L’Arabia Saudita ammette la sconfitta in Siria
Al-Faisal ammette la sconfitta in Siria … Clinton: terroristi utilizzano armi libiche
DAMASCO, (SANA) – Il ministro degli esteri saudita, Saud al-Faisal, ha detto la verità sul ruolo del Regno nell’aggressione straniera contro il popolo della Siria, ammettendo di essere in guerra contro la Siria, ma di non aver ancora vinto. Al-Faisal, il cui paese partecipa al reclutamento, finanziamento e armamento dei terroristi prima che entrino in Siria con l’aiuto del governo turco, non ha potuto fare a meno di ammettere che il loro piano è in “un vicolo cieco” in Siria, per l’incapacità di imporre ai siriani una soluzione esterna.
Questo fallimento segue l’altro fallimento nel raggiungimento di ciò che l’Arabia Saudita e il campo che guida volevano ottenere attraverso il terrorismo in Siria, ragione che li ha spinti a sostenere la bandiera della soluzione politica. Pur avendo fallito nella ‘fase d’intervento straniero’ dell’aggressione alla Siria, al-Faisal, parlando alla fine del vertice arabo economico a Riad, ha ribadito la sua richiesta al Consiglio di sicurezza di adottare una decisione ai sensi del capitolo VII, sperando che questo possa essere un modo per minare la fermezza del popolo e dell’esercito siriani, che hanno contrastato decisamente i terroristi.
Il ministro degli esteri saudita ha chiesto “cosa si potrebbe fare per vincere questa battaglia” in Siria, dopo aver osservato che armare l’opposizione è un dovere, e di aver già speso miliardi di dollari per il reclutamento di gruppi takfiri e mercenari per combattere in Siria. D’altra parte, il padrone di al-Faisal, la segretaria di Stato degli USA Hillary Clinton ha ammesso, a sua volta, che i terroristi in Siria utilizzano armi provenienti dalla Libia, dopo l’intervento militare straniero.
Parlando al Congresso dell’attacco al consolato statunitense a Bengasi, Clinton ha riconosciuto che la Libia si è trasformata in un paese delle milizie, in cui uomini armati usano armi rubate dai magazzini della Libia e li contrabbandano per utilizzarle in atti terroristici sul territorio dei paesi vicini. Pur ammettendo ciò, Clinton ha ignorato il ruolo dal suo paese nel trasferimento delle armi libiche in Siria, nel dare ordini ai propri agenti regionali o chiudendo un occhio sulle relative operazioni d’invio via mare in Turchia e quindi in Siria, sotto la supervisione del governo turco.
H. Said- Syria360
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