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  1. #51
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    riassumici tale libro in poche frasi

  2. #52
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Moro1944 Visualizza Messaggio
    Hai ragione, io no ma alcuni amici con il ristorno della COOP (rossa è) sono diventati migliardari e pensa lo danno solo a fine anno e hanno inventato le tessere magnetiche, (come la socmel card) micca danno più i bolline ve. Ciao


    questo forumista rappresenta perfettamente il livello culturale del comunista emiliano.

    L'ignoranza regna sovrana, nel vuoto spinto del cervellino di certi personaggi.


    vai a studiare, analfabeta di ritorno!

  3. #53
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    riassumici tale libro in poche frasi
    Ecco un'ottima sintesi che il Corriere dedicò a suo tempo (nel 1993) all'uscita del libro.

    --------------------------------------------------------------------------------------------

    Il Sud d' Italia e' una societa' amorale, familista, fuorilegge, con un governo locale inefficiente e un' economia paludosa. Le future riforme politiche non lo trasformeranno, perche' troppo antiche sono le radici dell' arretratezza. Anzi: il malessere del Mezzogiorno e' la prova scientifica di come sia difficile innestare la democrazia dove manca il tessuto civile. "Palermo potrebbe rappresentare il futuro di Mosca", scrive il professor Robert Putnam, in un suo saggio che e' campana a morto per ogni speranza di rinascita del Sud e monito severo per l' Est e il Terzo Mondo. Robert Putnam e' un politologo di Harvard, il suo libro Making democracy work, Civic tradition in Modern Italy (far funzionare la democrazia, tradizione civica in Italia, scritto in collaborazione con Robert Leonardi e Raffaella Nanetti) e' appena stato pubblicato dall' Universita' di Princeton. La mole della ricerca e' mostruosa. Per vent' anni, dall' approvazione delle Regioni, il professor Putnam e la sua e' quipe hanno viaggiato nel nostro Paese, studiandone storia, tradizioni, economia, societa' . Migliaia di politici intervistati a varie riprese, insieme a centinaia di giornalisti, studiosi, gente comune, amministratori. Dozzine di sondaggi di massa, fin qui inediti, rilevazioni statistiche, inchieste ad hoc. La metodologia del lavoro occupa un' intera appendice. Secondo lo studioso Daniel Bell si tratta di "un classico dell' indagine e della teoria politica". A Princeton si dice "Putnam ha fatto per l' Italia quel che Tocqueville ha fatto per l' America". Il settimanale Economist non ha dubbi: "dopo avere letto questo libro si capira' se c' e' speranza per i Paesi dell' Est che somigliano alla Calabria piu' che all' Emilia". La risposta e' no. La monumentale inchiesta durata un quarto di secolo parte da una semplice questione, perche' alcuni governi democratici funzionano ed altri no? Il laboratorio prescelto e' l' Italia dove, nel 1970, debutta il modello regionale. Putnam segue l' evoluzione delle giunte, dalle speranze tecnocratiche alla primavera rossa del 15 giugno 1975, al 1992, e stila una classifica di efficienza dei governi locali. Usando un modello assai sofisticato, mette in testa Umbria e Emilia Romagna, poi Piemonte, Toscana e Friuli, seguono Lombardia, Trentino, Liguria, Veneto, piu' in giu' il Lazio, la Puglia, la Sicilia, fanalino di coda Calabria e Campania. Come si spiega il divario Nord Sud? Tradizionalmente, con lo sviluppo maggiore del Settentrione. Al Mezzogiorno povero mancano le risorse, e quindi si stenta a governare. Ma la montagna di dati di Harvard e Princeton contraddice la vecchia teoria. L' Emilia e' piu' povera della Lombardia, ma meglio governata. L' Umbria ha meno risorse della Liguria e del Piemonte, ma e' piu' efficiente. La Campania e' piu' ricca del Molise e della Basilicata, ma cede il passo nella performance di governo. L' intera biblioteca della questione meridionale incanutisce davanti ai computer di Putnam. Le risorse c' entrano poco. Se la democrazia ha funzionato meglio al Nord, producendo soddisfazione e ricchezza, e' perche' il Sud difetta di "senso civico". Non crede nell' "eguaglianza politica", e divide i cittadini tra "potenti" feudatari e "clienti" a caccia di favori. Non pratica solidarieta' , fiducia e tolleranza. Soccombe sotto un "familismo amorale", con il legame di clan a negare quello sociale. Per calcolare il senso civico degli italiani, Putnam assembla un nuovo modello (piu' discutibile del primo), legato a quattro fattori, il voto di preferenza (dove e' alto, alto e' il voto di scambio, clientelare), la partecipazione ai referendum (si vota su opinioni, restano a casa i servi della gleba clientelare), la lettura dei giornali (dov' e' forte e diffuso lo spirito civico, dove e' scarsa impera il malcostume), la percentuale di associazioni, dalle politiche alle sportive (la gente si associa se e' civile, si isola se primitiva). La classifica del senso civico assegna lo scudetto a Trentino, Toscana e Emilia. In zona Uefa Liguria, Lombardia, Friuli, poi Piemonte, Veneto, Umbria e Marche, indietro Sicilia, Basilicata e Puglia, retrocedono Campania e Calabria. E la carenza di senso civico, vale a dire "la sfiducia reciproca, l' isolamento, lo sfruttamento e la dipendenza dall' alto, solitudine e disordine, criminalita' e arretratezza", non la poverta' , che fa del Sud il Sud. Putnam, gia' librato tra Hobbes, Locke e Stuart Mill, comincia a questo punto un percorso all' indietro. Fino al Medioevo e al Rinascimento. L' Italia comunale del Nord, la Toscana di Guelfi e Ghibellini, fondano una societa' civica, dove i valori di comunita' e le prospettive dell' individuo si armonizzano storicamente. Finita l' era di Federico II, quando il Sud d' Italia era la California del mondo contemporaneo, Berkeley, Hollywood e Silicon Valley incluse, il mezzogiorno perde le virtu' civiche e civili, sprofondando nell' assolutismo feudale, nella diffidenza. Un mondo da Hobbes di "uomo lupo dell'uomo" che arriva intatto dai Borboni a Toto' Riina. Si' , Putnam intravede qualche miglioramento, i giovani del Sud sono scontenti delle proprie giunte in misura identica ai coetanei del Nord, ma il cambiamento sara' disperatamente lento. Non ci saranno riformatori, ne' riforme, finche' in Calabria non arriveranno le virtu' civiche (e le associazioni) della Val d' Aosta. La vera cattedrale nel deserto e' il "familismo amorale". Dalla rovina del nostro Sud lo studioso anglosassone trae cattivi auspici per le nuove democrazie all' Est. Anche loro, sprovviste di senso civico, stenteranno. "Palermo e' il futuro di Mosca". Nella crudele diagnosi che arriva da Harvard ci sono eccessi di ottimismo, l' Emilia Romagna e' ritratta con toni arcadici che ricordano le pubbliche dichiarazioni d' amore della filosofa Irigaray all' ex sindaco Imbeni. Ci sono imprecisioni (una su tutte, "fesso" non vuol dire "cornuto", Toto' docet), qualche ingenuita' ("Abbiamo vissuto in prima persona il terremoto in Irpinia..."), la prosa . quando lascia lo stile scientifico . langue ("...dalla fertile valle del Po, alle fiere capitali del Rinascimento, alla periferia desolata di Roma, fino... alla punta dello stivale"). Non c' e' distinzione tra metropoli e campagna (per esempio nella lettura dei giornali). La storia e' stirata come serve. Da Alberto da Giussano a Carlo Cattaneo, c' e' di mezzo la Milano spagnola del Manzoni, non esattamente patria del senso civico. Putnam non spiega dove si sono nascosti i valori civici ai tempi dell' Azzeccagarbugli. E trascura il movimento contadino del dopoguerra, gigantesca "associazione civica" di solidarieta' , secondo lo storico Francesco Renda. Marta Petrusewicz, difesa dal Times Literary Supplement, ha ipotizzato che, forse, il latifondo preunitario non era poi quella Geenna che si dice. A tratti pare ancora che la crisi politica italiana sia spiegata meglio ne "I vecchi e i giovani" di Pirandello. Ma il libro di Putnam resta assai importante, magari non un classico, ma da digerire. Mandando in pensione il professor Miglio, potrebbe essere un formidabile supporto ideologico per un Umberto Bossi con ambizioni nazionali: venite con me, unifichero' il Paese sul senso civico, siamo diversi, cresceremo lentamente. Uno dei politici intervistati, anonimo, implora Putnam di non rendere pubblici i suoi risultati, per non danneggiare la causa riformistica. Un altro impreca davanti alle conclusioni: "Ma allora non c' e' speranza per il Sud!". Resta un solo dubbio, come conciliare Tangentopoli con il "senso civico". Questo Putnam, per ora, non ce lo dice.

    Fonte: l' Italia fatta a pezzi
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  4. #54
    bronsa querta
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Una spiegazione largamente condivisa delle difference di performance istituzionale tra le regioni è quella della cultura civica. Per chi volesse approfondire l'argomento, è d'obbligo la lettura di questo libro ormai divenuto un classico della scienza politica:

    Robert D. Putnam, La tradizione civica nelle regioni italiane, Mondadori, 1993.

    Sono certo che molti lo troveranno illuminante.
    Un Libro molto interessante, lo ricordo dai tempi dell'università...l'autore però fu tacciato di usare modelli molto vaghi e poco scientifici nelle classifiche e di essere partito da un'ipotesi e aver cercato la prova nel modello italiano.
    Senza contare la mancanza di spiegazioni storiche per cui al centro e al nord il senso civico sia apparso dal nulla anche in zone dominate....
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  5. #55
    Sine ira et studio
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Un Libro molto interessante, lo ricordo dai tempi dell'università...l'autore però fu tacciato di usare modelli molto vaghi e poco scientifici nelle classifiche e di essere partito da un'ipotesi e aver cercato la prova nel modello italiano.
    Senza contare la mancanza di spiegazioni storiche per cui al centro e al nord il senso civico sia apparso dal nulla anche in zone dominate....
    Veramente il modello era molto chiaro, tutto il primo capitolo è dedicato all'esposizione della base teorica, e la classifica delle regioni è basata su un indice molto sofisticato che riassume almeno una dozzina di indicatori diversi. Comunque partire da un'ipotesi e verificarla empiricamente è il metodo standard della ricerca scientifica, forse fai un po' confusione...
    Poi è ovvio, non c'è solo la storia a spiegare lo sviluppo della tradizione civica... però lo scopo della ricerca era un altro, cioè mettere in relazione la cultura civica alla performance istituzionale, e in questo ha avuto certamente successo (peraltro questo studio gli è valso il premio Johan Skytte per la scienza politica nel 2006).

    Buona lettura a tutti.
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  6. #56
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da sisifo68 Visualizza Messaggio
    Le regioni meglio amministrate e quelle peggio amministrate d'Italia sono tanto di destra quanto di sinistra, segno che in fondo non è quella la cosa tanto importante. Quello che conta è il tessuto industriale e produttivo.


    la grande cagata è quando dicono che al sud la vita è molto meno cara che al nord. E' meno cara, ma di poco.
    Basta guardare il prezzo delle case o il costo degli affitti. CArburanti e spesa costano uguale. Anzi, io che facevo la spesa a Torino in inverno e in Campania in estate, vi dico che a Torino risparmiavo parecchio.

    :giagia: :giagia: :giagia:

    Vota Cavaliere Nero alla Camera

    Repubblicano Liberaldemocratico

  7. #57
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    sono daccordo infatti le amministrazione rosse fanno la cresta sulle spese anche piu' delle altre
    questa è un afermazione scentificamente difficile da confermare o negare.

    sinceramente non ho i mezzi per rispendere, ma la maggioranza dei elettori-tifosi ha una risposta nei dogmi della politica.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  8. #58
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    questo forumista rappresenta perfettamente il livello culturale del comunista emiliano.

    L'ignoranza regna sovrana, nel vuoto spinto del cervellino di certi personaggi.


    vai a studiare, analfabeta di ritorno!
    Ciao Scivolone Ti sei perso il post n° 36 ?

    Come al solito leggi senza capire cosa.

    Sei sicuro di essere di Modena. Ciao
    Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
    Desmond Tutu

  9. #59
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Moro1944 Visualizza Messaggio
    Ciao Scivolone Ti sei perso il post n° 36 ?

    Come al solito leggi senza capire cosa.

    Sei sicuro di essere di Modena. Ciao


    leggo benissimo kompagno: lo hai corretto dopo , vero?

  10. #60
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    Predefinito Rif: le regioni rosse sono quelle più ricche d'italia

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Ecco un'ottima sintesi che il Corriere dedicò a suo tempo (nel 1993) all'uscita del libro.

    --------------------------------------------------------------------------------------------

    Il Sud d' Italia e' una societa' amorale, familista, fuorilegge, con un governo locale inefficiente e un' economia paludosa. Le future riforme politiche non lo trasformeranno, perche' troppo antiche sono le radici dell' arretratezza. Anzi: il malessere del Mezzogiorno e' la prova scientifica di come sia difficile innestare la democrazia dove manca il tessuto civile. "Palermo potrebbe rappresentare il futuro di Mosca", scrive il professor Robert Putnam, in un suo saggio che e' campana a morto per ogni speranza di rinascita del Sud e monito severo per l' Est e il Terzo Mondo. Robert Putnam e' un politologo di Harvard, il suo libro Making democracy work, Civic tradition in Modern Italy (far funzionare la democrazia, tradizione civica in Italia, scritto in collaborazione con Robert Leonardi e Raffaella Nanetti) e' appena stato pubblicato dall' Universita' di Princeton. La mole della ricerca e' mostruosa. Per vent' anni, dall' approvazione delle Regioni, il professor Putnam e la sua e' quipe hanno viaggiato nel nostro Paese, studiandone storia, tradizioni, economia, societa' . Migliaia di politici intervistati a varie riprese, insieme a centinaia di giornalisti, studiosi, gente comune, amministratori. Dozzine di sondaggi di massa, fin qui inediti, rilevazioni statistiche, inchieste ad hoc. La metodologia del lavoro occupa un' intera appendice. Secondo lo studioso Daniel Bell si tratta di "un classico dell' indagine e della teoria politica". A Princeton si dice "Putnam ha fatto per l' Italia quel che Tocqueville ha fatto per l' America". Il settimanale Economist non ha dubbi: "dopo avere letto questo libro si capira' se c' e' speranza per i Paesi dell' Est che somigliano alla Calabria piu' che all' Emilia". La risposta e' no. La monumentale inchiesta durata un quarto di secolo parte da una semplice questione, perche' alcuni governi democratici funzionano ed altri no? Il laboratorio prescelto e' l' Italia dove, nel 1970, debutta il modello regionale. Putnam segue l' evoluzione delle giunte, dalle speranze tecnocratiche alla primavera rossa del 15 giugno 1975, al 1992, e stila una classifica di efficienza dei governi locali. Usando un modello assai sofisticato, mette in testa Umbria e Emilia Romagna, poi Piemonte, Toscana e Friuli, seguono Lombardia, Trentino, Liguria, Veneto, piu' in giu' il Lazio, la Puglia, la Sicilia, fanalino di coda Calabria e Campania. Come si spiega il divario Nord Sud? Tradizionalmente, con lo sviluppo maggiore del Settentrione. Al Mezzogiorno povero mancano le risorse, e quindi si stenta a governare. Ma la montagna di dati di Harvard e Princeton contraddice la vecchia teoria. L' Emilia e' piu' povera della Lombardia, ma meglio governata. L' Umbria ha meno risorse della Liguria e del Piemonte, ma e' piu' efficiente. La Campania e' piu' ricca del Molise e della Basilicata, ma cede il passo nella performance di governo. L' intera biblioteca della questione meridionale incanutisce davanti ai computer di Putnam. Le risorse c' entrano poco. Se la democrazia ha funzionato meglio al Nord, producendo soddisfazione e ricchezza, e' perche' il Sud difetta di "senso civico". Non crede nell' "eguaglianza politica", e divide i cittadini tra "potenti" feudatari e "clienti" a caccia di favori. Non pratica solidarieta' , fiducia e tolleranza. Soccombe sotto un "familismo amorale", con il legame di clan a negare quello sociale. Per calcolare il senso civico degli italiani, Putnam assembla un nuovo modello (piu' discutibile del primo), legato a quattro fattori, il voto di preferenza (dove e' alto, alto e' il voto di scambio, clientelare), la partecipazione ai referendum (si vota su opinioni, restano a casa i servi della gleba clientelare), la lettura dei giornali (dov' e' forte e diffuso lo spirito civico, dove e' scarsa impera il malcostume), la percentuale di associazioni, dalle politiche alle sportive (la gente si associa se e' civile, si isola se primitiva). La classifica del senso civico assegna lo scudetto a Trentino, Toscana e Emilia. In zona Uefa Liguria, Lombardia, Friuli, poi Piemonte, Veneto, Umbria e Marche, indietro Sicilia, Basilicata e Puglia, retrocedono Campania e Calabria. E la carenza di senso civico, vale a dire "la sfiducia reciproca, l' isolamento, lo sfruttamento e la dipendenza dall' alto, solitudine e disordine, criminalita' e arretratezza", non la poverta' , che fa del Sud il Sud. Putnam, gia' librato tra Hobbes, Locke e Stuart Mill, comincia a questo punto un percorso all' indietro. Fino al Medioevo e al Rinascimento. L' Italia comunale del Nord, la Toscana di Guelfi e Ghibellini, fondano una societa' civica, dove i valori di comunita' e le prospettive dell' individuo si armonizzano storicamente. Finita l' era di Federico II, quando il Sud d' Italia era la California del mondo contemporaneo, Berkeley, Hollywood e Silicon Valley incluse, il mezzogiorno perde le virtu' civiche e civili, sprofondando nell' assolutismo feudale, nella diffidenza. Un mondo da Hobbes di "uomo lupo dell'uomo" che arriva intatto dai Borboni a Toto' Riina. Si' , Putnam intravede qualche miglioramento, i giovani del Sud sono scontenti delle proprie giunte in misura identica ai coetanei del Nord, ma il cambiamento sara' disperatamente lento. Non ci saranno riformatori, ne' riforme, finche' in Calabria non arriveranno le virtu' civiche (e le associazioni) della Val d' Aosta. La vera cattedrale nel deserto e' il "familismo amorale". Dalla rovina del nostro Sud lo studioso anglosassone trae cattivi auspici per le nuove democrazie all' Est. Anche loro, sprovviste di senso civico, stenteranno. "Palermo e' il futuro di Mosca". Nella crudele diagnosi che arriva da Harvard ci sono eccessi di ottimismo, l' Emilia Romagna e' ritratta con toni arcadici che ricordano le pubbliche dichiarazioni d' amore della filosofa Irigaray all' ex sindaco Imbeni. Ci sono imprecisioni (una su tutte, "fesso" non vuol dire "cornuto", Toto' docet), qualche ingenuita' ("Abbiamo vissuto in prima persona il terremoto in Irpinia..."), la prosa . quando lascia lo stile scientifico . langue ("...dalla fertile valle del Po, alle fiere capitali del Rinascimento, alla periferia desolata di Roma, fino... alla punta dello stivale"). Non c' e' distinzione tra metropoli e campagna (per esempio nella lettura dei giornali). La storia e' stirata come serve. Da Alberto da Giussano a Carlo Cattaneo, c' e' di mezzo la Milano spagnola del Manzoni, non esattamente patria del senso civico. Putnam non spiega dove si sono nascosti i valori civici ai tempi dell' Azzeccagarbugli. E trascura il movimento contadino del dopoguerra, gigantesca "associazione civica" di solidarieta' , secondo lo storico Francesco Renda. Marta Petrusewicz, difesa dal Times Literary Supplement, ha ipotizzato che, forse, il latifondo preunitario non era poi quella Geenna che si dice. A tratti pare ancora che la crisi politica italiana sia spiegata meglio ne "I vecchi e i giovani" di Pirandello. Ma il libro di Putnam resta assai importante, magari non un classico, ma da digerire. Mandando in pensione il professor Miglio, potrebbe essere un formidabile supporto ideologico per un Umberto Bossi con ambizioni nazionali: venite con me, unifichero' il Paese sul senso civico, siamo diversi, cresceremo lentamente. Uno dei politici intervistati, anonimo, implora Putnam di non rendere pubblici i suoi risultati, per non danneggiare la causa riformistica. Un altro impreca davanti alle conclusioni: "Ma allora non c' e' speranza per il Sud!". Resta un solo dubbio, come conciliare Tangentopoli con il "senso civico". Questo Putnam, per ora, non ce lo dice.

    Fonte: l' Italia fatta a pezzi
    di fatto le regioni rosse sono quelle con il più alto senso civico, secondo questo studio

 

 
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