Tranquilli non parlerò di stampa o affari in politica ma di un conflitto molto più elementare che non è disciplinato praticamente in nessuna democrazia parlamentare ma che viene scrupolosamente risolto attraverso l'etica politica, quella per intenderci che manca del tutto a Silvio Berlusconi.
Il nostro è l' unico raprresentante delle istituzioni della storia di qualsiasi nazione democratica che essendo rinviato a giudizio non si dimette.
Senza entrare nel merito di innocenza o colpevolezza e senza affrontare la "persecuzione giudiziaria" (se la magistratura è in grado di perseguitare il più ricco e potente dei politici non c'è scampo per nessuno e nessuna sentenza di nessun genere può essere definita giusta)occorre risalire ai principi elementari dello stato di diritto.
Berlusconi come tutti i cittadini è innocente fino a condanna definitiva. Ma è evidente che se c'è un processo esiste la possibilità che tale condanna venga pronunciata.
Questo è un rischio suo personale che non ha nessun diritto di estendere alla totalità dei cittadini (che l'abbiano votato oppure non non fa alcuna differenza. I cittadini hanno diritto ad essere governati da persone di specchiata onestà, il rischio, che domani scoprano che il governo è stato gestito da un delinquente non si può escludere a priori, ma si può confinare tra le ipotesi astratte in assenza di indagini o processi, mentre rientra nelle cose probabili al 50% in caso di processo.
Ecco perchè ovunque i politici appena indagati si dimettono. La loro posizione diventa automaticamente in conflitto con gli interessi dei cittadini i quali non devono dover sperare per forza che sia innocente, ma al contrario devono augurarsi, come in tutti gli altri casi, che giustizia sia fatta.
Del resto il rinvio a giudizio avviene "in nome del popolo italiano" (così come l'eventuuale condanna o assoluzione).
Come può il popolo italiano essere governato da uno che lo stesso popolo sta perseguendo per reati gravissimi?
Solo un popolo di imbecilli potrebbe....
A questo ci condanna Berlusconi, ad essere un popolo di imbecilli, e questo indipendentemente dal fatto che riesca a dimostrare la sua piena innocenza.
Siamo imbecilli se è innocente, doppiamente imbecilli se è colpevole.




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