta da
    Commissione plenaria
    Ufficio di Presidenza
    Comitato forma di Stato
    Comitato forma di Governo
    Comitato Parlamento e fonti normative
    Comitato sistema delle garanzie

    L'Ufficio di Presidenza

    Presidente:
    On. Massimo D'ALEMA (Sin.dem.-Ulivo)

    Vicepresidenti:
    Sen. Leopoldo ELIA (PPI)
    On. Giuliano URBANI (Forza Italia)
    On. Giuseppe TATARELLA (AN)

    Segretari:
    On. Marco BOATO (Misto)
    Sen. Fausto MARCHETTI (Rif.Com.-Progr.)
    Sen. Francesco D'ONOFRIO (CCD)
    Sen. Marida DENTAMARO (CDU)

    Rappresentanti dei Gruppi:
    On. Domenico NANIA (AN)
    Sen. Agazio LOIERO (CCD)
    Sen. Marida DENTAMARO (CDU)
    On. Silvio BERLUSCONI (Forza Italia)
    .......... (Lega Nord per Indip.Pad.)
    Sen. Mario RIGO (Misto)
    On. Sergio MATTARELLA (PPI)
    On. Armando COSSUTTA (Rif.Com.-Progr.)
    On. Natale D'AMICO (Rinnov. Ital.)
    Sen. Cesare SALVI (Sin.dem.-Ulivo)
    Sen. Maurizio PIERONI (Verdi-Ulivo)

    Comitato forma di Stato

    Presidente: Sen. Leopoldo ELIA (PPI)
    Comitato forma di Governo

    Presidente: On. Giuseppe TATARELLA (AN)
    Comitato Parlamento e fonti normative

    Presidente: Sen. Ersilia SALVATO (Rif.Com.-Progr.)
    Comitato sistema delle garanzie

    Presidente: On. Giuliano URBANI (Forza Italia)
    Scopo della Commissione fu di elaborare progetti di revisione della parte II della Costituzione, in particolare in materia di forma di Stato, forma di governo e bicameralismo, sistema delle garanzie.

    Tale Commissione approvò i seguenti documenti.

    Progetto di legge costituzionale approvato il 30 giugno 1997
    (Atto Camera 3931 - Atto Senato 2583)


    Testo risultante dalla pronuncia della Commissione sugli emendamenti presentati ai sensi del comma 5 dell'articolo 2 della legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1
    (Atto Camera 3931-A - Atto Senato 2583-A)


    Si inizi pure la discussione.

  2. #2
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    Predefinito Re:La Bicamerale

    temo rinverderà i suoi fasti

  3. #3
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    Predefinito Re:La Bicamerale

    Cerchiamo di dare un senso a questa discussione (cit.)

    Avvalendomi dell'archivio di Repubblica ecco alcuni articoli dell'epoca

    Mario Segni, leader dei Cobac, vede "un pericoloso disegno di restaurazione partitocratica e di ritorno al sistema proporzionale", di cui fanno parte le decisioni della Consulta. E la Bicamerale "è la vera cupola della partitocrazia perchè sarà guidata dal segretario del maggior partito e vedrà presenti i segretari di tutti gli altri, ed è informata ad una logica di salvataggio partitocratico e dei governi di coalizione". Dopo la decisione della Corte, ma soprattutto in conseguenza dell' alto numero di referendum presentati, si è aperta la discussione sulla riforma della consultazione popolare. Il presidente del Consiglio Prodi ha ricordato la neutralità del governo sui referendum, ma ha aggiunto che "una riflessione" sull' istituto del referendum "potrebbe essere utile", anche se "non è una riflessione che deve fare il governo". La discussione "potrà essere approfondita nella Bicamerale".
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...i-insulti.html
    Dunque l' unico modo per liberarsi di questa condanna bio-politica era per i giudici della Corte l' approvazione del referendum antiproporzionale. Altrimenti, non si sarebbe potuto parlare della Consulta come di un organismo neutrale rispetto alla ragion di partito. Dunque i giudici erano avvertiti: o decidevano in base a un criterio di opportunità (l' opportunità politica, unita alla loro opportunità personale) oppure sarebbero stati delegittimati. Tutto era già scritto: naturalmente, "per spirito liberale", come sempre si mascherano queste operazioni. Ora, molto semplicemente, vediamo gli effetti di questa strategia della delegittimazione che si sta dispiegando, dopo che la strategia dell' intimidazione non è andata in porto. Abbiamo un' altra istituzione dello Stato additata ai cittadini come serva dei partiti e prigioniera della viltà di parte; l' opinione pubblica eccitata per la sottrazione fraudolenta e partigiana - questo è il punto - di un suo diritto, mentre invece è ovvio che il referendum diventa tale dopo il perfezionamento del giudizio di ammissibilità della Corte, non prima; la commissione bicamerale che sta per iniziare i suoi lavori già denunciata in pubblico come beneficiaria dello scippo referendario, perché luogo privilegiato d' azione della "cupola partitocratica". Questo è il risultato di un' operazione politica di pressione, di pregiudizio e di intimidazione nei confronti di una sentenza che può anche essere giudicata un errore, ma non può essere presentata come una strage dei diritti democratici o un avvio di fascismo. Questo è feroce e inaccettabile, come dice Norberto Bobbio. Soprattutto per chi si dice liberale. - Ezio Mauro
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...-golpista.html
    Interessante analisi mediatico-personalistica su Massimo D'Alema e Walter Veltroni di Stefano Marroni
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...o-look-da.html
    Diatriba sui posti da assegnare tra i 70 membri della Commissione. Buttiglione rivendica maggior peso per CCD-CDU
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...-club-dei.html
    Romano Prodi sulla figura del Premier sotto la Bicamerale
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...apo-della.html
    Francesco Cossiga "endorsa" D'Alema e la legge Rebuffa, primo scoglio della Bicamerale
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...per-alema.html
    Cossutta, rappresentante dei comunisti nella Bicamerale si oppone alla legge Rebuffa

    Ma se la legge elettorale non è nemmeno nell' agenda della commissione... "Ah sì? E chi l' ha detto, dove sta scritto. Mica è proibito. Queste sono sciocchezze da ballatoio...". Il presidente di Rifondazione, dunque, avverte: se il Pds dà il via libera alla proposta del vice capogruppo di Forza Italia, in Bicamerale sarà guerra. Mettere al primo punto la questione elettorale, vuol dire infiammare subito i lavori della commissione per le riforme. "Mica li infiammo io. La Bicamerale deve partire senza opinioni precostituite.
    Ma, con la Rebuffa, sarebbe esattamente l' opposto: si comincia sulla base di un meccanismo che condiziona i lavori".


    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...ra-subito.html
    Nel 1997 già si citava il futuro Papa

    Manconi, davvero seccato: "Si crede Ratzinger, D' Alema. Si è fatto prendere dall' enfasi di presiedere la Bicamerale e si comporta da prefetto della congregazione per la dottrina della fede: decide lui chi è dentro e chi è fuori, chi è ambientalista e chi no". Infine, a liquidarlo: "Non ci eravamo accorti che nel Pds ci fossero tanti ambientalisti.

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...-lite-fra.html

  4. #4
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    Predefinito Re:La Bicamerale

    Poteva essere una buona cosa con intelocutori diversi.Mi limito a dir questo.

  5. #5
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Re:La Bicamerale

    bisogna dire un paio di cose.

    1)La mia premessao credo che questo Paese non abbia bisogno di riforme istituzionali a parte la legge elettorale.Nel 1997 si presentava però un altro problema ed era la riforma del titolo V della Costituzione,cioè dell'assetto delle regioni e degli enti locali,che era da riordinare al più presto.Dunque della Bicamerale c'era bisogno anche se non così tanto come si diceva a quel tempo.

    2)Con un interlocutore come Berlusconi non era opportuno parlare di "riforme condivise".Questo perché non ha senso rifare la Costituzione assieme a chi non condivide la Costituzione.(Per me non ha proprio senso rifare la Costituzione,ma è un altro discorso).
    Resta allora da capireerché?
    -Se è vero che Berlusconi ha una visione politica diversa da quella della Costituzione,è altrettanto vero che nessuno nel 1997 pensava che la sua visione fosse così diversa.D'Alema pensava,forse a buon diritto,di riuscire a "controllare" Berlusconi,di fare in modo che scendesse a patti,come i Forlani e gli Andreotti,come i politicanti della Prima Repubblica ai quali Berlusconi era allora assimilato.
    -Gherardo Colombo,ai tempi,disse che la Bicamerale nasceva dai "ricatti incrociati" dovuti al fatto che entrambe le forze(Polo e Ulivo)maggioritarie del Paese erano coinvolte in Mani Pulite.In realtà non ne sono molto convinto anche perché l'Ulivo non era coinvolto come il Polo ma questo è sicuramente un aspetto su cui ragionare.
    -L'Ulivo da solo non aveva la maggioranza alla Camera e Rifondazione con Bertinotti aveva posto alcuni veti su questioni fondamentali come la Finanziaria destinata al passaggio nella moneta unica e la privatizzazione della Stet.D'Alema sperava di ottenere il consenso di Berlusconi su questi temi.
    Ne consegue dunque che D'Alema era in qualche modo costretto a cercare l'appoggio di Forza Italia.La verità è che il vero errore di D'Alema non fu tanto la Bicamerale,quanto l'atteggiamento tenuto da lui,Veltroni e Napolitano un anno prima,quando si votò per il referendum sull'abolizione della legge Mammì.Il Pds rinunciò a fare campagna elettorale perché aveva ottenuto da Berlusconi la rassicurazione che avrebbe venduto le sue televisioni.Fu lì che gli italiani consacrarono la concentrazione televisiva,fu lì che si rese più difficile la possibilità di contrastarla,fu lì che si dette a Forza Italia la possibilità di sopravvivere,di andare alle elezioni del 1996 e ottenere quel tanto che bastava da impedire all'Ulivo la conquista della maggioranza assoluta.

 

 

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