Siccome siamo impelagati da 15 gg a parlare "allora l'alleanza con X è opportuna + pezzi di Y + Z - W con l'astensione di mezzo K " , propongo uno schema di "consolidamento reale" delle alleanze, magari riusciamo a fare un altro passo avanti.

Che cosa è un'"alleanza"?

Attualmente, il segretario X incontra il segretario Y e dicono "ci alleeremo per le regionali/nazionali/circoscrizionali/rionali o quello che volete.

Bene, MA NON SIGNIFICA NULLA!

Qual'è lo "schema" per realizzare un'alleanza?

Allora l'ufficio politico del partito X elabora numero Y proposte EFFETTIVE (alias disegni di legge DEFINITI) sulle varie tematiche ritenute "strategiche" SULLA BASE di quanto risulta sia alla base che all'ufficio.
Esempio: "Proposta sul Conflitto di interessi", Proposta sul lavoro", "proposta di riforma dello Stato", mettiamo 10 / 12 temi INELUDIBILI OBBLIGATORI e CARATTERIZZANTI.

Il partito Z prende in esame il "pacchetto" e dice:
"la proposta n. 3 va integrata con bla bla bla, la proposta 9 va cassata nelle parti H, F e P.
L'altro partito Q dice "la proposta 1 è da integrare con bla bla bla", la proposta 3 èd da cassare integralmente, aggiungere proposta n. 14 cosi' strutturata "bla bla ecc."

L'ufficio politico si sente con Z e Q e apporta eventuali integrazioni e/o modifiche che siuano compatibili con quanto ipotizzato in precedenza. Se non esiste possibilità e/o compatibilità si studia posizione alternativa eventuale e POSSIBILE.

Tutto questo MOLTO PRIMA delle elezioni.
Alla fine della fiera si presenta non un "programma" comune, ma DEI VINCOLI DI RIFERIMENTO. Ovvero NON si presenta all'elettorato con un "programma" generico "faremo questo". Ma con un OBBLIGO VINCOLANTE E NORMATO relativo ANCHE alle date di presentazione di SPECIFICI, VISIBILI E VINCOLANTI progetti legislativi.
Anche la presentazione e l'elezione dei singoli rappresentanti all'interno delle assemblee legislative dovrebbe essere VINCOLATO all'accettazione del suddetto "VINCOLO STRATEGICO" pena SANZIONI dirette all'inadempiente (tipo 30000 euro di multa) o l'esclusione dai gruppi parlamentari o meglio ancora le dimissioni da deputato o senatore (SI badi bene, tutto cio' firmato e TIMBRATO con vincolo legale valido a livello di scrittura privata (vincolante per le due parti) e con notaio a corredo.

Si dice che l'"eletto" non ha vincolo di mandato. Vero ma io POSSO tranquillamente fare una "carta dei VINCOLI" di riferimento che debba essere FIRMATA dall'aspirante deputato e/o senatore a livello di MIO gruppo, partito o schieramento.

A questo punto io mi presento agli elettori e NON dico "questo è il nostro programma", dico "questo è cio' che faremo in data X, questo faremo in data Y con tanto di provvedimento, commi e tutto cio' che ne consegue.

E fai capire che non è "un'intenzione generica" o qualche "promessa" ma UN OBBLIGO NORMATO E SANZIONATORIO se non lo si rispetta.

Allora ottieni due vantaggi. Il primo è che non sei piu' in balia degli umori del segretario X o Y, delle bizze del deputato W, dei casini del gruppo e/o corrente facente capo a K.

Certo, non puoi mettere TUTTO in una struttura del genere, ma le parti FONDAMENTALI ci devono stare. Bastano una dozzina di punti, QUALIFICANTI, PRECISI E DETTAGLIATI.

Il secondo vantaggio è che esci DEFINITIVAMENTE dalla logica delle "promesse" che magari poi ti trovi a non poter mantenere in base alle bizze del Turigliatto di turno e TOGLI il "pallino" del "decisionismo" reale dalle tasche del B.