Ciao, volevo aprire un dibattito.
Perchè il comunismo viene considerato di sinistra? Eì coerente con quelle idee??
Neanche a dire che per me la risposta è no. vorrei sapere le vostre opinioni
ciao


Ciao, volevo aprire un dibattito.
Perchè il comunismo viene considerato di sinistra? Eì coerente con quelle idee??
Neanche a dire che per me la risposta è no. vorrei sapere le vostre opinioni
ciao


dovresti definire cosa sia la "sinistra"... cosa siano "quelle idee"...




Si, ma solo il fatto che voi mi chiediate cosa è per me sinistra, mi fa pensare che per voi non lo sia.
ovvero, se non c'è una definizione condivisa di "sinistra" o di "destra" allora dal vostro punto di vista il comunismo non può essere definito così.
Comunque per me non lo ..vi incollo una cosa..
"La Sinistra racchiude quelle concezioni che si avvicinano all'eguaglianza (materiale), e legata a questa, una visione del mondo "economicista", cioè che fa dell'eguaglianza materiale (più salari, più consumo) il suo corollario.
La Sinistra ha il culto del progresso, inteso come modernità. Tutto quello che è in odore di trasformazione permanente, tecnicista, scientifica (di nuovo materiale) è visto da questa di buon occhio; la scienza si slega da un controllo etico e diventa autonoma.
La Sinistra ha un approccio individualista al mondo. Essa persegue i diritti di tutti gli uomini intesi come singoli e non come legati ad una comunità. Spesso tale approccio va di pari passo con una visione cosmopolita, cioè senza riguardo per cittadinanze e culture, per il quale ogni uomo è cittadino del mondo."




No queste posizioni sono una vana utopia, visto che la globalizzazione capitalista odierna ha quelle chiare particolarità che non possono essere riformate.
Da comunisti sappiamo che bisogna studiare i rapporti sociali da un punto di vista oggettivo, quindi descriverli e prendere le giuste contromosse.
Per questo ci consideriamo coerentemente di destra.
La Destra, a differenza della sinistra, è più interessata all'armonia che non all'uguaglianza materiale livellatrice; concessi a tutti le minime basi per vivere bene, la comunità deve premiare i migliori, sui quali pesa anche maggior responsabilità. Lenin lo sapeva chiaramente: la rivoluzione era opera di un'elite non della massa senza guida.
La Destra è interessata non al progressismo, bensì alla difesa delle culture ed alla difesa di un approccio etico, prima che economico alle questioni della vita. I valori spirituali sono messi prima di quelli materiali.
La Destra è risolutamente contraria ad un approccio individualista (e cosmopolita) ma difende invece una visione comunitaria della convivenza. In quanto solo così si può garantire libertà e democrazia per i cittadini (Questo è l'originale significato dell'idea di democrazia).
Per tali motivi, necessariamente trattati brevemente, crediamo che il vero Comunista, interessato alla giustizia, alla proprietà pubblica dei mezzi di produzione, a ridefinire i rapporti sociali in maniera umana, di convivenza pacifica, quindi necessariamente in contrasto con gli imperativi della globalizzazione e del capitalismo, non possa definirsi oggi di destra.
In effetti mai i comunisti, quelli veri, si sono sbilanciati a definirsi di sinistra o destra. In URSS, nella Cina maoista, ma anche in Vietnam o a Cuba, mai nessuno si è sentito in dovere di definirsi di sinistra, come oggi pare debbano definirsi tutti i comunisti. Questo perchè il comunismo, fuori dal sistema globalizzatore, porta ad una società senza classi, giusta e dove quindi non esistono divisioni destra/sinistra. Ma la realtà ci chiama ad essere pratici e quindi rendere possibile la nostra azione senza scadere nell'utopia. Per questo oggi bisogna porsi chiaramente per poter avere possibilità di riuscita e non scadere nel nichilismo di chi è distrutto dalle proprie debolezze e contraddizioni (vedere il defunto movimento no-global).
Da qui parte il nostro impegno ora che ci siamo dati un'organizzazione dalla quale poter approfondire e agire. Il nostro simbolo, con al centro la falce e martello comunista a segnalare la nostra immortale ideologia, è formato altresì da un quadrato, che nella concezione tradizionale rappresenta la terra, e da un cerchio che rappresenta il cielo. Questo a significare il carattere spirituale e culturale del nostro comunismo, che non si accontenta di alzare i salari rendendo la popolazione un gregge, bensì vuole salvaguardare la diversità culturale, i valori e lo spirito del popolo.






Ma tu ci stai pure dietro...
La Società Aristocratica Platonica è più vicina al Nazismo che al Comunismo...
tant'è che prendeva come modello l'antica Sparta piuttosto di Atene.
Cmq gaber si era ebreo.... e poi del resto come anche lui diceva non si sentiva italiano...
.


Per quanto mi rigaurda mi sono sempre definito comunista senza ggiungere inutili e odiosi orpelli a questo aggettivo.
Per me i termini destra e sinistra sono assolutamente superati perchè riflettono una visione politica nata a partire dalla rivoluzione francese e che termina nel momento in cui il regime capitalista decide attraverso la democrazia di dividerci in due schieramenti diversi nell'apparenza ma identici nella sostanza.
Sinistra e destra li ritengo come termini figli di questa ipocrisia che ci ingabbiano in schematismi vuoti e ci contrappongono su questioni oserei dire fideistiche.
Il comunismo ha una sua ben precisa identità, ha uno scopo che deve raggiungere seguendo se vogliamo diverse strade, probabilmente tante quanto sono le popolazioni della terra perchè in verità per arrivare al socialismo non esiste un'unica ricetta. Inoltre c'è bisogno (e ne abbiamo parlato molte volte anche sulla vecchia POL) la necessità di liberarsi da sovrastrutture che via via non hanno fatto altro che appesantire fino ad affossare il fine ultimo di comunismo, mi viene in mente per questo il movimentismo, l'antiglobalismo, l'ecologismo, i femminismo, la libertà sessuale, il laicismo; tematiche interessanti ma assolutamente non prioritarie.
Per ultima cosa sono pienamente convinto nella valenza comunitaria del comunismo che si sviluppa e si riproduce nelle comunità più che nelle nazioni e che ammette di buon grado le tradizioni e la cultura come parte inscindibile dell'essere umano ma che altresì non dobbiamo cadere nel trasformare la cultura in monoculturalismo o peggio ancora in etnicismo.