Nonostante il titolo di argomento politico sempre attuale, questo thread č invece del tutto adatto a una sezione artistica e storica; anche se le considerazioni che se ne possono trarre sono comunque anch'esse ancora attuali.
In questo quadro, il pittore fiammingo David Gerard (1460-1523), discepolo di Memling, con il dettaglio e il realismo tipico di quella scuola, racconta l'edificante storia del Giudice Sisanne.
In primo piano vediamo un uomo, legato a un tavolaccio, a cui ancor vivo viene scorticata la pelle sotto gli occhi impassibili del Re.
Sullo sfondo, in alto a destra, vediamo la conclusione della storia: su uno scranno da magistrato siede e sentenzia un'altra persona.
Lo scranno č rivestito da un drappo di finissima pelle chiara, la cui atroce provenienza č evidente.
Gerard trae questa storia da Erodoto che racconta come fece Cambise ad assicurarsi l'integritŕ dei giudici.
Uno di questi, Sisanne, fu trovato colpevole di corruzione: Cambise lo fece scuoiare vivo e, siccome la carica di giudice era allora ereditaria e toccava quindi al figlio di Sisanne, fece ricoprire con la pelle del giustiziato Sisanne lo scranno su cui rendeva giustizia in modo corrotto; in modo che il figlio, sedendoci a sua volta, ricordasse che la giustizia si fa secondo le leggi.
Sebbene agli occhi moderni il supplizio di Sisanne possa apparire crudele ed eccessivo, va comunque rilevato che non risulta né da Erodoto né da altre fonti antiche che il figlio di Sisanne abbia poi sgarrato dal condurre una buona giustizia.





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