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Discussione: MUSICA!

  1. #21
    Lumbard
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    Predefinito Re: MUSICA!

    Citazione Originariamente Scritto da mirkevicius Visualizza Messaggio
    Il piano deve essere molto difficile, no?
    Io il basso anche se l'ho lasciato da un pò, tra lavoro e politica
    Anche se mi sta interessando molto l'acid jazz
    ho fatto i primi 5 di conservatorio (privatista) purtroppo non ho mai dato l'esame perchè nel frattempo facevo le superiori e poi subito il lavoro

    per suonare il pianoforte e le tastiere varie (synth, organi, ecc...) ci vuole la base classica (Bach, Mozart, ...) senza la quale non si può dire di avere la tecnica

    infatti i migliori tastieristi rock, su tutti John Lord (Deep Purple), Don Airey, Tony Banks (Genesis), Rick Wakeman, Keith Emerson .... vengono dalla scuola classica

    altri metodi si sono rilevati mezzi fallimenti

  2. #22
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    Predefinito Re: MUSICA!

    Grande Salento.



    Lu Rusciu te lu mare

    Canto passionale gallipolino, narra di un amore impossibile tra la figlia di un re ed un soldato, un amore impedito, in un periodo in cui le differenze di classe erano molto vive, tanto che l’autore le paragona al conflitto tra Turchi e Spagnoli, storici invasori della nostra terra.

    L’anno in cui sembra che questa canzone fosse emersa come uno dei tanti canti popolari tipici della zona è il 1978, ad opera di Luigi Cardigliano, originario di Ugento (LE), un ragazzo che all’epoca si trovava a Firenze. Ed era proprio in questa città che per diversi anni, dal 1974 al 1980, in Piazza della SIgnoria o vicino al Palazzo degli Uffizi si creava una sorta di collettività etnica, costituita da persone di orgine pugliese, calabrese, siciliana e sarda. Si trattava di persone essenzialmente giovani che si trovavano lì per motivi di studio e che ogni sera, per tutta la notte fino all’alba, spinti dal desiderio dello svago notturno, si davano appuntamento nel solito punto.

    Fu una specie di teatro che si venne a formare, dove ognuno apportava le proprie esperienze musicali: c’era colui che aveva talento per il canto, chi invee per la danza.

    Fino ad oggi esistono tre verioni della canzone “U rusciu te lu mare“. Quella originale presena un ritmo piuttosto lento, fu Luigi Cardigliano a modificarla rendendola più ricca di accordi musicali e dandole un ritmo più cadenzato. Lo stesso Cardigliano, che cantava da solista questa canzone, aggiunse una strofa che poi divenne l’ultima. La particolarità di questa canzone, tipica tra l’altro di tutte le altre che sorsero e si diffusero in quel periodo, era l’assenza della musica. ciò chre creava un’armonia dei suoni era la polifonia delle voci: tre o quattro voci diverse che sovrapposte l’una all’altra davano vita ad una melodia sonora rara nella sua soavità. Non era utilizzato alcuno strumento.

    È stato intorno al 1993-94 quando Bruno Spennato, di Melissano (LE), un amico di Cardigliano, si unì ad un gruppo alle prime armi denominato “Alla bua”, e incominiciò a cantare altre canzoni popolari non ancora ben note. Colse, così, l’occasione di proporre una terza versione de “U rusciu te lu mare“, dal ritmo ancora più veloce rispetto alla precedente, con il complemento di un’altra strofa, che concludeva la storia dei due amanti. La strofa diceva “U rusciu te lu mare è mutu forte, la fija te lu re si ta la morte“. La nuova strofa prese il posto dell’ultima, la quale a sua volta diventò la penultima.

    U Rusciu te lu mare

    Nu giurnu scei ‘ncaccia a li patuli
    e ‘ntisi na cranonchiula cantare.

    A una a una le sentia cantare
    ca me pariane lu rusciu te lu mare.

    Lu rusciu te lu mare è troppu forte
    la fija te lu re si ta la morte.

    Iddha si ta la morte e jeu la vita
    la fija te lu re sta se marita.

    Iddha sta se marita e jeu me ‘nzuru
    la fija te li re porta nu fiuru.

    Iddha porta nu fiuru e jeu na parma
    la fija te lu re sta va ‘lla Spagna.

    Iddha sta va la Spagna e jeu ‘n Turchia
    la fija te lu re è a zita mia.

    E vola vola vola vola vola
    e vola vola vola palomba mia
    ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare
    ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare.


    Il Rumore del Mare

    Un giorno andai a caccia per le paludi
    e udii una ranocchia gracidare.

    A una a una le sentivo cantare
    mi sembravano il frastuono del mare.

    Il rumore del mare è troppo forte
    la figlia del re si dà la morte.

    Ella si dà la morte, ed io la vita
    la figlia del re ora si marita.

    Ella si marita e io mi sposo
    la figlia del re porta un fiore.

    Ella porta un fiore ed io una palma
    la figlia del re parte in Spagna.

    Ella parte in Spagna ed io un Turchia
    la figlia del re è la fidanzata mia.

    E vola vola vola vola vola
    e vola vola vola palomba mia
    che io il cuore mio te le devo dare
    che io il cuore mio te le devo dare

    * In alcune versioni di questo canto mancano le prime due strofe e l’ultimaQuesta fu la canzone più conosciuta di quegli anni, che subito riuscì ad attirare l’interesse di molti. Fu presto imparata da coloro che ogni sera assistevano a quella sorta di spettacolo improvvisato da questo affiatato gruppo di amici. In esso si distinsero i Sardi, maestri per eccellenza della musica popolare italiana. Da quanto si racconta i Sardi erano poco propensi ad introdurre persone estranee al loro gruppo, ma la bravura di alcuni ragazzi della comunità fiorentina, se così la si può chiamare, non potè che spingerli a sceglierli. E proprio tra questi ragazzi è bene ricordare Bruno Spennato e Luigi Cardigliano, per la straordinaria complementarità delle loro voci.



    lu rusciu te lu mare - ALLABUA - Official





    LU RUSCIU TE LU MARE Alla Bua - Notte della Taranta 2011 Concerto Live





    sr
    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
    Noi siamo Greci…



  3. #23
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    Predefinito Re: MUSICA!

    care,

    mi spiegate perche' le musicesse terroniche per esprimere il loro talento sono dovute emigrare?

    Vincenzo Bellini stava a Milano, e Paisiello a San Puttanoburgo (e a Nappule la dinastia piacentina-parmense lo mise in galera toutta).

  4. #24
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    Quel Posto Davanti al Mare
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    Predefinito Re: MUSICA!

    Citazione Originariamente Scritto da Sergente Romano Visualizza Messaggio
    MUSICA DEI NOSTRI BRIGANTI:



    Briganti di Terra d'Otranto.





    Brigantesse del Tirreno.










    sergente romano
    Carini sti briganti. E' bene che ogni Gente del mondo conservi e faccia vivere le proprie tradizioni musicali.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  5. #25
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    Predefinito Re: MUSICA!

    Citazione Originariamente Scritto da Sergente Romano Visualizza Messaggio
    Grande Salento.



    Lu Rusciu te lu mare

    Canto medievale passionale gallipolino, narra di un amore impossibile tra la figlia di un re ed un soldato, un amore impedito, in un periodo in cui le differenze di classe erano molto vive, tanto che l’autore le paragona al conflitto tra Turchi e Spagnoli, storici invasori della nostra terra.

    L’anno in cui sembra che questa canzone fosse emersa come uno dei tanti canti popolari tipici della zona è il 1978, ad opera di Luigi Cardigliano, originario di Ugento (LE), un ragazzo che all’epoca si trovava a Firenze. Ed era proprio in questa città che per diversi anni, dal 1974 al 1980, in Piazza della SIgnoria o vicino al Palazzo degli Uffizi si creava una sorta di collettività etnica, costituita da persone di orgine pugliese, calabrese, siciliana e sarda. Si trattava di persone essenzialmente giovani che si trovavano lì per motivi di studio e che ogni sera, per tutta la notte fino all’alba, spinti dal desiderio dello svago notturno, si davano appuntamento nel solito punto.

    Fu una specie di teatro che si venne a formare, dove ognuno apportava le proprie esperienze musicali: c’era colui che aveva talento per il canto, chi invee per la danza.

    Fino ad oggi esistono tre verioni della canzone “U rusciu te lu mare“. Quella originale presena un ritmo piuttosto lento, fu Luigi Cardigliano a modificarla rendendola più ricca di accordi musicali e dandole un ritmo più cadenzato. Lo stesso Cardigliano, che cantava da solista questa canzone, aggiunse una strofa che poi divenne l’ultima. La particolarità di questa canzone, tipica tra l’altro di tutte le altre che sorsero e si diffusero in quel periodo, era l’assenza della musica. ciò chre creava un’armonia dei suoni era la polifonia delle voci: tre o quattro voci diverse che sovrapposte l’una all’altra davano vita ad una melodia sonora rara nella sua soavità. Non era utilizzato alcuno strumento.

    È stato intorno al 1993-94 quando Bruno Spennato, di Melissano (LE), un amico di Cardigliano, si unì ad un gruppo alle prime armi denominato “Alla bua”, e incominiciò a cantare altre canzoni popolari non ancora ben note. Colse, così, l’occasione di proporre una terza versione de “U rusciu te lu mare“, dal ritmo ancora più veloce rispetto alla precedente, con il complemento di un’altra strofa, che concludeva la storia dei due amanti. La strofa diceva “U rusciu te lu mare è mutu forte, la fija te lu re si ta la morte“. La nuova strofa prese il posto dell’ultima, la quale a sua volta diventò la penultima.

    U Rusciu te lu mare

    Nu giurnu scei ‘ncaccia a li patuli
    e ‘ntisi na cranonchiula cantare.

    A una a una le sentia cantare
    ca me pariane lu rusciu te lu mare.

    Lu rusciu te lu mare è troppu forte
    la fija te lu re si ta la morte.

    Iddha si ta la morte e jeu la vita
    la fija te lu re sta se marita.

    Iddha sta se marita e jeu me ‘nzuru
    la fija te li re porta nu fiuru.

    Iddha porta nu fiuru e jeu na parma
    la fija te lu re sta va ‘lla Spagna.

    Iddha sta va la Spagna e jeu ‘n Turchia
    la fija te lu re è a zita mia.

    E vola vola vola vola vola
    e vola vola vola palomba mia
    ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare
    ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare.


    Il Rumore del Mare

    Un giorno andai a caccia per le paludi
    e udii una ranocchia gracidare.

    A una a una le sentivo cantare
    mi sembravano il frastuono del mare.

    Il rumore del mare è troppo forte
    la figlia del re si dà la morte.

    Ella si dà la morte, ed io la vita
    la figlia del re ora si marita.

    Ella si marita e io mi sposo
    la figlia del re porta un fiore.

    Ella porta un fiore ed io una palma
    la figlia del re parte in Spagna.

    Ella parte in Spagna ed io un Turchia
    la figlia del re è la fidanzata mia.

    E vola vola vola vola vola
    e vola vola vola palomba mia
    che io il cuore mio te le devo dare
    che io il cuore mio te le devo dare

    * In alcune versioni di questo canto mancano le prime due strofe e l’ultimaQuesta fu la canzone più conosciuta di quegli anni, che subito riuscì ad attirare l’interesse di molti. Fu presto imparata da coloro che ogni sera assistevano a quella sorta di spettacolo improvvisato da questo affiatato gruppo di amici. In esso si distinsero i Sardi, maestri per eccellenza della musica popolare italiana. Da quanto si racconta i Sardi erano poco propensi ad introdurre persone estranee al loro gruppo, ma la bravura di alcuni ragazzi della comunità fiorentina, se così la si può chiamare, non potè che spingerli a sceglierli. E proprio tra questi ragazzi è bene ricordare Bruno Spennato e Luigi Cardigliano, per la straordinaria complementarità delle loro voci.





    LU RUSCIU TE LU MARE Alla Bua - Notte della Taranta 2011 Concerto Live





    sr





    Davide Van De Sfroos - Lu rusciu te lu mare







    ...grazie Davide...




    sr
    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
    Noi siamo Greci…



 

 
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