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Re:Oriano
Kowalsky ha scritto:
Chi è che considerava Sartori 'autorevole e indipendente'??
Almeno nella list di Evangelisti spero nessuno (come nessuno spero parteggi per Boeri).
Sartori è, come del resto altri figuri tragicamente rivalutati a 'sinistra' esclusivamente in funzione di alcune esternazioni 'anti-berlusconiane' (Montanelli, Scalfaro), un liberal-conservatore.
Ovvio che faccia certi ragionamenti.
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Re:Oriano
vabbè, i commenti ulla list di Evangelisti li puoi ben immaginare!
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Re:Oriano
"Alla sua intensità massima produce l’uomo- bomba, il martire della fede che si fa esplodere, che si uccide per uccidere (e che nessuna altra cultura ha mai prodotto)."
Due nomi come esempio di tanti altri: Gaetano Bresci e Gavrilo Princip.
Un internazionalista e un nazionalista, nessuno dei due mussulmano, eppure hanno fatto la stessa cosa che avrebbe fatto un terrorista alqaedino di oggi. Compreso anche il suicidio: Princip subito dopo aver sparato tentò di suicidarsi con una fiala di cianuro che anche tutti gli altri del suo gruppo avevano. Bresci fu trovato impiccato in cella, forse suicida, forse no.
Cosa vuol dire questo.
Vuol dire che il metodo per creare quello che in gergo massonico si chiama " vendicatore " ( avenger ) non dipende da un particolare tipo di religione, o posizione politica, o filosofica, ma a tutte può essere applicato. Nessuno è immune.
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Re:Oriano
MarcoGhiotti ha scritto:
Citazione:
Quando si parla di comunità ebraica perfettamente integrata si intende il ghetto di Venezia ad opera della Chiesa di Roma oppure all'impossibilità culturale degli ultraortodossi yankee di mischiarsi con gli infedeli?
Perché una persona deve abusare della pazienza umana? Che beneficio ne trae esattamente?
Io farei lavorare in un asilo nido Sartori per qualche mese e fargli scoprire quanto in realtà le sue sfavillanti teorie antropologiche siano quotidianamente demolite dal comportamento dei bambini.
Stiamo parlando di adulti (anche Riina e Provenzano da bambini all'asilo erano tanto buoni e carucci, poi arriva l'influenza dell'ambiente) e stiamo parlando degli ebrei ad esempio che vivonoa Roma, Milano, Livorno (se ce ne sono ncora, ecc) che in Italia sono perfettamente integrati.
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Re:Oriano
iannis ha scritto:
Citazione:
MarcoGhiotti ha scritto:
Citazione:
Quando si parla di comunità ebraica perfettamente integrata si intende il ghetto di Venezia ad opera della Chiesa di Roma oppure all'impossibilità culturale degli ultraortodossi yankee di mischiarsi con gli infedeli?
Perché una persona deve abusare della pazienza umana? Che beneficio ne trae esattamente?
Io farei lavorare in un asilo nido Sartori per qualche mese e fargli scoprire quanto in realtà le sue sfavillanti teorie antropologiche siano quotidianamente demolite dal comportamento dei bambini.
Stiamo parlando di adulti (anche Riina e Provenzano da bambini all'asilo erano tanto buoni e carucci, poi arriva l'influenza dell'ambiente) e stiamo parlando degli ebrei ad esempio che vivonoa Roma, Milano, Livorno (se ce ne sono ncora, ecc) che in Italia sono perfettamente integrati.
E tu che ne sai: eri il maestro di quei due pargoli?
Non mi sento integrato io, che sono bianco, italiano e di gentori cristiani, e si devono sentire integrati loro? Va bene che io qualche turba psichica ce l'ho, lo ammetto, capirai che sorpresa, però tu manifesti troppa sicumera.
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Re:Oriano
MarcoGhiotti ha scritto:
Citazione:
iannis ha scritto:
Citazione:
MarcoGhiotti ha scritto:
Citazione:
Quando si parla di comunità ebraica perfettamente integrata si intende il ghetto di Venezia ad opera della Chiesa di Roma oppure all'impossibilità culturale degli ultraortodossi yankee di mischiarsi con gli infedeli?
Perché una persona deve abusare della pazienza umana? Che beneficio ne trae esattamente?
Io farei lavorare in un asilo nido Sartori per qualche mese e fargli scoprire quanto in realtà le sue sfavillanti teorie antropologiche siano quotidianamente demolite dal comportamento dei bambini.
Stiamo parlando di adulti (anche Riina e Provenzano da bambini all'asilo erano tanto buoni e carucci, poi arriva l'influenza dell'ambiente) e stiamo parlando degli ebrei ad esempio che vivonoa Roma, Milano, Livorno (se ce ne sono ncora, ecc) che in Italia sono perfettamente integrati.
E tu che ne sai: eri il maestro di quei due pargoli?
Non mi sento integrato io, che sono bianco, italiano e di gentori cristiani, e si devono sentire integrati loro? Va bene che io qualche turba psichica ce l'ho, lo ammetto, capirai che sorpresa, però tu manifesti troppa sicumera.
Intendo che la situazione dell'infanzia purtroppo non incide su quella della vita adulta. Sarebbe facile se fosse così. Non conta il tempo (a scuola e all'asilo magari si trascorre anche più tempo che a casa). Ho avuto una esperienza con i Rom, essendo per un certo periodo volontario. Alle elementari sembrano integrati e uguali ai bambini italiani (parlo di rom rumeni), poi pian piano emerge l'influenza del gruppo rom, con comportamenti sempre più simili a quelli degli adulti, peggiora il rendimento scolastico, fino all'abbandono.
Io per altro non chiedo neanche l'integrazione di nessuno, se fossi italiano all'estero (e per breve tempo lo sono stato) cercherei la compagnia di altri italiani come ho fatto, e la mozzarella, il babà, la pizza e una chiesa cattolica (esendo credente), ma naturalmente cercherei di rispettare la legge locale.
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Re:Oriano
iannis ha scritto:
Citazione:
Io per altro non chiedo neanche l'integrazione di nessuno, se fossi italiano all'estero (e per breve tempo lo sono stato) cercherei la compagnia di altri italiani come ho fatto, e la mozzarella, il babà, la pizza e una chiesa cattolica (esendo credente), ma naturalmente cercherei di rispettare la legge locale.
Devo dire che quando vado all'estero non ho una gran voglia di fare l'italiano o vedere altri italiani.. anche perchè generalmente sono zecche.. però anche io non mi sognerei mai di essere qualcosa di diverso da un italiano, di volere prendere delle decisioni al posto dei padroni di casa ecc.
Per esempio mi è piaciuta Istanbul, mi sentivo più a casa li che in Italia. Però con la disoccupazione che hanno, e il costo delle case, non accetterei mai di togliere un altro posto di lavoro e un altro appartamento a loro, sarebbe una vergogna. E anche se trovassi il modo di stabilirmi sul colle di Galata senza incidere sulla disponibilità di lavoro, non accetterei MAI la cittadinanza turca, ma continuerei a essere fino all'ultimo respiro un Italiano cui capita in quel momento di non trovarsi in Italia.
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Re:Oriano
Perseo ha scritto:
Citazione:
iannis ha scritto:
Citazione:
Io per altro non chiedo neanche l'integrazione di nessuno, se fossi italiano all'estero (e per breve tempo lo sono stato) cercherei la compagnia di altri italiani come ho fatto, e la mozzarella, il babà, la pizza e una chiesa cattolica (esendo credente), ma naturalmente cercherei di rispettare la legge locale.
Devo dire che quando vado all'estero non ho una gran voglia di fare l'italiano o vedere altri italiani.. anche perchè generalmente sono zecche.. però anche io non mi sognerei mai di essere qualcosa di diverso da un italiano, di volere prendere delle decisioni al posto dei padroni di casa ecc.
Per esempio mi è piaciuta Istanbul, mi sentivo più a casa li che in Italia. Però con la disoccupazione che hanno, e il costo delle case, non accetterei mai di togliere un altro posto di lavoro e un altro appartamento a loro, sarebbe una vergogna. E anche se trovassi il modo di stabilirmi sul colle di Galata senza incidere sulla disponibilità di lavoro, non accetterei MAI la cittadinanza turca, ma continuerei a essere fino all'ultimo respiro un Italiano cui capita in quel momento di non trovarsi in Italia.
Ovvio, io parlo di uno che si trasferisce all'estero pe rlavoro per lungo periodo. Ovvio che il turista anzi cerca di incontrare meno connazionali possibile, e magari anche chi va poco tempo, ad esempio il ragazzino che fa l'Erasmus e con snobismo malcelato dice di disprezzare il proprio Paese, pur comportandosi sempre da vero italiano, anche inconsapevolmente.
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Re:Oriano
Poi capita anche che per potersi permettere di studiare e campare, uno lavori come lavapiatti (alla faccia di chi taccia qualcuno di radical-chicchismo), ma debba ricevere una paga in nero, in terra straniera. E stranamente il datore di lavoro è italiano.
Quante cose capitano ad essere italiani all'estero. In realtà non sono io a dovermi vergognare di quel che sono, sono gli altri che dovrebbero farlo.
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Re:Oriano
MarcoGhiotti ha scritto:
Citazione:
Poi capita anche che per potersi permettere di studiare e campare, uno lavori come lavapiatti (alla faccia di chi taccia qualcuno di radical-chicchismo), ma debba ricevere una paga in nero, in terra straniera. E stranamente il datore di lavoro è italiano.
Quante cose capitano ad essere italiani all'estero. In realtà non sono io a dovermi vergognare di quel che sono, sono gli altri che dovrebbero farlo.
A mio fratello a Londra andò anche peggio. Lo presero in prova a lavorare una giornata in un fast-food, poi scaduta la prova dissero che non l'aveva superata e non gli diedero un soldo. Con questo sistema e la circolazione di carne fresca da lavoro che c'è a Londra si garantiscono un grosso risparmio sulla manodopera... economia razionale..
Però non mi sembra che fossero italiani quelli. Il fatto di applicare la Ragione all'Economia in effetti non è legato alla nazionalità.
Più circolazione di gente sradicata, più carne frsca da sfruttare col precariato e trucchetti meschini vari. Poi la Bossi-Fini disegnata apposta per lasciarli in territorio italiano, ma privi di difese legali contro gli sfruttatori. Era questo il discorso che avrei voluto da Sartori, altro che Islam.