
Originariamente Scritto da
fradall
Lo confesso, sono appassionato di storia, sopratutto se ha qualche lato comico.
Sotto questo aspetto, la storia delle elezioni papali è ricca di spunti, magari poco noti, bisogna andarseli a cercare.
Provo a dare il mio modesto contributo.
Per vari secoli, prima di un conclave i cardinali redigevano e giuravano le cosiddette capitolazioni, patti che ognuno si impegnava a rispettare se eletto papa. Il concetto era sacrosanto..., serviva a far si che ognuno fosse libero di esprimere il proprio voto senza dispiacere a nessuno, e magari rimetterci qualcosa.
In sostanza era una aiutino allo spirito santo.
C'è un simpatico estratto della capitolazione del conclave del 1484, alla morte di Sisto IV, che si concluse con l'elezione di Innocenzo VIII, che vedeva fra i cardinali Rodrigo Borgia, futuro Alessandro VI, e Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, quindi pesi massimi e non proprio in odore di santità.
Orbene, fra le perle di queste capitolazioni, c'è la proibizione di eleggere cardinali di età inferiore ai 13 anni, anche se raccomandati da regnanti, e inoltre, se per caso il voto del cardinale fosse spiaciuto al principe del territorio da dove veniva, e costui gli avesse causato danno economico, il futuro papa si impegnava a rimborsarlo delle perdite.
E questi erano solo i patti scritti e noti, figuriamoci quelli ad personam.
Che poi, il fatto di averli redatti e giurati, contava un tubo. Spesso il papa eletto faceva pure il contrario, visto che " ma fatto papa no l'osservò niente, asserendo essere contro l'autorità del papa a non puotersene assolvere, giachè ha la potestà assoluta di legare e sciogliere"
Vatti a fidare delle capitolazioni...