Re:Pd: è il momento delle scelte
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
Guardate che a me l'ingresso dei privati, legato però alla realizzazione di piani di investimenti, mi fa benissimo.
Dipende, se fanno schizzare in alto le tasse ed escludono dalla ricerca scientifica gli ambiti meno redditizi, a me non fa benissimo per niente.
Citazione:
Però qui siamo di fronte a un'enorme presa per i fondelli perchè nella situazione attuale nessun ente (a parte situazioni limitate di eccellenza) avrà voglia di entrare nei cda universitari.
Non capisco perchè aziende e fondazioni dovrebbero investire in un sistema tendenzialmente arretrato, privo di strumenti, assolutamente slegato (ripeto, tranne luminose eccezioni) dal mondo del lavoro.
Se prima non si prova a far funzionare decentemente le nostre università (tra l'altro, siamo uno degli Stati con meno laureati in rapporto agli altri paesi OSCE, altro che balle sui troppi laureati, e tra l'altro, i laureati continuano a trovare lavoro di più e a avere retribuzioni più alte rispetto ai non laureati), è inutile parlare dei privati nei cda.
Anzi, è solo un modo (l'ennesimo) per mandare in vacca la questione
Questo è un altro importante aspetto della questione. Non l'unico, però.
Re:Pd: è il momento delle scelte
dinozzo ha scritto:
Citazione:
E quindi? lo so che è ineludibile ma è cmq intollerabile che uno a prescindere dal ricco o dal povero in 3 anni faccia 50 cfu.......Qua in Svizzera dove sto ora ti cacciano via dall'università........ io avrei in mente un sistema del genere
dinò', il problema è a monte: bisognerebbe proprio togliere da mezzo quasi tutti gli esami minori, ad eccezione delle materie d'indirizzo (che però si affrontano negli ultimi 2 anni, in genere).
Ci vorrebbero 3 anni di studi e 2 di tirocinio, con l'università che ti manda a farlo, senza che tu debba fare il giro delle sette chiese mendicando un posto da tirocinante.
Adesso invece abbiamo 5 anni di studi, con la necessità di inserire esami minori per allungare il brodo.
Re:Pd: è il momento delle scelte
Ma guardate che le nostre università non funzionano male....scindiamo le cose ..... le università italiane sanno ancora offrire una eccellente preparazione a livello "Undergraduate" .... lo dimostrano i tantissimi studenti di master e i dottorandi italiani che riescono a trovare posti all'estero .......il limite dell'università italiana è la scarsità di fondi per la ricerca in senso stretto......per i dottorati, la scarsità di infrastrutture e una certa disorganizzazione burocratica ....detto questo.....ben vengano anche finanziamenti privati ma la spesa statale nelle università deve cmq raggiungere almeno 1,5% del PIL, che non è un obbiettivo inarrivabile
Re:Pd: è il momento delle scelte
dinozzo ha scritto:
Citazione:
Ma guardate che le nostre università non funzionano male....scindiamo le cose ..... le università italiane sanno ancora offrire una eccellente preparazione a livello "Undergraduate" .... lo dimostrano i tantissimi studenti di master e i dottorandi italiani che riescono a trovare posti all'estero .......il limite dell'università italiana è la scarsità di fondi per la ricerca in senso stretto......per i dottorati, la scarsità di infrastrutture e una certa disorganizzazione burocratica ....detto questo.....ben vengano anche finanziamenti privati ma la spesa statale nelle università deve cmq raggiungere almeno 1,5% del PIL, che non è un obbiettivo inarrivabile
vero, ma c'è dell'altro: c'è anche, come dice giustamente Rallo, un forte scollamento rispetto al mondo del lavoro. Me ne rendo conto perché mi sono appena laureato e sto impazzendo per trovare un posto da tirocinante. Ora, è vero che sono laureato in una materia inflazionata (giurisprudenza) ma è altrettanto vero che nel momento in cui lo Stato mi fa studiare quella materia, allora mi deve anche mettere in condizione di applicarla nella pratica. Altrimenti la mia preparazione risulterà falsata.
Re:Pd: è il momento delle scelte
infame ha scritto:
Citazione:
dinozzo ha scritto:
Citazione:
Ma guardate che le nostre università non funzionano male....scindiamo le cose ..... le università italiane sanno ancora offrire una eccellente preparazione a livello "Undergraduate" .... lo dimostrano i tantissimi studenti di master e i dottorandi italiani che riescono a trovare posti all'estero .......il limite dell'università italiana è la scarsità di fondi per la ricerca in senso stretto......per i dottorati, la scarsità di infrastrutture e una certa disorganizzazione burocratica ....detto questo.....ben vengano anche finanziamenti privati ma la spesa statale nelle università deve cmq raggiungere almeno 1,5% del PIL, che non è un obbiettivo inarrivabile
vero, ma c'è dell'altro: c'è anche, come dice giustamente Rallo, un forte scollamento rispetto al mondo del lavoro. Me ne rendo conto perché mi sono appena laureato e sto impazzendo per trovare un posto da tirocinante. Ora, è vero che sono laureato in una materia inflazionata (giurisprudenza) ma è altrettanto vero che nel momento in cui lo Stato mi fa studiare quella materia, allora mi deve anche mettere in condizione di applicarla nella pratica. Altrimenti la mia preparazione risulterà falsata.
Come diceva Emanuele... il collegamento con il mondo del lavoro. Perchè lo Stato, ovvero il contribuente, dovrebbe trovarti il posto si lavoro se sei tu ad avere scelto di fare una facoltà inflazionata e di per sè slegata? Non ci sono stati test, non sei stato indirizzato da incentivi a fare quella facoltà, anzi, tutti sanno a 19 anni che alcune facoltà sono slegate dal mondo del lavoro e lo saranno sempre, diciamo la verità, solo che ognuno spera di essere il fortunato, 1 su 100, che uscito da lettere va a fare il copywriter in una multinazionale di successo. E' diritto loro provarci, ma da parte dello Stato non c'è alcun obbligo.
Diverso sarebbe se ci fossero test, con relativo sussidio al meritevole che lo abbia superato, barriere per le facoltà "inflazionate", incentivi per le facoltà utili ma poco scelte (ingegneria, ma informatica, non civile o ambientale ad es), allora sì, potremmo dire è lo Stato che ti fa fare in pratica quella facoltà e poi una certa responsabilità nell'aiutare nel lavoro ce la deve avere, ma ora come ora ognuno è lui solo responsabile delle proprie scelte e non può accusare nessuno se ha preso una facoltà che non vale nulla nel mondo del lavoro.
Re:Pd: è il momento delle scelte
dinozzo ha scritto:
Citazione:
Ma guardate che le nostre università non funzionano male
No, per favore, diciamoci le cose come stanno.
Tendenzialmente, (ripeto, tranne luminose eccezioni) l'università italiana è sclerotizzata, poco efficiente, per nulla collegata al mondo del lavoro, scarsamente capace di innovazione.
Tant'è che produce pochi laureati, in tempi mediamente più lunghi del resto d'Europa, spesso con poco know how, e tant'è che lo spread tra retribuzione dei laureati e dei non laureati non è così alto.
Tu dici coloro che vanno all'estero trovano lavoro. Guarda che mi stai dando ragione, perchè ciò significa che formazione e mondo del lavoro in Italia vanno meno d'accordo che altrove.
Attenzione, non sto dicendo che la colpa è solo del nostro sistema universitario, se no scadiamo nei luoghi comuni.
Basti, per dimostrare come la situazione sia complessa, il bellissimo lavoro di Eleonora Voltolina "La Repubblica degli Stagisti", a riprova di come il tutto si tenga benissimo con l'ingessatezza del nostro mercato del lavoro
Re:Pd: è il momento delle scelte
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
Guardate che a me l'ingresso dei privati, legato però alla realizzazione di piani di investimenti, mi fa benissimo.
Però qui siamo di fronte a un'enorme presa per i fondelli perchè nella situazione attuale nessun ente (a parte situazioni limitate di eccellenza) avrà voglia di entrare nei cda universitari.
Non capisco perchè aziende e fondazioni dovrebbero investire in un sistema tendenzialmente arretrato, privo di strumenti, assolutamente slegato (ripeto, tranne luminose eccezioni) dal mondo del lavoro.
Io mi facevo anche un'altra domanda sulla questione "privati".
che aziende volete che investano oggi su filosofia e lettere?
Re:Pd: è il momento delle scelte
iannis ha scritto:
Citazione:
Come diceva Emanuele... il collegamento con il mondo del lavoro. Perchè lo Stato, ovvero il contribuente, dovrebbe trovarti il posto si lavoro se sei tu ad avere scelto di fare una facoltà inflazionata e di per sè slegata? Non ci sono stati test, non sei stato indirizzato da incentivi a fare quella facoltà, anzi, tutti sanno a 19 anni che alcune facoltà sono slegate dal mondo del lavoro e lo saranno sempre, diciamo la verità, solo che ognuno spera di essere il fortunato, 1 su 100, che uscito da lettere va a fare il copywriter in una multinazionale di successo. E' diritto loro provarci, ma da parte dello Stato non c'è alcun obbligo.
Diverso sarebbe se ci fossero test, con relativo sussidio al meritevole che lo abbia superato, barriere per le facoltà "inflazionate", incentivi per le facoltà utili ma poco scelte (ingegneria, ma informatica, non civile o ambientale ad es), allora sì, potremmo dire è lo Stato che ti fa fare in pratica quella facoltà e poi una certa responsabilità nell'aiutare nel lavoro ce la deve avere, ma ora come ora ognuno è lui solo responsabile delle proprie scelte e non può accusare nessuno se ha preso una facoltà che non vale nulla nel mondo del lavoro.
Non è quello il punto. Ti ripeto che io ho il diritto di scegliermi la facoltà che voglio, se lo Stato me ne impone una piuttosto che un'altra diventa uno Stato etico e a me gli Stati etici non mi garbano.
Diciamo che lo Stato deve prepararmi al mondo del lavoro almeno per quelle facoltà i cui sbocchi naturali sono mestieri ben determinati (specialmente laddove sia richiesto un esame di abilitazione). La facoltà di lettere non ha uno sbocco naturale, ma la facoltà di giurisprudenza sì: può essere la professione legale come il lavoro nelle forze dell'ordine o nella pubblica amministrazione. L'università deve farmi capire come funzionano questi mestieri qui. Se non lo fa, quello che ho studiato risulta lettera morta.
Re:Pd: è il momento delle scelte
Che sia poco efficiente è un conto, ma dire che funziona male significa dire che ti da una preparazione inadeguata e con tutto il rispetto non è cosi, le università italiane non sono assolutamente facili anzi, che poi si portino dietro una serie di problemi organizzativi o dell'essere slegati dal mercato del lavoro quello è un altro paio di maniche, se in Italia ci fossero soldi e finanziamenti per fare ricerca la ricerca la si farebbe con proficui risultati vista la grande preparazione teorica......... ne ho viste tante di università italiane ed estere e non c'è mai stato un solo dico un solo decente straniuero che si sia lamentato della scarsa preparazione degli studenti italiani ovviamente mi riferisco ai meritevoli....perchè poi non nascondiamo la luna con un dito è pieno di incompetenti che sono andati avanti grazie alla possibilità di sostenere esami farsa ...... sgauzzando in quella porcheria che sono le tabelle di equipollenza ministeriale..........
Re:Pd: è il momento delle scelte
infame ha scritto:
Citazione:
iannis ha scritto:
Citazione:
Come diceva Emanuele... il collegamento con il mondo del lavoro. Perchè lo Stato, ovvero il contribuente, dovrebbe trovarti il posto si lavoro se sei tu ad avere scelto di fare una facoltà inflazionata e di per sè slegata? Non ci sono stati test, non sei stato indirizzato da incentivi a fare quella facoltà, anzi, tutti sanno a 19 anni che alcune facoltà sono slegate dal mondo del lavoro e lo saranno sempre, diciamo la verità, solo che ognuno spera di essere il fortunato, 1 su 100, che uscito da lettere va a fare il copywriter in una multinazionale di successo. E' diritto loro provarci, ma da parte dello Stato non c'è alcun obbligo.
Diverso sarebbe se ci fossero test, con relativo sussidio al meritevole che lo abbia superato, barriere per le facoltà "inflazionate", incentivi per le facoltà utili ma poco scelte (ingegneria, ma informatica, non civile o ambientale ad es), allora sì, potremmo dire è lo Stato che ti fa fare in pratica quella facoltà e poi una certa responsabilità nell'aiutare nel lavoro ce la deve avere, ma ora come ora ognuno è lui solo responsabile delle proprie scelte e non può accusare nessuno se ha preso una facoltà che non vale nulla nel mondo del lavoro.
Non è quello il punto. Ti ripeto che io ho il diritto di scegliermi la facoltà che voglio, se lo Stato me ne impone una piuttosto che un'altra diventa uno Stato etico e a me gli Stati etici non mi garbano.
Diciamo che lo Stato deve prepararmi al mondo del lavoro almeno per quelle facoltà i cui sbocchi naturali sono mestieri ben determinati (specialmente laddove sia richiesto un esame di abilitazione). La facoltà di lettere non ha uno sbocco naturale, ma la facoltà di giurisprudenza sì: può essere la professione legale come il lavoro nelle forze dell'ordine o nella pubblica amministrazione. L'università deve farmi capire come funzionano questi mestieri qui. Se non lo fa, quello che ho studiato risulta lettera morta.
L'università ti prepara anche, ma i mestieri da te citati sono già saturi, e non solo in Italia. Nella pubblica amministrazione le assunzioni sono, giustamente, bloccate, avvocati ce ne sono già troppi. Nel concreto giurisprudenza è come lettere.