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Discussione: quo vadis PD ????

  1. #1
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    Predefinito quo vadis PD ????

    caro PD,</SPAN>
    L'ala cosiddetta "liberal", ma che più efficacemente si potrebbe definire neo-democristiana, con Veltroni al seguito (!!!),
    finirà certamente fra le braccia di Casini,
    seguirà certamente il sentiero di Rutelli.
    Ma penso che la loro intenzione è di farlo dopo le elezioni.
    Casini sa bene che questi liberali de noantri porterebbero molte sedie ma pochissimi voti.
    Casini preferirà quindi lasciarli nel PD come guastatori alla “Binetti”,
    farli eleggere nelle sue liste e cooptarli dopo in parlamento.
    Quindi, il momento di farli venire allo scoperto per poi metterli alla porta è adesso.
    Nel lasso di tempo che ci separa dalle elezioni.
    Dopo sarà tardi.
    Dopo anni di "ma anche" è ora che il PD si dia una linea politica.
    Il nostro elettorato vuole sapere dove intende andare il partito ed ha il diritto di saperlo.
    Casini è incompatibile con la stragrande maggioranza della base elettorale del partito:
    che al loft se ne rendano edotti ed agiscano di conseguenza.</SPAN>
    Ora, la risposta al quesito di cosa sarebbe successo al PD se si fosse andati ad elezione con una spaccatura così netta non è mai stata data. </SPAN>
    L’elettorato che da vincente sempre e sostiene la formazione di csx lo fa anche di fronte a nessun atto del PD in quella direzione. </SPAN>
    A maggio 2011 l’elettorato ha dimostrato cosa vuole ed il PD ci ha attaccato solo il cappello perché le vittorie di Milano e di Napoli vanno in direzione opposta di quello che vogliono i vari Fioroni, Letta e Veltroni. </SPAN>
    Comprendo che si voglia far finta di non vedere, ma il problema non cambia, …..sta sempre lì.</SPAN></SPAN>
    Ed è lì che sta il punto più significativo del fallimento delle classi dirigenti del centrosinistra. </SPAN>

    Il fatto di non aver avuto lo spessore di leader capaci di rispondere a quella chiara domanda di unità e di capacità di governo che viene dal basso. </SPAN>

    La costante di questi dirigenti è sempre stata quella di tradire le attese ed il mandato ricevuto dalla base. </SPAN>

    Per non farla lunga, mi riferisco a Bersani, che è l'ultimo, ma non l'unico, che è venuto meno all'investitura ricevuta. Ma lo stesso potrei dire di Veltroni e, prima di lui, dei vari D'Alema, Fassino, Rutelli ecc. </SPAN>

    Il senso della sua candidatura alle primarie era chiaro. Dopo il fallimento della "vocazione maggioritaria" Veltroniana, il suo impegno era quello di ricostruire una più solida alleanza di centrosinistra. </SPAN>

    Era un po' un ritorno alle origini, dopo l'ubbriacatura "modernista" delle promesse di rinnovamento clamorosamente mancate di Veltroni. </SPAN>

    Dopo i Calearo, i Colaninno e le varie operazioni di facciata dei "ma anche" veltroniani, la promessa era quella di un ritorno ai fondamentali. </SPAN>

    Mi rimase impressa la frase di Bersani, alla presentazione della sua mozione, che postulava il "recupero della parola sinistra". </SPAN></SPAN>

    Bene.</SPAN>
    Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti che anche Bersani, al pari di tutti glia altri, non ha fatto nulla di ciò che aveva annunciato. </SPAN>

    Non c'è ancora un'alleanza. </SPAN></SPAN>
    Nè tanto meno un programma di governo condiviso. Non un progetto degno di questo nome. </SPAN>
    Quello che c'è è il solito barcamenarsi giorno per giorno, in piena continuità con la vocazione opportunistica di questa classe dirigente.</SPAN></SPAN>
    C'è una caratteristica abbastanza costante nell'elettorato di centrosinistra e del PD in particolare.
    Ed è la voglia di unità, del superamento delle divisioni, per avere finalmente un governo alternativo alla destra. </SPAN>

    E' una voglia di unità non solo basata sull'anti-berlusconismo, come molti detrattori vogliono far credere.
    Essa è basata piuttosto sull'esigenza di non essere rappresentati dalle varie forme di razzismo, dal trionfo dei furbi e degli spregiudicati, dalla parte peggiore del nostro essere italiani.
    E' quella parte che a più riprese ha dato chiari segnali su alcuni valori fondamentali su cui è possibile sentirsi uniti, come la pace ed il ripudio della guerra (ricordate le manifestazioni in tal senso inequivocabili durante la guerra in Iraq?), la solidarietà e l'accettazione delle diversità, contro ogni forma di intolleranza e di violenza. </SPAN>

    E' quella parte che non ha dubbi quando c'è da scegliere tra Vendola, pur al di là del partito (sostanzialmente minoritario) che rappresenta, e Boccia, espressione della nomenklatura di partito.
    O che sceglie il "moderato" Pisapia rispetto alle ambiguità di Boeri.
    Che punisce duramente il partito a Napoli quando a rappresentarlo sono gli eredi di Bassolino o della Jervolino. </SPAN>
    Che sceglie Doria a Genova.</SPAN>

    E' una forza forse non maggioritaria, ma certamente capace di farsi sentire e di coinvolgere quando viene correttamente mobilitata.
    Questa è la base, che dovrebbe essere rappresentata da vertici che portano avanti queste idee , le "correnti" dovrebbero adeguarsi , accodarsi, invece rimaniamo sotto ricatto o ci propongono l'udc , o "ma anche" la grande ammucchiata . </SPAN>
    ici alla chiesa ? già la Bindi con l'orticaria. </SPAN>
    voto contro privilegi della "casta" ? hanno votato solo 21 di IDV ... </SPAN>
    etc...etc... </SPAN>
    la credibilità persa è persa, e certo non la recuperi con altre false promesse. </SPAN>
    il corpo elettorale è esausto, esaurito, sconfortato. </SPAN>
    il livello di indignazione e sfiducia dice che sono finiti i tempi in cui si crede per fede o per ideologia, si crede solo per tornaconto ed emerge solo il peggio. </SPAN>
    questa "non politica" ha ucciso la voglia di credere che un modo onesto di condurre la cosa pubblica sia possibile . </SPAN></SPAN>

    Ma se siamo destinati a rappresentare tutti e nessuno e a fare riemergere una destra inguardabile non è meglio una botta di orgoglio che almeno renderebbe visibile e chiaro quello che siamo ? </SPAN>
    dobbiamo fare un altro programma in cui ci sono 100 cose favolose, moderne e convincenti che poi gli alleati , quando non i nostri stessi rematori contro, ci bocciano riducendo il tutto all'ennesima farsa? alla gestione dell'emergenza? al solito volevo ma non ho potuto ? </SPAN>
    No grazie, io non ci sto. </SPAN>
    se mi chiedete per chi voterò non lo so , certo non un programma troppo mediato da alleanze centriste. </SPAN>
    ma tanto del programma non ne parla nessuno, lo dovrebbero aggiornare ogni ora , troppa fatica.</SPAN></SPAN>

    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------</SPAN>
    "I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, alcuni grandi giornali. Oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito. Tutto è lottizzato e spartito. Tutte le operazioni che le diverse istituzioni sono chiamate a compiere sono viste prevalentemente in funzione dell'interesse di partito e di corrente e del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se procura vantaggi di clientela, un'autorizzazione viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi. La situazione è drammatica".</SPAN>
    Enrico Berlinguer-1981-da una intervista a Repubblica</SPAN>
    ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------</SPAN>
    La cosa peggiore che addebito al PD,</SPAN>
    oltre al misfatto di voler affamare i pensionati e ridurre alla disperazione i lavoratori in genere con la riforma “Fornero” votata in parlamento,</SPAN>
    è il fatto di avermi tolto il sogno di vivere in un'Italia migliore con gli ideali del partito che hanno votato i miei nonni, i miei genitori e che io ho votato per una vita, e non solo di aver lasciato la “questione morale” al punto dove l’aveva sollevata Berlinguer, ma di aver accettato che molti dei nostri politici si adagiassero nel malcostume.</SPAN>
    Ho seguito tutto il calvario di perdita di valori che dalla svolta della Bolognina ha portato il PCI a diventare PD.</SPAN>
    Ora mi ritrovo a sostenere un partito di plastica, un partito di voltagabbana e non posso farci nulla,</SPAN>
    posso solo assicurare che io non morirò democristiano.

    aloha.

    </SPAN>

  2. #2
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    Ieri ho visto sul Tg7 il servizio sulla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.
    Il presidente Giampaolino ha ancora una volta descritto la drammaticità del fenomeno della corruzione e dei suoi impatti economici e sociali. E' la maggiore causa della crisi economica e politica del paese. Lo stesso presidente ha sottolineato che è impossibile riavviare la crescita del PIL finchè tale fenomeno rimarrà alle attuali dimensioni.

    Seduti di fronte a lui c'erano tutti i rappresentanti delle istituzioni e dei partiti, compeso un imperturbabile Bersani insieme a tutti gli altri.

    Mi sarebbe piaciuto vedere un'irruzione alla Piero Rica, che gridasse a quei signori: GUARDATE CHE STA PARLANDO DI VOI

    Caro adelmo

    a proposito di quo vadis PD??? Se non si parte da qui tutto il resto sul rinnovamento dei partiti è fuffa.

  3. #3
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    Predefinito

    caro mariok,
    come diceva Giorgio Gaber:
    "non ho paura del Berlusconi in se,ho paura del Berlusconi in me"
    nel senso che ,seppur si spera che Berlusconi sparisca definitivamente dalla scena politica,
    il berlusconismo ha provocato tanti danni anche nella "nostra" classe dirigente.

    segnalo e linko questo bell'articolo di Cesare Damiano:

    http://cesaredamiano.files.wordpress...-laburista.pdf

    che non posto per intero perchè è in formato PDF eppoi non saprei se in questo forum è consentito postare articoli presi dalla stampa...
    ora vado a rileggermi le regole di partecipazione.
    aloha.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio
    caro mariok,
    come diceva Giorgio Gaber:
    "non ho paura del Berlusconi in se,ho paura del Berlusconi in me"
    nel senso che ,seppur si spera che Berlusconi sparisca definitivamente dalla scena politica,
    il berlusconismo ha provocato tanti danni anche nella "nostra" classe dirigente.

    segnalo e linko questo bell'articolo di Cesare Damiano:

    http://cesaredamiano.files.wordpress...-laburista.pdf

    che non posto per intero perchè è in formato PDF eppoi non saprei se in questo forum è consentito postare articoli presi dalla stampa...
    ora vado a rileggermi le regole di partecipazione.
    aloha.
    è consentito non ti preoccupare...

    e nel merito voglio dire da grande antiberlusconiano da sempre che non tutto il messaggio era sbagliato (anche per questo aveva successo e non solo perché aveva le tv)
    erano corrette delle cose che rischiamo di perdere.
    Una generazione moralista si sta facendo avanti di indignati, perbenisti, bigotti mai visti, che quando vedono la farfallina della belen scrivono che si vergognano di essere donne perché esistono le donne come belen o si vergognano di essere uomini perché esistono uomini che sbavano dietro belen...

    in questo più che di ogni altra cosa ha fallito berlusconi
    no non è stato solo un monopolista illiberale ed ipocrita pur proclamandosi liberale (e questo ha fatto dei danni enormi perché la gente adesso pensa che essere liberale vuol dire pensarla come berlusconi ed è invece l'opposto) ma ha fatto qualcosa di ancora peggio: ha dato fiato a tutte le mamme dei "robertini" italiani che sono il vero peso di questa nazione

    basta moralismi e savonarolismi. Libertà, di fare, di pensare di mostrarsi e di guardare, ma mai libertà di limitare la libertà altrui, questo ci vorrebbe e questo, che avrebbe dovuto essere il credo del partito liberale di massa, è stato tradito in primis.
    La corruzione ed il resto sono solo conseguenze di una politica affogata nell'ipocrisia e nel medievalsmo

  5. #5
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    L'ex ministro Cesare Damiano è persona rispettabile ed equilibrata. Le sue considerazioni sulle scelte che un partito come il PD è chiamato a fare in tema di welfare sono in buona parte condivisibili e di buon senso.

    Mi sembra tuttavia che questo sia solo un aspetto del problema riguardante il profilo del PD e più in generale le strategie politiche della sinistra.

    Nel discorso di Damiano, così come in gran parte del centrosinistra, c'è un grande assente: quello dell'inceppamento dei processi economici in Italia, solo parzialmente dovuto alla crisi mondiale ed in buona parte ad essa precedente.

    Con un indice di occupazione tra i più bassi d'Europa, con punte di appena il 40% in alcune province meridionali, è impossibile pensare di mantenere un accettabile livello di stato sociale.

    Le motivazioni di tale situazione sono molteplici ma credo che è soprattutto sull'analisi delle cause dell'ormai cronica incapacità del nostro sistema economico di produrre occupazione che si misurano le diverse politiche di destra e di sinistra.

    A me sembra che uno dei punti fondamentali discenda dalla constatazione che in generale nell'attuale scenario globale, ma soprattutto nel nostro paese, senza un forte intervento dello Stato, in forme diverse, la nostra economia sia condannata ad un inesorabile declino.

    D'altra parte è un fatto che nel miglior periodo della nostra storia recente, quella del cosiddetto miracolo economico degli anni '50 e '60, la presenza pubblica in tutti i settori strategici fosse essenziale e determinante.

    Non che pensi che la ricostituzione di un ministero delle partecipazioni statali rappresenti la soluzione dei problemi.

    Ma di qui a dire che pubblico deve essere necessariamente sinonimo di spreco ed inefficienza e che modernizzare significa privatizzare, ce ne corre.

    E qui la questione ci rinvia al tema della corruzione e dell'illegalità dilaganti, che non possono essere derubricate a problema moralistico.

    Di fronte ad un fenomeno che implica costi dell'ordine dei 60 miliardi di € l'anno (quasi 4 punti di Pil), a pratiche consolidate che hanno portato alla dissipazione ed alla dismissione dei maggiori asset in tutti i settori strategici, all'impossibilità di mantenere, come avviene in molti paesi "civili", alcuni servizi essenziali come la sanità e i trasporti nella sfera del pubblico senza finire in bancarotta, penso che non sia una pretesa giustizialista o illiberale porsi seriamente il problema di ridurne la portata ed i conseguenti danni.

    Così come rispetto una destra "normale" come oggi rappresentata da Monti, laicamente mi permetto di sostenere che le sue ricette sono inadeguate a risolvere i problemi drammatici di crescita delle diseguaglianze e di arretramento delle condizioni di vita di strati crescenti della società cui stiamo assistendo da almeno venti anni.

    Nè credo che possa avere un senso una politica di sinistra, di cui si avverte oggi più che mai la necessità, appiattita a ricette neo-liberiste basate sulle capacità taumaturgiche del mercato e della libera concorrenza.
    "
    Ma è d'altra parte innegabile che nessuna politica di "sinistra" è praticabile se non si affronta a monte la questione della legalità democratica e del controllo sulla correttezza e trasparenza nel governo della cosa pubblica.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da gianluca.borrelli Visualizza Messaggio
    è consentito non ti preoccupare...

    Una generazione moralista si sta facendo avanti di indignati, perbenisti, bigotti mai visti, che quando vedono la farfallina della belen scrivono che si vergognano di essere donne perché esistono le donne come belen o si vergognano di essere uomini perché esistono uomini che sbavano dietro belen...
    sono sostanzialmente d'accordo con quanto scrivi.
    sullo specifico argomento "farfallina di belen" (che io non ho guardato in diretta che Sanremo sono ormai lustri che lo by-passo) mi permetto una piccola nota che mi ha stupito.
    l'Unità on-line ha dedicato un servizio fotografico con tanto di ingrandimenti inguinali per verifcare se la suddetta angelica creatura avesse o non avesse lo slip.
    ora...
    che lo faccia Eva 3000 ci sta...
    ma che lo faccia il giornale fondato da Gramsci...è un ulteriore conferma che:

    ""non ho paura del Berlusconi in se,ho paura del Berlusconi in me"

    è quantomai vero.


  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio
    sono sostanzialmente d'accordo con quanto scrivi.
    sullo specifico argomento "farfallina di belen" (che io non ho guardato in diretta che Sanremo sono ormai lustri che lo by-passo) mi permetto una piccola nota che mi ha stupito.
    l'Unità on-line ha dedicato un servizio fotografico con tanto di ingrandimenti inguinali per verifcare se la suddetta angelica creatura avesse o non avesse lo slip.
    ora...
    che lo faccia Eva 3000 ci sta...
    ma che lo faccia il giornale fondato da Gramsci...è un ulteriore conferma che:

    ""non ho paura del Berlusconi in se,ho paura del Berlusconi in me"

    è quantomai vero.

    E' tutto giusto.

    A me sembra che l'obbiettivo sia chiaramente quello di farci parlare della "farfallina di belen" anche per dire che non se ne dovrebbe parlare e ci stanno riuscendo alla grande.

    Infatti anche qui siamo partiti da Giampaolino e i 60 miliardi all'anno di corruzione e siamo finiti a Sanremo.

    Missione compiuta

  8. #8
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    di Paolo Flores d'Arcais | 19 febbraio 2012

    Lesti contro i pensionati, lenti contro i corrotti

    Non ci piacciono le manette, proprio per nulla, e “giustizialisti” è solo l’etichetta che i tifosi della criminalità impunita affibbiano a noi garantisti coerenti, solo perché prendiamo sul serio la “legge eguale per tutti”, e quindi esigiamo che il politico ladro venga punito come lo scippatore di strada (in genere il primo ruba mille o diecimila volte di più), anziché ossequiato con una cuccia dorata in Parlamento. Che però ci sia un’alternativa alle manette, dipende solo da voi, signori delle tessere e degli inciuci, soloni delle nomenklature, sepolcri imbiancati di una politica che avete infangato a cricca e menzogna.

    In Germania un presidente della Repubblica si dimette per un prestito a tasso agevolato (di cui si dichiara innocente), il più potente dei ministri lo aveva preceduto per qualche pagina di tesi di laurea plagiata, negli Usa era accaduto per i contributi non versati a una colf, in Inghilterra per un rimborso spese non giustificato, e si potrebbe continuare con una litania di “peccati veniali” che nelle democrazie non berlusconizzate sono considerati invece vulnus capitale, da dimissioni immediate. Lo aveva fatto anche Helmut Kohl, che pure la storia ricorderà per aver riunificato le Germanie.

    L’alternativa alle manette c’è, esimi Alfano, Casini, Bersani e altri Bossi o Maroni, si chiama “sanzione dei propri pari”, se scatta pronta e automatica come un riflesso pavloviano rende il “giustizialismo” superfluo, batte in breccia ogni “sconfinamento” della magistratura (altra leggenda), sana la questione morale prima che nasca. L’avete mai praticata, questa virtù altrove considerata un ovvio abc dell’attività politica? Si è mai udito dal colle più alto un “alto monito”che la imponesse? Ecco perché restano solo le manette. A causa del vostro ottuso “perseverare diabolico” nella melma della reticenza omertosa, che vivete come melassa di privilegio: “Cane non morde cane”.

    Vent’anni fa Mani Pulite scoperchiava la cloaca di Tangentopoli. Avete combattuto i magistrati anziché i vostri colleghi collusi e gli imprenditori della corruzione sistemica. Il risultato è che la Corte dei Conti (non esattamente un soviet insurrezionale) l’altro giorno ha solennizzato che ogni anno gli italiani vengono derubati di 60 miliardi per corruzione e 120 per evasione fiscale. Una ricchezza gigantesca, rapinata ai cittadini onesti per vostra opera od omissione. Un governo appena decente, soprattutto se è stato più lesto di Speedy Gonzales nel togliere il companatico ai pensionati, considererebbe questa l’unica vera emergenza. Invece traccheggia. Usque tandem?

    Il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2012

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...tro-i-corrotti

  9. #9
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    La tendenza al non rispetto delle regole, alle corporazioni ed alla corruzione sono presenti in tutte le latitudini del mondo.
    In Italia sono caratteristiche molto diffuse, per tante ragioni storiche. Ma....non è un'esclusiva del centrodestra, direi anzi che è equamente distribuita; anche se i ricchi ovviamente fanno piu' danni. E anche la lotta a queste disfunzioni è equamente distribuita...

  10. #10
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    Credo che sul fenomeno della corruzione, nelle sue varie articolazioni pubbliche e private, che riguardano non solo la concussione, ma anche la corruzione in senso stretto, l'abuso d'ufficio, i conflitti d'interesse e tutto ciò che gli americani chiamano "business ethics", andrebbe fatto un cambio di paradigma radicale.

    La questione non può essere posta in termini solo morali, o peggio moralistici. Essa va affrontata come un qualunque altro problema che impatta sullo sviluppo e la tenuta economica del paese.

    E' inutile e sospetto rivendicare o rinfacciarsi reciprocamente presunte superiorità morali. L'importante è quello che si propone da un punto di vista legislativo e di "best practice" per affrontare un problema che vale 60 miliardi all'anno (oltre una serie di altre implicazioni non facilmente quantificabili).

    Nel mondo anglosassone, dove la riforma protestante ha prodotto una cultura molto più rigorosa rispetto alle ipocrisie e le ambiguità della nostra controriforma cattolica, ci sono meno leggi, ma più principi, autoregolamentazioni, cosiddette "policies" molto severe in quasi tutte le maggiori aziende ed agenzie governative.

    Nel nostro mondo abbiamo forse bisogno di maggiori prescrizioni legislative. Ma in ogni caso occorre innanzitutto che il problema venga riconosciuto, analizzato e liberato dalle strumentalizzazioni che servono solo ad evitare di affrontarlo concretamente.

    Da questo punto di vista il panorama politico è desolante. I più "giustizialisti" come Idv e grillini non vanno oltre un ddl che inibisca l'eliggibilità dei condannati in cassazione per reati contro la PA. Cosa giusta ed auspicabile, che pure incontra formidabili resistenze, ma ben poca cosa.

    Alcune cose semplici da fare prioritariamente sono ormai stranote e sollecitate da "esperti" del settore a livello sia nazionale che internazionale. Basta solo portarle avanti.

    E dovremmo essere noi elettori a premere sui nostri riferimenti politici perché in materia si passi una buona volta dalle chiacchiere ai fatti, senza furbizie e demagogie che sono ormai abbastanza scoperte.

 

 
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