Cito un post di Cerasa del Foglio che parla dei risultati del PD nelle città principali del Sud dove si è votato; risultato passeggero dovuto alla nota variabilità dei risultati del Meridione oppure legato al fatto che si trattasse di un voto amministrativo, oppure altre cause?
"Sulla strana scomparsa del Pd al sud
Dopo aver letto l’impressionante balzo indietro fatto dal Pd a Napoli (dove nel giro di tre anni appena è passato dal 35 per cento ottenuto nel 2008 al 16,5 per cento ottenuto alle ultime elezioni), mi sono chiesto, come molti altri (e qui c'è un bel pezzo di Tommaso Labate, sul riformista di ieri), se le performance negative del Partito democratico al sud d’Italia fossero un fenomeno circoscritto al solo caso napoletano o se invece il dato di Napoli rappresentasse il segnale di qualcosa di diverso che sta accadendo nel Pd a sud di Roma.
Ecco: diciamo che osservando i risultati ottenuti dal Pd in tutte le città più importanti del meridione (nelle province in particolare) e confrontandoli con il dato delle elezioni del 2008 (che erano politiche, e va bene, ma io credo che l’obiettivo minimo per il futuro del Pd debba essere quello di tornare a raggiungere il suo risultato migliore, e su questo non si dovrebbe discutere) l’impressione è questa: è vero che il Pd sta tornando su buoni livelli a Milano ma è altrettanto vero che a sud il Pd si trova in una situazione piuttosto imbarazzante.
Così, scorrendo qualche dato, si scopre che le uniche città in cui le cose non sono andate male, per il Pd, sono Barletta (26,9 per cento oggi, 30 per cento nel 2008) e Benevento (23 per cento oggi, 29 per cento nel 2008). Mentre per il resto i numeri sono davvero impressionanti.
A Catanzaro il Pd ha preso il 6 per cento (nel 2008 il 31). A Crotone il Pd è arrivato al 16 per cento (nel 2008 era al 39). A Cosenza 8 per cento (nel 2008 era al 34). A Reggio Calabria è al 9 per cento (nel 2008 era al 29). A Caserta il 9 per cento (nel 2008 era al 30). Per non parlare poi di Salerno: dove il candidato del centrosinistra ha stravinto al primo turno nel corso di un’elezione in cui il Pd, ufficialmente, neppure si è presentato, e in cui il candidato del centrosinistra ha fatto l’esatto opposto di quello che da mesi suggerisce Bersani. Bersani dice che, un domani, alle elezioni non metterà mai il suo nome sul simbolo del Pd, De Luca, invece, ha fatto l’opposto: niente simbolo del Pd e solo il suo nome. Il risultato lo conoscete tutti."




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