Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 13 di 13

Discussione: Auguri al Capitano!

  1. #11
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,600
     Likes dati
    21,771
     Like avuti
    33,955
    Mentioned
    1457 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Rif: Auguri al Capitano!

    Onore al Capitano.

  2. #12
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Auguri al Capitano!

    Una barca abbandonata
    di Emilio Del Bel Belluz

    Queste righe sono dedicate al Capitano Erich Priebke


    I miei ricordi mi riportano al giorno in cui recuperai, assieme al mio amico Lino, una barca abbandonata lungo la riva del Livenza con i suoi due remi. Era una barca che la corrente del fiume in piena aveva portato con sé chissà da dove. Quel radioso mattino estivo fu l’inizio di una giornata fortunata. Possedere una barca per due ragazzi durante le vacanze era stato un vero e proprio regalo inaspettato. L’imbarcazione, a dir il vero assai modesta e mal ridotta, conteneva degli attrezzi da pesca e una scatola di legno con incise delle iniziali poco leggibili. La nostra curiosità ci spinse subito a scoprirne il contenuto. Trovammo un quaderno con degli appunti, più che altro indicazioni per la cattura di certi pesci. Soddisfatta la nostra curiosità, tirammo in secca la barca trascinandola a riva. Dopo averla ripulita alla bene e meglio dal fango e dalle alghe, cercammo di nasconderla in un canneto. La mattina seguente, con la nostra attrezzatura da pesca, andammo a riprenderla, decidendo di tenerci vicini a riva. Poi cominciammo a risalire il fiume remando lentamente. Non essendo esperti incontrammo non poche difficoltà; le nostre risate si potevano sentire fin da lontano. Poco distante da lì sapevamo che abitava un pescatore e tememmo che la barca fosse proprio sua. Allora cominciammo a preoccuparci; la cosa giusta da fare, lo sapevamo, era quella di andare a chiedergli notizie al riguardo. Il nostro parroco nelle sue prediche e a catechismo ci aveva sempre raccomandato di non approfittarsi mai delle cose altrui. Se non ne avessimo cercato il proprietario, ci saremmo sentiti colpevoli di un reato. Vogando faticosamente controcorrente ci avvicinammo all’abitazione del pescatore. Durante il percorso, che non si preannunciava breve, ci mettemmo a pescare. Udimmo intanto gli otto rintocchi dell’orologio del campanile; poi il suono delle campane chiamò i fedeli a messa. La navigazione era difficoltosa a causa dei vortici che si formavano improvvisi facendo perdere il giusto assetto alla barca e anche a noi, del tutto inesperti. La corrente all’altezza dell’ansa era divenuta meno forte, e perciò decidemmo di gettare le nostre lenze. Ci fermammo sotto le fronde di un salice piangente per ripararci dal sole e riposare un po’: remare richiedeva un gran dispendio di energie. Trascorremmo lì un’oretta; però, malgrado la giornata limpida e il luogo tranquillo non abboccò nemmeno un pesce. Agli ami avevamo messo dei grossi lombrichi che Lino aveva trovato nel terreno umido vicino alla stalla di suo padre che allevava bestiame e possedeva dei cavalli da tiro adatti al lavoro dei campi. I lombrichi erano molto grossi e si contorcevano disperatamente nella scatola che li conteneva. Avevamo fissato la barca al salice con la speranza di migliorare l’esito dei nostri tentativi, cercando di non fare il minimo rumore per non allarmare i pesci. Ma i galleggianti non si muovevano minimamente; fra l’altro, su uno si era posata una libellula che, chissà per quale ragione, nonostante la sua bellezza e la sua leggiadria, mi infastidiva. Anche la canna di Lino non si muoveva per niente. La nostra speranza con il passare del tempo andava affievolendosi sempre di più e dopo un’ora la stanchezza e la noia cominciarono ad affiorare. Il sole, ormai già alto, dardeggiava inesorabile e neppure le fronde del salice riuscivano a ripararci dal calore. Alzando gli occhi verso la parte più fitta dell’albero, notai un nido di merli, dal quale si affacciavano due pulcini che spalancavano il becco in attesa del cibo che i premurosi genitori vi rigurgitavano ogni volta. Visto che i pesci non abboccavano, pensammo di abbandonare i lombrichi sulla riva per lasciare che i merli approfittassero di questa ghiottoneria (… per loro!). La scatola che li conteneva era un barattolo di pomodori, trovato per caso, perché mia madre non li avrebbe mai acquistati confezionati, visto che il nostro orto ne era pieno. Spesso d’estate capitava che ne affettassi qualcuno che poi mettevo tra due fette di pane; aggiungendo qualche goccia d’olio e un pizzico di sale: lo spuntino era così bell’e pronto! Questi erano i pensieri che occupavano la mia mente, pensieri che vennero finalmente interrotti da ciò che aspettavamo: la canna si piegò e l’amo era già nella bocca di un grosso pesce. Faticai non poco per tirarlo a bordo, dato che si dimenava con forza per sfuggire alla cattura: per un attimo temetti che riuscisse nel suo sforzo. Solo con l’aiuto di Lino riuscii a sollevarlo e a posarlo sul fondo della barca. Era una grossa carpa, a occhio e croce di almeno quattro chili, che continuò a lungo a dimenarsi. Chissà se il proprietario della barca era mai riuscito a prendere un pesce così grosso soltanto con una canna! Soddisfatti, decidemmo di rimetterci a remare per arrivare alla casa del pescatore, nella malcelata speranza che fosse lui il proprietario della barca. Dopo circa un’ora giungemmo alla meta. La casa del pescatore, di legno e con il tetto ricoperto di tegole rosse, era circondata da alcuni alberi da frutto. Sembrava quasi una nave arenata sulla riva. Davanti ad essa, tante reti stese ad asciugare. Attraccate a riva due barche, che il proprietario presumibilmente utilizzava per il trasporto dei suoi prodotti, in particolare del pesce. L’uomo, che noi ricordavamo, era un tipo corpulento che portava sempre in testa un berretto da marinaio e in bocca la pipa. Dopo aver bussato più volte alla porta, ecco apparire Giovanni, questo era il suo nome. Piuttosto sorpreso nel vederci, ci diede cortesemente il benvenuto. Gli spiegammo il motivo della visita, e gli indicammo la barca lungo la riva, al di là dei salici. Ci ringraziò per avergliela riportata e ci fece entrare in cucina, dove ci offrì una fetta di un’ottima torta. Raccontammo che lungo il percorso avevamo avuto la fortuna di pescare una grossa carpa. Giovanni la volle vedere, e dopo aver gioito nel rivedere la sua imbarcazione, rivolse lo sguardo al pesce che trovò di una stazza veramente eccezionale. Il pesce aveva la pancia piena di uova: se fosse rimasto in vita avrebbe sicuramente arricchito il fiume di una miriade di avanotti. Mentre parlavamo ci chiese notizie del suo vecchio amico Agostino, che abitava anch’esso lungo il fiume e che avevamo visto falciare l’erba davanti alla casa in cui abitava, senza però che lui si accorgesse di noi. Ci chiese se Agostino continuava a falciare dalla mattina alla sera e se continuava a bere, perché spesso avevano brindato insieme. Tutti sapevamo che Agostino di sbornie ne aveva prese tante, malgrado egli affermasse che ogni sbronza faceva capitolo a sé perché il suo comportamento variava da un’ubriacatura all’altra, riuscendo però sempre oltremodo simpatico. I suoi figli, per togliergli il vizio, avevano allucchettato la porta della cantina, ma lui aveva escogitato un sistema semplice per cui, sollevata un’asse del pavimento della sua camera, era riuscito a collegare una lunga cannuccia al tino situato nella cantina sottostante! Il suo era un Cabernet delizioso di cui andava molto fiero, in particolare con gli amici che spesso ospitava nella sua camera per bevute clandestine. Il trucco della cannuccia, degno in verità di un “cervello” simile a quello di un Leonardo da Vinci, venne però scoperto, anche se dopo parecchio tempo, dalla moglie che non si spiegava perché, malgrado il lucchetto, il marito fosse sempre brillo, dalla mattina alla sera
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #13
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Auguri al Capitano!

    Auguri :gluglu: ed Onore ad un vero Europeo !

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Auguri Capitano...
    Di Miles nel forum Destra Radicale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 29-07-13, 17:15
  2. Auguri Capitano
    Di Dottor Zoidberg nel forum Juventus FC
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 08-05-09, 18:30
  3. Auguri Capitano!!!
    Di Dottor Zoidberg nel forum Juventus FC
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 31-07-07, 15:51
  4. Auguri Capitano!
    Di ribelle88 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 30-07-07, 01:51
  5. ..... AUGURI .... Capitano....!!!
    Di fux55 nel forum Squadre Siciliane
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-07-06, 19:43

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito