Non starò a spiegare troppo come un coraggioso magistrato e un uomo perbene si sia prestato a un’operazione di recupero dei vertici di quattro partiti in crisi. A chi lo accusa di essere foglia di fico di IDV, Rifondazione, Pdci e Verdi, Ingroia risponde:
"Io saro' capolista dappertutto alla Camera e in seconda fila ci saranno sempre rappresentanti della societa' civile. In terza fila ci saranno esponenti dei partiti che hanno contribuito alla nascita di questa lista. Ci sara' un mix tra societa' civile e politica con una prevalenza sempre della prima''
Funziona così: Ingroia è capolista in tutti i collegi, ma ovviamente dopo il voto dovrà "optare" per uno solo, quindi in tutte le altre circoscrizioni entreranno i secondi in lista. Questi secondi in lista sono appunto la cosiddetta 'società civile'. Tuttavia anche questi candidati sono stati piazzati in più di un collegio, sempre al secondo posto dopo Ingroia, quindi dovranno optare per uno dei due. Ecco che ai terzi posti, che quindi entrano di diritto, sono stati infilati i vertici di partito (ad esempio Di Pietro in Lombardia, ma come lui anche gli altri, secondo un 'Cencelli' concordato fra i quattro partiti).
Poi c’è la ciliegina di Sandro Ruotolo, ottimo giornalista, che sarà il candidato governatore di Rivoluzione Civile nel Lazio. Ma Ruotolo è anche candidato alla Camera in Rivoluzione Civile, in posizione blindata. E questo perché il candidato governatore di una regione se non vince non diventa automaticamente consigliere regionale. Quindi resterebbe a spasso. Di qui la doppia candidatura. Che pertanto, nel caso della Regione, è una candidatura civetta.
Le pratiche, l?Ingroiellum, l?occasione persa » Piovono rane - Blog - L'espresso




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