Permettetemi una riflessione.
Maurizio Blondet è un ottimo giornalista, sempre controcorrente, capace di analisi sociologiche e politiche taglienti e penetranti, sta combattendo tenacemente contro un brutto male non abbandonando la sua attività e la sua passione, però solo ultimamente mi sono accorto che il suo pessimismo se preso sul serio è devastante. Leggo Blondet da circa 10 anni e nell'ultimo anno ho sottoscritto anche l'abbonamento al sito, incrociai gli articoli di Blondet durante la mia adolescenza e ne fui subito attratto a causa della mia indole pessimistico-malinconica, che è di fatto anche quella del giornalista in questione.
So benissimo che il suo tono e la sua impostazione non sono mai cambiati, ma nelle ultime settimane forse mi sono svegliato dal mio stato di "dormiveglia" e mi sono accorto che quando è troppo è troppo.
Sarà che soltanto ultimamente ho assimilato il fatto che l'ottimismo è molto meglio del pessimismo e che "la speranza conduce più lontano del timore" ma se me ne fossi reso conto in precedenza avrei preso dosi di Blondet in modo più oculato e ridotto.




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mage001:

