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  1. #1
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    Predefinito Questi li vedo molto bene in galera

    In un paese civile e democratico questi signori starebbero bene solo in un posto secondo me: in galera

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/02/21/news/no_tav_caselli_contestato_urla_e_insulti_la_polizi a_carica-30284163/

    Si sono presentati in un centinaio per contestare il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli invitato dal sindaco Vincenzi a Genova il suo ultimo libro "Attacco alla giustizia".

    A Milano le proteste avevano costretto gli organizzatori a cancellate
    l'appuntamento
    alla libreria Feltrinelli e fatto dire al magistrato che "un clima di odio vuole farmi tacere". A Genova l'incontro c'è stato nella sala dorata di Tursi, ma fuori, per la strada, i giovani anarchici e dei centri sociali hanno scritto "Caselli boia" sulle facciate dei palazzi e sui monumenti, infranto i vetri delle finestre, scaraventato le transenne contro gli agenti.

    Il gruppo dei No Tav accusa il magistrato di voler criminalizzare il movimento con i recenti arresti per gli scontri nell'estate scorsa in Val di Susa (a Marassi è imprigionato uno dei 26 attivisti arrestati).


    In Via Garibaldi, davanti al palazzo comunale dove si svolgeva l'incontro con il magistrato, i manifestanti hanno mostrato uno striscione dove hanno scritto: "Caselli: Tav? Baciamo le mani. Liberi subito tutti". Un intero pattuglione di agenti in assetto antisommossa ha blindato la strada e i vicoli che, dalla Maddalena, risalgono verso palazzo Tursi.

    E' scoppiata una bomba carta, poi un gruppo di facinorosi è sfuggito al controllo dei militari e ha raggiunto il palazzo della Prefettura. Ha lanciato un paio di bottiglie contro le finestre. L'intenzione era colpire gli uffici governativi: in realtà le finestre infrante sono quelle degli uffici di Circuito Cinema Genova. Gli agenti hanno caricato i manifestanti

    Dispersi dagli agenti, gli attivisti hanno usato le bombolette spray per sporcare le facciate di via San Lorenzo e il monumento di Vittorio Emanuele II in piazza Corvetto: "Caselli boia". "Morte ai re". "Via le truppe dalla Val di Susa". "No Tav liberi".

    gelido il commento del magistrato: "Se uno si limita a protestare, fa quello che la democrazia gli consente, ma dare del boia a un magistrato o a un poliziotto non è simpatico e non mi pare un granchè democratico. Ieri abbiamo annullato l'iniziativa di Milano - spiega Caselli - perchè si svolgeva in una situazione logistica che esponeva la gente perbene a una circolazione non di idee, ma di qualcos'altro di meno simpatico.
    Oggi la situazione era diversa: l'incontro c'è stato".

    E poi ha aggiunto, in risposta alle accuse che gli rivolgono gli attivisti No Tav: "Il pm è il primo anello di una sequenza che poi prevede il gip e ora ci sono tre ordinanze del tribunale della Libertà. In uno stato di diritto si tenga conto anche di questo"

  2. #2
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    con Caselli sempre e comunque e questa feccia schifosa non merita alcun rispetto/simpatia/attenzione

    e Grillo con le sue parole rafforza la mia convinzione:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...rristi/193046/

  3. #3
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    per la serie:

    "questi li vedo molto bene in galera"

    trasmettiamo:

    "anche questa..."
    ------------------------------------------------------------------------------------

    La Fornero chiude un sito internet. Il delirio e la censura .

    E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet.

    “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet <!-- m -->http://www.dplmodena.it<!-- m -->“.

    E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.

    Un’iniziativa, quella del Ministro Fornero, politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima, sbagliata del metodo e nel merito.

    Cominciamo dal metodo.
    Quale che fosse il contenuto di talune delle pagine web
    – evidentemente invise al Ministro del lavoro –
    è evidente che nulla giustifica la chiusura di un intero sito internet per ottenerne la rimozione dallo spazio pubblico telematico.

    E’ esattamente come chiudere un giornale a seguito della pubblicazione di un articolo che si ritiene
    – a torto o a ragione – diffamatorio.
    Anzi, peggio.
    E’ come chiudere un ufficio pubblico perché uno dei dipendenti, funzionari o utenti che lo frequentano si è lasciato andare a qualche considerazione ritenuta inopportuna dal Ministro.

    Il sito internet della Direzione provinciale del lavoro di Modena, rendeva accessibili al pubblico
    – un pubblico di oltre 18 milioni di utenti –
    migliaia di informazioni e documenti preziosi per i cittadini che ne visitavano le pagine.

    Per convincersene è sufficiente visitare alcune delle pagine del sito ancora accessibili nonostante la censura ministeriale:
    notizie relative ai diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione,
    informazioni e commenti relativi alla riforma del sistema pensionistico, pagine dedicate alle opportunità di lavoro per gli extra-comunitari o al rinnovo del permesso di soggiorno,
    solo per fare qualche esempio.

    Centinaia di migliaia di contenuti sui quali si è abbattuta la mannaia censorea del Ministro Fornero.

    Se la pubblicazione di taluni dei contenuti pubblicati sul sito era, davvero, illegittima
    – circostanza della quale è almeno lecito dubitare –
    il Ministero avrebbe potuto – a tutto voler concedere – dare al proprio ufficio indicazioni per la modifica o, a tutto voler concedere, per la rimozione.

    Ordinare la chiusura di un sito internet è un gesto dettato o da un delirio di onnipotenza di un Ministro
    – e/o di un suo dirigente –
    che ritiene, evidentemente, di essere padrone dell’informazione o da una tanto profonda ignoranza delle dinamiche di circolazione dell’informazione online da risultare grave almeno tanto l’ipotesi del delirio di onnipotenza.

    E veniamo al merito.
    “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo”.

    E’ questa la motivazione con la quale il Ministro del Lavoro ha disposto la chiusura del sito.
    E’ uno scherzo?
    Un pesce d’aprile arrivato in ritardo?

    Se così non fosse saremmo dinanzi ad uno dei più gravi attentati alla libertà di informazione ad opera di un Governo dal ventennio fascista ad oggi. Un provvedimento che ben avrebbe potuto portare la firma del Ministro per la propaganda di Mussolini o di quello dell’informazione di Saddam Hussein.

    “Rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali” è, infatti, solo una parafrasi per dire che il Ministro non gradisce la diffusione e pubblicazione di notizie ed informazioni difformi dalle proprie. Fuori dal linguaggio istituzionale, il Ministro sta dicendo che non ammette che sulle pagine di un sito ricollegabile – in senso lato – al proprio Ministero siano pubblicate critiche ed opinioni contrarie alla propria azione di governo ed al modo di presentarla unilateralmente prescelto dal Ministro e dal suo staff.

    E’ un modo di guardare alla politica, al governo ed alla democrazia degno di un tiranno di altri tempi o del leader militare di una qualche dittatura anti-democratica:
    ci si sottrare al confronto, alla critica ed al dialogo a colpi di censura ed ordini di cancellazione di informazioni e contenuti sgraditi.

    E’ questa l’idea di sviluppo sociale e democratico che guida l’azione del Ministro Fornero?
    E’ urgente che il Premier chiarisca la sua posizione al riguardo, prenda le distanze dal gesto del suo Ministro e la inviti, senza ritardo, a rassegnare le sue dimissioni.
    Non c’è miracolo economico né riforma del sistema del lavoro
    – ammesso anche che il Governo dei professori stia lavorando bene per perseguire tali obiettivi –
    che abbia un senso, se il prezzo da pagare è quello di accettare di risvegliarci in un Paese meno democratico e meno libero di quello nel quale abbiamo vissuto sino qui.


    <!-- m -->http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04 ... ra/203115/<!-- m -->

    ---------------------------------

    questo è un atto di fascismo allo stato puro.
    a quando la censura di testate giornalistiche,programmi TV e forum come questo ???
    e che cazzo sta facendo il Presidente della Repubblica ???
    perchè non è ancora intervenuto ???

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio



    per la serie:

    "questi li vedo molto bene in galera"

    trasmettiamo:

    "anche questa..."
    ------------------------------------------------------------------------------------

    La Fornero chiude un sito internet. Il delirio e la censura .

    E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet.

    “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet <!-- m -->http://www.dplmodena.it<!-- m -->“.

    E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.

    Un’iniziativa, quella del Ministro Fornero, politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima, sbagliata del metodo e nel merito.

    Cominciamo dal metodo.
    Quale che fosse il contenuto di talune delle pagine web
    – evidentemente invise al Ministro del lavoro –
    è evidente che nulla giustifica la chiusura di un intero sito internet per ottenerne la rimozione dallo spazio pubblico telematico.

    E’ esattamente come chiudere un giornale a seguito della pubblicazione di un articolo che si ritiene
    – a torto o a ragione – diffamatorio.
    Anzi, peggio.
    E’ come chiudere un ufficio pubblico perché uno dei dipendenti, funzionari o utenti che lo frequentano si è lasciato andare a qualche considerazione ritenuta inopportuna dal Ministro.

    Il sito internet della Direzione provinciale del lavoro di Modena, rendeva accessibili al pubblico
    – un pubblico di oltre 18 milioni di utenti –
    migliaia di informazioni e documenti preziosi per i cittadini che ne visitavano le pagine.

    Per convincersene è sufficiente visitare alcune delle pagine del sito ancora accessibili nonostante la censura ministeriale:
    notizie relative ai diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione,
    informazioni e commenti relativi alla riforma del sistema pensionistico, pagine dedicate alle opportunità di lavoro per gli extra-comunitari o al rinnovo del permesso di soggiorno,
    solo per fare qualche esempio.

    Centinaia di migliaia di contenuti sui quali si è abbattuta la mannaia censorea del Ministro Fornero.

    Se la pubblicazione di taluni dei contenuti pubblicati sul sito era, davvero, illegittima
    – circostanza della quale è almeno lecito dubitare –
    il Ministero avrebbe potuto – a tutto voler concedere – dare al proprio ufficio indicazioni per la modifica o, a tutto voler concedere, per la rimozione.

    Ordinare la chiusura di un sito internet è un gesto dettato o da un delirio di onnipotenza di un Ministro
    – e/o di un suo dirigente –
    che ritiene, evidentemente, di essere padrone dell’informazione o da una tanto profonda ignoranza delle dinamiche di circolazione dell’informazione online da risultare grave almeno tanto l’ipotesi del delirio di onnipotenza.

    E veniamo al merito.
    “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo”.

    E’ questa la motivazione con la quale il Ministro del Lavoro ha disposto la chiusura del sito.
    E’ uno scherzo?
    Un pesce d’aprile arrivato in ritardo?

    Se così non fosse saremmo dinanzi ad uno dei più gravi attentati alla libertà di informazione ad opera di un Governo dal ventennio fascista ad oggi. Un provvedimento che ben avrebbe potuto portare la firma del Ministro per la propaganda di Mussolini o di quello dell’informazione di Saddam Hussein.

    “Rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali” è, infatti, solo una parafrasi per dire che il Ministro non gradisce la diffusione e pubblicazione di notizie ed informazioni difformi dalle proprie. Fuori dal linguaggio istituzionale, il Ministro sta dicendo che non ammette che sulle pagine di un sito ricollegabile – in senso lato – al proprio Ministero siano pubblicate critiche ed opinioni contrarie alla propria azione di governo ed al modo di presentarla unilateralmente prescelto dal Ministro e dal suo staff.

    E’ un modo di guardare alla politica, al governo ed alla democrazia degno di un tiranno di altri tempi o del leader militare di una qualche dittatura anti-democratica:
    ci si sottrare al confronto, alla critica ed al dialogo a colpi di censura ed ordini di cancellazione di informazioni e contenuti sgraditi.

    E’ questa l’idea di sviluppo sociale e democratico che guida l’azione del Ministro Fornero?
    E’ urgente che il Premier chiarisca la sua posizione al riguardo, prenda le distanze dal gesto del suo Ministro e la inviti, senza ritardo, a rassegnare le sue dimissioni.
    Non c’è miracolo economico né riforma del sistema del lavoro
    – ammesso anche che il Governo dei professori stia lavorando bene per perseguire tali obiettivi –
    che abbia un senso, se il prezzo da pagare è quello di accettare di risvegliarci in un Paese meno democratico e meno libero di quello nel quale abbiamo vissuto sino qui.


    <!-- m -->http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04 ... ra/203115/<!-- m -->

    ---------------------------------

    questo è un atto di fascismo allo stato puro.
    a quando la censura di testate giornalistiche,programmi TV e forum come questo ???
    e che cazzo sta facendo il Presidente della Repubblica ???
    perchè non è ancora intervenuto ???
    con tutto il rispetto questa notizia mi sembra una stronzata.
    A parte che 18 milioni di persone per un sito di Modena mi sembrano una assurdità di un ridicolo unico.
    Nemmeno Repubblica raggiunge tutta questa gente mi sa.
    Facebook sulla carta si, ma molti profili sono fake o doppioni, ergo è una stronzata grossa quanto una casa.

    Non so cosa abbia fatto quel sito ma se c'è una legge e si è fatta rispettare la legge allora il resto sono cazzate.

    Invece difendere i fascisti che attaccano Caselli lo trovo ripugnante almeno come paragonare l'attacco fascista a Caselli con la chiusura di un sito qualunque...

  5. #5
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    La badessa preferisce censurare

    Che la badessa Fornero avesse un’idea della democrazia per cui si può fare solo quel che vuole e che piace a lei, lo avevamo capito già da un pezzo.
    Non pensavamo però che arrivasse a disporre la chiusura di un sito gestito da un dirigente del Ministero del lavoro (<!-- w -->www.dplmodena.it<!-- w -->), come un qualsiasi gerarchetto fascista,
    perché non abbastanza “fedele alla linea”,
    né che il sobrio Monti glielo facesse fare senza una parola.
    Del resto questo gravissimo intervento censorio fa il paio con i progetti dell’Agcom,
    che vorrebbe poter chiudere a piacimento i siti scomodi,
    e con l’insofferenza di questi governanti che nessuno ha mai eletto nei confronti di qualsiasi critica o appunto.
    Alla badessa voglio dire che per chiudere un sito
    “al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali”
    bisogna aver completamente perso il lume della ragione.
    Al presidente del consiglio Monti chiedo invece formalmente di intervenire immediatamente per riaprire il sito chiuso d’autorità dalla ministra.
    Questo Paese è in ginocchio e le riforme del governo sono un rimedio peggiore del male.
    Capisco che Monti e Fornero siano molto preoccupati per le reazioni dei cittadini.
    Ma non sarà chiudendo siti o addomesticando l’informazione che riusciranno a risolvere il problema.

    <!-- m -->http://www.antoniodipietro.it/<!-- m -->

  6. #6
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    Il caso della chiusura del sito “dplmodena.it”
    approda sul tavolo del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero:
    il parlamentare del Pd Ivano Miglioli, membro della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ha infatti deciso di presentare in proposito una interrogazione urgente a risposta in Commissione.
    Miglioli è il primo firmatario,
    ma il testo della interrogazione è stato sottoscritto da tutti i parlamentari Pd della Commissione Lavoro della Camera.

    http://www.bologna2000.com/2012/04/1...istro-fornero/

    ****************************************

    Internet: chiusura sito dplmodena.it, proteste da tutta Italia
    „ Non si placa l'ondata di proteste per il provvedimento di chiusura del sito www.dplmodena.it decisa la settimana scorsa dal segretario generale del Ministero del Lavoro.

    Secondo Giuseppe Giulietti,
    portavoce di Art.21, e Vincenzo Vita, senatore Pd,
    "l'oscuramento sarebbe stato deciso dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero",
    Sul caso verrà presentata un'interrogazione al Senato.

    http://www.modenatoday.it/economia/d...-proteste.html

    ************************************************** **

    @gianluca,

    quanto sopra e quanto sotto sempre per la serie "stronzate"....eh...



    <ADDRESS></ADDRESS>

  7. #7
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    perché avrei dovuto cambiare idea dopo quello che hai postato?

    Mi interessa capire questo punto, lo dico senza polemica, che c'entra con le aggressioni a Caselli?
    E quando pure fosse dove è la notizia criminis nel fare chiudere un sito?

    Qualunque sito se fa cose che non deve fare può essere chiuso, e quindi? Quale sarebbe il problema?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da G.B. Visualizza Messaggio
    perché avrei dovuto cambiare idea dopo quello che hai postato?

    Mi interessa capire questo punto, lo dico senza polemica, che c'entra con le aggressioni a Caselli?
    E quando pure fosse dove è la notizia criminis nel fare chiudere un sito?

    Qualunque sito se fa cose che non deve fare può essere chiuso, e quindi? Quale sarebbe il problema?
    anche a me interesserebbe capire che c'entrano le aggressioni a Caselli con la chiusura di un sito ministeriale ...
    perchè non mi risulta che i gruppi parlamentari del PD sia della camera che del senato,
    che hanno presentato interrogazioni in merito a questo atto fascista della Fornero,
    ecco,dicevo,
    non mi risulta che tali gruppi di "estrema sinistra" abbiano mai aggredito Caselli...
    oh, magari mi son perso qualche cosa eh...
    ma Vincenzo Vita ad esempio mi pare proprio una personcina ammodo e ben educata...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio
    anche a me interesserebbe capire che c'entrano le aggressioni a Caselli con la chiusura di un sito ministeriale ...
    perchè non mi risulta che i gruppi parlamentari del PD sia della camera che del senato,
    che hanno presentato interrogazioni in merito a questo atto fascista della Fornero,
    ecco,dicevo,
    non mi risulta che tali gruppi di "estrema sinistra" abbiano mai aggredito Caselli...
    oh, magari mi son perso qualche cosa eh...
    ma Vincenzo Vita ad esempio mi pare proprio una personcina ammodo e ben educata...
    Veramente il thread è stato aperto sulle aggressioni a Caselli. Rispondere con la Fornero vuol dire sviare il discorso per non dire nulla.
    Against all odds

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Veramente il thread è stato aperto sulle aggressioni a Caselli. Rispondere con la Fornero vuol dire sviare il discorso per non dire nulla.
    veramente il 3d si intitola

    "questi li vedrei bene in galera"

    ed io ho solo aggiunto un nome alla lista...per dirla tutta e giusto per evitare di aprire un altro 3d.

    ma se qui le questioni di lana caprina sono più importanti ...la prossima volta ci aprirò un 3d apposito.

    non mi costa nulla.

    contento adesso Jannis ???

 

 
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