L'evidenza che Iannis non riconosce è che Berlusconi, a differenza degli altri leader delle destre europee, ha il monopolio assoluto del suo partito e dei media.
Siamo d'accordo che Sarkozy abbia fatto delle porcate come il rimpatrio (simbolico ma gravissimo) di qualche centinaio di Rom. Il problema è che se questo atto gli ha fatto guadagnare qualche elettore di Le Pen, gli ha fatto perdere il sostegno di un'ala del suo partito che lo ha indebolito contribuendo probabilmente alla sua prossima sconfitta.
Inoltre Sarkozy appena compie un'azione discutibile, è attaccato da media che sono in gran parte liberi e anzi lo attaccano spesso con una veemenza (per me che sono italiano) incredibile. Insomma Sarkozy compie mosse populistiche ma è inserito in un contesto che lo costringe a limitarsi e le denuncia alla luce del sole.
Berlusconi invece controlla il 90% dei media e dell'editoria italiana, e ha quindi il potere non solo di lasciarsi andare a qualunque trovata populistica, razzista, omofoba, maschilista o ingiusta socialmente, ma soprattutto di trasformarla grazie al suo arsenale mediatico in qualcosa di normale e di accettabile.
Per non parlare del partito che possiede, dove gli perdonano qualunque reato, bassezza, oscenità o grossolanità, senza che ci sia la minima dialettica democratica.
Per questo sbagli la tua analisi quando dici che Berlusconi fa quello che accade in tutto Europa: in nessun altro paese europeo la destra si allea con la nipote di un dittatore alleato di Hitler o con partiti che insultano gli immigrati.
Sicuramente Sarkozy ha già pensato ad allearsi con Le Pen, il problema è che nel suo partito esiste una democrazia che condannerebbe la sua scelta.
I partiti che hanno una democrazia al loro interno possono aiutare la democrazia del paese. Quelli in cui invece decide solo il capo, possono metterla gravemente in pericolo.




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